JUSTICIA PARA YAKIRI: fin de semana contra el feminicidio, la criminalización y por la legítima defensa de las mujeres

yakirimanifPHOTOS de la marcha por el dia internacional de las mujeres

PHOTOS y AUDIOS de la ruta contra la injusticia y clausura de l’Hotel Alcazar

Tras pagar una fianza de 423 mil pesos (23.500 euros) Yakiri Rubí Rubio ha sido puesta en libertad el 5 marzo 2014 pero el juicio sigue abierto. Si antes la acusación era de HOMICIDIO ahora le imputan EXCESO DE LEGÍTIMA DEFENSA.

Frente a tanta injusticia judicial, muchas personas han salido a las calles este fin de semana con varias acciones para protestar contCollageYAKIra el feminicidio y denunciar la impunidad. Cientos personas han caminado las calles del centro de Ciudad de México – D.F. en la marcha del Día Internacional de la Mujer, y al día siguiente, en una acción por el cierre simbólico del Hotel Alcázar donde Yakiri fue violada. Continue reading

Comunicato di solidarietà de La P.I.R.A.T.A.

finka1 (800x532)Ai compagni e alle compagne sequestrat* nelle carceri del Messico.
Alla famiglia di Alvaro Sebastián Ramírez.
Alle famigle dei/delle 13 arrestat* della Crac-pc.
Agli e alle arrestat* del movimento NO-TAV in Italia,
All’EZLN e alla Sexta.

Compagne e compagni in lotta, vi mandiamo un abbraccio da parte di chi, da differenti angoli del pianeta, lotta per la costruzione di un mondo libero da sfruttamento, esproprio, disprezzo e repressione.

Siamo compagn* provenienti da diverse traiettorie e nazionalità, però tutt* figli/e dello stesso sogno e tutt* animat* dalla stessa voglia di cambiare il mondo in cui ci é toccato vivere.

Nei giorni scorsi di questo inverno 2014, nelle terre recuperate della “Finca Alemania” – territorio libero e liberato nella sierra di Oaxaca dai contadini del “Comité in Difesa dei Diritti Indigeni” CODEDI – ci siamo riunit* donne e uomini, bambini e bambine, giovani e anziani per condividere le nostre conoscenze con l’idea di facilitare, promuovere e costruire l’autonomia dei popoli, di fronte alla sistematica strategia di sfruttamento e divisione del mal governo e dei partiti politici. Armandoci di parole, lavori collettivi e speranza.

Sappiamo che é nostro dovere nella lotta non dimenticare le compagne e i compagni sequestrat* nelle carceri dei molti mal governi che opprimono i popoli del mondo. Ci prendiamo un momento per farvi sapere, compagni e compagne in carcere, che non siete sol*, che in ogni nostra azione e attività volta alla trasformazione vi teniamo presenti.

Sappiamo che la lotta per l’autonomia implica la repressione dello Stato perchè questa lotta dimostra che i ricchi, i politici e i partiti non solo non servono, ma pure disturbano. Per questo ci arrestano, ci reprimono e perfino ci ammazzano. Lo viviamo in tutto il territorio messicano – da Oaxaca al Chiapas, passando dalla Città del Messico e da Guerrero – e lo viviamo nelle lotte contro i grandi progetti imposti e inutili, come succede con la repressione del movimento NO TAV in Val di Susa.

Dal cuore della resistenza zapoteca nelle montagne di Oaxaca, uno striscione, una frase, un pensiero solidale di fratellanza, con il pugno alzato, unendoci al contempo alla mobilitazione internazionale in solidarietà con la lotta in val di Susa, convocata il prossimo 22 di febbraio:

¡PRES@S POLÍTIC@S LIBERTAD!

LIBERARE I NOSTRI TERRITORI, I NOSTR* PRIGIONIER*
Alvaro Sebastiàn prigioniero Loxicha di Oaxaca, in carcere dal 1996.
I prigionieri della polizia comunitaria CRAC – PC in Guerrero.
I prigionier* NO-TAV: Chiara, Mattia, Niccolò, Claudio e tutt* le/gli indagat*

NI UN PASO ATRAS!

