[Messico] RADIO PALABRA VERDADERA – reportage dalle radio comunitarie del Guerrero

A metà Maggio 2012 visitiamo il municipio di Chilapa de Alvarez, nella regione Montagna di Guerrero e più precisamente la Scuola Preparatoria [1] 26 “Albert Einstein”, dove si trova la cabina di Radio Uan Milauak Tlajtoli, La palabra Verdadera, una delle radio comunitarie dello Stato, che trasmette sulla frequenza FM 94.1.

La Montagna di Guerrero è una regione che soffre molteplici problemi, tra cui: la distruzione del territorio da parte di imprese minerarie straniere (parliamo di interi boschi, corsi d’acqua, montagne, luoghi sacri), il lavoro sottopagato, l’emigrazione lavorativa verso Nord, la delinquenza organizzata e la costante presenza dell’esercito nelle strade.

Intervistiamo il professore Hugo, insegnante di discipline umanistiche e sociali, nonché uno dei fondatori e coordinatori della radio, Pedro, altro coordinatore e diversi locutori e locutrici, tutt@ studenti della scuola.

NASCITA
Gli e le intervistate ci raccontano che la radio è in funzione dal 20 Novembre 2006 in uno spazio piccolissimo, che era un piccolo ripostiglio della scuola di circa 2metri x 2,5.
Era da tempo che diversi maestri ed ex alunni della Preparatoria discutevano sull’importanza di creare un mezzo di informazione comunitario, differente da quelli ufficiali, che informasse la gente del municipio e che mettesse in comunicazione i vari villaggi della zona.

Il prof. Hugo racconta che la rivolta zapatista del 1994 fu un momento di svolta per il Messico e per le organizzazioni ed i movimenti sociali in generale; già c’erano precedenti “fuochi di rivolta” nel Paese, ma gli e le zapatiste dimostrarono una forza ed un’incisività senza precedenti, un esempio concreto e possibile di un mondo altro, differente da quello venduto dai tecnocrati come Carlos Salinas de Gortari che, con il Trattato di Libero Commercio, aprivano le porte del Primo Mondo al Messico, lasciando da parte realtà marginali come quelle del Chiapas e di Guerrero. La rivolta zapatista favorì in Guerrero la nascita di nuove organizzazioni e diede linfa vitale a quelle già esistenti, creando le basi di diverse esperienze autonome, tra cui figura anche la radio comunitaria.
Anche la nascita di radio Nomndaa nel 2002, nel municipio di Xochistlahuaca, fu fondamentale per gli inizi di Radio Palabras Verdaderas; i diversi maestri della Preparatoria si interessarono da subito e seguirono fin dai primi passi l’esperienza amuzga, fino a quando si misero in contatto ed iniziarono a condividere informazioni e fare formazione tecnica.

“All’inizio la radio sembrava un’utopia, un processo lungo e difficile” dice il prof. Hugo ma adesso si pone come un mezzo necessario per raggiungere l’autonomia, riscattare la memoria storica, la tradizione e le usanze dei popoli nativi, dei contadini e degli anziani”.

PROGRAMMI E CONTENUTI
Come detto la radio nasce all’interno di una Scuola Preparatoria e sono i maestri e gli alunni della stessa scuola a tenerla viva. La definiscono una radio educativa e, fin dalla sua nascita, uno degli obiettivi principali è stato fare in modo che l’informazione prodotta durante le lezioni si diffondesse e che la cultura “universale” si incontrasse con quella locale, con l’intento di “restituire ai popoli la conoscenza”.