LaPirata (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie)
Circolo d’azione e d’informazione Zapatista  ”Veredas Autónomas”
Comité in Difesa dei Diritti Indigeni – CODEDI
Gruppo di lavoro “No estamos tod@s”

Il comunicato precedente in solidarietà agli/alle arrestate:

DAL MESSICO ALLA VAL DI SUSA: TERRORISTA E’ L’INGANNO DEL PROGRESSO CHE
INVADE I TERRITORI

Giungono notizie di fuoco dalla Val di Susa: la conferma degli arresti in carcere e dei reati comminati dalla procura a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia.Un’ennesima provocazione, tanto grave quanto incredibile che costringe in carcere con l’accusa di terrorismo i compagni/e ai e alle quali sono state applicate norme speciali di detenzione, sintomo di una deriva autoritaria dello stato che evidentemente teme forme di autorganizzazione popolare come quella del movimento NOtav. Quelle stesse forme di autorganizzazione che abbiamo ritrovato percorrendo i polverosi sentieri messicani, bagnati dal sangue di donne e uomini, contadini, indigeni e lottatori sociali morti, sequestrati ed imprigionati.
E’ in quelle terre che respiriamo la stessa dignità e forza che riflette la lotta del popolo NOtav. Vent’anni di resistenze che idealmente si ricongiungono in una pratica costante: quella emersa dalla Libera Repubblica della Maddalena e quella del lungo cammino dell’autonomia delle comunità indigene Zapatiste in Chiapas. Un camminare domandando in conflitto col governo messicano, contro qualsiasi istituzione governativa o partito politico, che si è articolato nella costruzione di scuole ed ospedali autonomi, come emerso ad Agosto, Dicembre e Gennaio, dopo una lucida analisi dell’ attuale sistema mondiale di sfruttamento, esproprio, repressione e devastazione e durante il primo turno dell’Escuelita Autonoma Zapatista.

Ad inizio estate abbiamo avuto il privilegio di partecipare, assieme a tante altre lotte sorelle,all’accompagnamento in Europa ed in Val di Susa di Nacho e Cayo, compagni provenienti dalla vittoriosa lotta contro la costruzione dell’aeroporto di Atenco, il cui popolo subì nel 2006 la violenta vendetta di Stato con due morti, numerosi feriti, donne violentate e condanne fino a 106 anni di reclusione. Ci siamo nutriti del ponte di complicità tra Atenco e NOtav, abbiamo condiviso storie di lotte, giungendo fino al cantiere della devastazione. Giusto in tempo per essere fermati e controllati dalle truppe invasori, solo pochi giorni prima che, una nuova donna, Marta, dovesse subire l’infame violenza dello Stato maschio e che altri compagni e compagne venissero arrestati/e, picchiati/e, indagati/e. Dal Messico alla Valle soffiano venti di ribellione. Dall’opposizione alle grandi opere come l’autostrada San Cristobal-Palenque, dall’aeroporto di Atenco agli eolici nell’Istmo di Tehuantepec dalla liberazione dei prigionieri politici alle lotte sui nostri territori, da Venaus a Notres Dames des Landes, contro l’idiozia di un progresso devastatore e contro qualsiasi forma di prigione.
Crediamo fermamente solo la lotta pagherà . Quella che saboteà i loro progetti imposti ed inutili in una pratica costante, complice e determinata, che non permetterà di stravolgere ulteriormente vite e territori.

A SARA’ DüRA! LA VALLE NON SI ARRESTA! SI TOCAN A UN* TOCAN A TOD*S

Solidarietà e libertà immediata per Chiara, Claudio, Niccolò, Mattia e a tutti e tutte coloro che stanno pagando le ritorsioni giudiziarie contro il movimento NOtav.

Piattaforma P.I.R.A.T.A.
Nodo Solidale – Roma e Messico
Nomads – Bologna e Berlino
Collettivo Zapatista Lugano

La lucha sigue! 20 anniversario dall’insurrezione zapatista

Sono passati 20 anni dal 1° gennaio 1994 quando, lo stesso giorno dell’entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio tra Stati Uniti, Canada e Messico (NAFTA), l’EZLN si sollevò in armi contro il mal gobierno, un governo che aveva dimenticato, zittito e derubato una parte del suo popolo per il solo fatto di essere indios, gli abitanti autoctoni delle terre messicane. L’allora quasi sconosciuto l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale si sollevò in armi e comparve dalla selva Lacandona conquistando diverse città nello stato messicano del Chiapas.

Più che un’insurrezione di tipo militare, quella dell’EZLN è stata una rivolta popolare che ha messo in discussione le fondamenta di un sistema di potere oppressivo e di un modello economico perverso che trasforma le persone in numeri, che violenta la terra, che difende a spada tratta i soli interessi delle grandi imprese. Inoltre ha messo in discussione il tentativo di omologazione culturale voluto dallo stato, che stava facendo sprofondare gli indios nell’oblio e nel silenzio. Gli e le zapatiste insorsero per rivendicare e pretendere quello che gli era stato negato fino ad allora: terra, giustizia, libertà, educazione, diritti e democrazia .