La programmazione è molto ampia e gira attorno 5 punti fondamentali: Terra, Salute, Educazione, Giustizia, Rispetto e Resistenza della Madre Terra.
Ciò prende forma in: notiziari con informazioni sulla regione, programmi per bambini dove si leggono favole e si ascolta musica, trasmissioni per i contadini in cui si consiglia tecniche sostenibili rispetto il lavoro del campo.
Una dottoressa conduce un programma sulla salute dove invita a parlare diversi specialisti, ma allo stesso tempo incoraggia e diffonde la conoscenza della medicina tradizionale indigena.
Altra trasmissione è Vocez en Resistencia che tratta dei movimenti sociali, delle varie lotte per il territorio e le esperienze di resistenza (Cheran, la diga La Parota, la Polizia Comunitaria, la lotta alle imprese minerarie…).
Altro programma si chiama Ni Olvido, Ni Perdon, che affronta il tema della repressione dei movimenti sociali e denuncia gli abusi e l’impunità onnipresenti in Messico (la strage di Tlatelolco del ’68, i massacri del Charco e Aguas Blancas a Guerrero, i fatti di Atenco, Chiapas e gli zapatisti,…). A dimostrazione dell’apertura della radio trovano spazio due gruppi locali di Alcolisti e Neurotici Anonimi e partecipano anche due missionarie, vicine alla teologia della liberazione, con un programma chiamata Bajando a la Calle.
Inoltre il collettivo Taller de Desarollo Comunitario di Chilpancingo invia settimanalmente una trasmissione, così come Radio Unam collabora con un programma chiamato Chiapas Expediente Nacional.
Esisteva anche una trasmissione in lingua nahua, che adesso è interrotta, ma va detto che molti degli spots che si producono vengono registrati anche nelle lingue locali.

Il segnale radiofonico all’inizio delle trasmissioni era molto ristretto, appena 10 Km. Con il tempo si è costruita un’antenna di 20 metri e si è recuperato un nuovo trasmettitore che adesso copre un’area di circa 40 Km, riuscendo a raggiungere diversi municipi e soprattutto diverse decine di comunità. Questa radio è importante soprattutto per loro, le comunità, che altrimenti non avrebbero accesso all’informazione in nessun modo. Quando chiediamo agli intervistati come si informavano le persone prima della creazione della radio, ci rispondono che in città ciò avveniva per mezzo della televisione (con il duopolio di Televisa e TeleAzteca), la radio commerciale di Acapulco, un periodico locale e uno statale, El Sur. L’informazione era praticamente tutta manipolata e per le comunità comunque inaccessibile. In tal senso la radio comunitaria assume un valore aggiunto, perché oltre ad informare (o meglio contro-informare), avvicina i vari villaggi (in quanto a comunicazione), affronta tematiche che interessano da vicino gli ascoltatori e che rendono la gente del posto soggetto del discorso radiofonico.
Natasha, una delle locutrici intervistate, ci dice che “non puoi essere autonomo se non controlli l’informazione, la generalizzi, la rendi accessibile… senza censure o repressione”

A parte la mera informazione la radio è utile anche sotto aspetti concreti e quotidiani. Per esempio in alcune occasioni si è portata tutta l’attrezzatura in comunità, per poter trasmettere in diretta durante le feste tradizionali con il doppio obiettivo di avvicinare le persone alla radio e di far cogliere il diritto fondamentale (e Costituzionale) dei popoli alla comunicazione. In altri casi la radio serve per ritrovare bambini che si sono persi, così come animali, per sostenere e promuovere la vendita dei piccoli commercianti schiacciati dalla concorrenza dei supermercati; per mettere in contatto le tante persone che lasciano le comunità per lavorare nel Nord o negli Stati Uniti e che trovano nella radio l’unico mezzo per parlare alle proprie famiglie. E ancora è uno spazio per saluti, auguri, richieste di informazioni, annunci, notizie dalla comunità…Inoltre attraverso la radio si sta riscattando la storia nazionale, intervistando o portando alla luce personaggi della Montagna di Guerrero che hanno partecipato alla Battaglia del 5 di Maggio [2] o alla Rivoluzione (tra le file dell’esercito di Zapata) e che non trovano spazio nei libri di storia.

Nonostante le difficoltà iniziali ora la radio è ascoltata e benvista dagli abitanti di Chilapa e delle varie comunità vicine, che finalmente hanno accesso ad un informazione indipendente, che parte dal locale per arrivare al nazionale; ascoltano musica regionale o in altri casi alternativa e fuori dai circuiti commerciali e cominciano a conoscere e criticare la presenza di imprese straniere che distruggono il territorio con le loro miniere a cielo aperto.

La radio fino ad adesso non ha ricevuto minacce o particolari pressioni dal Governo; semmai ci sono problemi interni alla scuola, vale a dire che diversi insegnanti non sono d’accordo sull’utilità e il tipo di informazione che si produce ed anche il direttore dell’unità accademica ci ha messo del suo, quando voleva che le trasmissioni si fermassero nel periodo estivo delle vacanze ma non ci è riuscito per la resistenza di alcuni professori.