Nonostante la pressione di militari, paramilitari e politicanti, gli e le zapatiste sono riusciti a liberare le proprie terre e a praticarvi l’autonomia a partire dal quotidiano.

Dopo 20 anni di lotta, in cui moltx compagnx hanno pagato con il proprio sangue e a caro prezzo la pratica dell’autonomia e dell’autogestione, il 1° gennaio 2014 i compas hanno festeggiato nei cinque Caracol la Gioia Ribelle e i 20 anni di autonomia nei territori liberati e recuperati. Inoltre questo anniversario ha coinciso con una nuova fase di riapertura del movimento zapatista che, a partire dallo scorso agosto, ha organizzato nelle sue comunità una Escuelita Zapatista invitando a partecipare compagnx da tutte le parti del mondo. Perché la cosa più importante per costruire nuovi modi di relazionarsi è il lavoro collettivo e questo richiede conoscersi .

La lotta continua! Viva EZLN ! Buon anniversario …. il meglio sta nell’avvenire

Donna in carcere per essersi difesa da stupro: YAKIRI LIBRE!

Con lo slogan  ” la stessa giustizia che ci opprime nella lotta, condanna Yakiri per non voler farsi ammazzare”,  iniziava il 29 Dicembre una manifestazione che colorava le strade dal centro di Cittá del Messico di viola e bianco. Centinaie di persone di tutte l’età e generi chiedevano con striscioni e fiori in mano la liberazione immediata di Yakiri Rubí Rubio Aupart. Continue reading

Pronunciamento della Pirata per la libertà di Alberto Patishtàn (Ita- Esp)

Alberto Patishtan Libre!!!

Ci uniamo ai festeggiamenti per la liberazione del nostro compagno, amico e fratello Alberto Patishtan! Dopo tredici anni di ingiustizia, sofferenze, difficoltà ma soprattutto dopo tredici anni di lotta, dopo 13 anni nei quali il Profe ha insegnato a tutti e tutte noi la dignità dietro le infami sbarre della prigione e ha accompagnato la lotta di tutti coloro che in questi anni lo hanno seguito, dentro e fuori le mura.
Dopo tredici lunghi anni festeggiamo la sua liberazione e lo facciamo senza ringraziare “nessuno” che vorrebbe essere ringraziato. Lo facciamo continuando giorno per giorno le lotte a fianco di chi come Alberto subisce l’ingiustizia del carcere; a fianco di Alejandro, Miguel, Antonio ancora prigionieri in Chiapas e di tutti i prigionieri e le prigioniere reclusi/e in Messico e a ogni latitudine del globo.
Le continue mobilitazioni dentro il carcere e fuori e la solidarietà dal basso hanno reso possibile sua liberazione come quella degli altri e altre compagni de la Voz del Amate e de Los Solidarios de La Voz del Amate.
Per questo rendiamo omaggio al Profe con un gran sorriso come quello che gli rende giustizia nella foto che sta girando sui media-indipendenti durante questi giorni. La foto che lo ritrae a fianco dei suoi figli, fazzoletto rosso al collo, assieme ai compagni e le compagne di Atenco; un immagine bellissima nella quale c’è posto solo per chi ha lottato, lotta e continuerà sicuramente a farlo!
La Pirata

20 anni a Rosario Diaz Mendez

http://chiapasbg.wordpress.com/2013/06/07/condanna-20-anni/

La Jornada – Venerdì 7 giugno 2013

“Senza fondamento” condannato a 20 anni di prigione l’indigeno tzotzil della Voz del Amate

HERMANN BELLINGHAUSEN

Il detenuto tzotzil Rosario Díaz Méndez, membro della Voz del Amate e aderente alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, già da 8 anni in prigione a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, martedì è stato condannato a 20 anni con l’accusa di sequestro. Ingiustificatamente, secondo numerose prove che Jacqueline Ángel, giudice di prima istanza di Simojovel, non ha preso in considerazione.

“L’ingiustizia continua”, scrive Díaz Méndez dalla sua cella. La nuova condanna, con procedimento 333/2005, è “per il reato prefabbricato di sequestro, nonostante le vittime dichiarino di non conoscermi e chiedono la mia libertà, ed i miei testimoni a discarico nemmeno vengono citati”, perché “l’autorità è cieca e sorda”. Continue reading

MANIFESTAZIONE “EL BOSQUE PER LA LIBERTÁ DI ALBERTO PATISHTAN”

http://youtu.be/jnk9kB1W6yY