RED DE RADIOS Y MEDIOS LIBRES DE GUERRERO
La creazione della Red de Radios y Medios Libres de Guerrero nasce da un processo lungo, durato anni, in cui c’era stata una certa relazione tra le radio comunitarie, che però si limitava ad incontri durante i vari anniversari delle singole radio. Fu nel Novembre 2011, durante il quinto anniversario di Radio Palabras Verdaderas, che si cominciò a parlare seriamente di una coordinazione tra le varie radio; ufficialmente, la Red nacque nel Marzo 2012 nella Casa di Giustizia di San Luis Acatlan, in particolare per la spinta di Radio Nomndaa, la Crac-PC [3] e il Centro di Diritti Umani della Montagna, Tlachinollan. In questo incontro, che definiscono titanico (dalle 10.00 alle 23.00), si discusse sull’utilità di formare una rete e si decisero i principi comuni [4].
“È stato un successo, un processo utile che avvicina persone che lavoravano isolate…ora siamo in contatto, esiste una relazione di lavoro e produzione ed abbiamo un’ obiettivo comune”.
“La Rete è anche una rete di appoggio per difendersi, arricchirsi, creare fronte comune contro le miniere…dopo la repressione ai Normalistas di Ayotzinapa diventa evidente l’importanza di stare connessi”

Il primo passo concreto della Red è la produzione di un notiziario settimanale, Noticias de mi Pueblo, dove ognuna delle otto radio della rete produce informazioni relative alla propria regione, municipio o comunità.

Gli integranti della radio raccontano anche che la Red ha fatto sì che si approfondissero maggiormente le notizie che venivano diffuse ed in pochi mesi sono venute fuori due questioni importanti: la prima quella dell’introduzione di piante geneticamente modificate, per produrre combustibili nelle terre dei contadini, in cambio di un finanziamento di 10.000 pesos (meno di 600 euro); la seconda quella dei lavoratori stagionali che vanno verso il Nord del Paese per lavorare e spesso tornano a casa senza soldi, dopo mesi di fatiche non retribuite.

CHE MANCA E PIANI FUTURI
Uno degli slogan della radio è “Abbiamo tutto, ma ci manca tutto”, vale a dire che “mancano molte cose, prima fra tutte una migliore organizzazione”; c’è il problema che gli studenti e le studentesse frequentano la scuola per soli tre anni, cosicché ogni anno è necessario tirar dentro nuove persone, formarle e coscientizzarle.
Inoltre, come tutte le radio comunitarie, anche questa non dispone di grossi fondi, né riceve finanziamenti governativi e tutto si mantiene e finanzia grazie a donazioni volontarie; “farebbe sicuramente comodo un’attrezzatura migliore (mixer, microfoni, computer, antenna e trasmissore), una connessione Internet ed una pagina Web ma soprattutto avvicinarsi di più alle comunità, essere più presenti e fare in modo che si uniscano più persone e partecipino più assiduamente, oltre che ascoltare”.

“Sembramos palabras para cosechar esperanza [5], questo fa la radio: lottare per un mondo migliore e diverso da quello in cui viviamo.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

1: La Scuola Preparatoria, più comunemente chiamata bachillerato, è parte dell’Educazione Media Superiore e forma per due o tre anni gli e le studenti in vista dell’Educazione Superiore, solitamente dai 15 ai 18.

2: La Battaglia di Puebla del 5 Maggio 1862, quando l’esercito messicano sconfisse uno degli eserciti più forti dell’epoca, quello del Secondo Impero Francese.

3: Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias, Polizia Comunitaria.

4: Rispetto e sostegno dell’autonomia di ogni radio e comunità, mutuo appoggio, solidarietà, anticapitalismo, indipendenza dai partiti politici e dai Governi, così come dal proselitismo religioso; per l’autogestione, senza rappresentanti, ma le decisioni si prendono per consenso ed in forma assembleare. Infine la difesa dell’identità e l’esercizio dei diritti collettivi.

5: Seminiamo parole per raccogliere speranza