(Español) La Calle es de quien la Trabaja

La lucha sigue! 20 anniversario dall’insurrezione zapatista

Sono passati 20 anni dal 1° gennaio 1994 quando, lo stesso giorno dell’entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio tra Stati Uniti, Canada e Messico (NAFTA), l’EZLN si sollevò in armi contro il mal gobierno, un governo che aveva dimenticato, zittito e derubato una parte del suo popolo per il solo fatto di essere indios, gli abitanti autoctoni delle terre messicane. L’allora quasi sconosciuto l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale si sollevò in armi e comparve dalla selva Lacandona conquistando diverse città nello stato messicano del Chiapas.

Più che un’insurrezione di tipo militare, quella dell’EZLN è stata una rivolta popolare che ha messo in discussione le fondamenta di un sistema di potere oppressivo e di un modello economico perverso che trasforma le persone in numeri, che violenta la terra, che difende a spada tratta i soli interessi delle grandi imprese. Inoltre ha messo in discussione il tentativo di omologazione culturale voluto dallo stato, che stava facendo sprofondare gli indios nell’oblio e nel silenzio. Gli e le zapatiste insorsero per rivendicare e pretendere quello che gli era stato negato fino ad allora: terra, giustizia, libertà, educazione, diritti e democrazia .

Nonostante la pressione di militari, paramilitari e politicanti, gli e le zapatiste sono riusciti a liberare le proprie terre e a praticarvi l’autonomia a partire dal quotidiano.

Dopo 20 anni di lotta, in cui moltx compagnx hanno pagato con il proprio sangue e a caro prezzo la pratica dell’autonomia e dell’autogestione, il 1° gennaio 2014 i compas hanno festeggiato nei cinque Caracol la Gioia Ribelle e i 20 anni di autonomia nei territori liberati e recuperati. Inoltre questo anniversario ha coinciso con una nuova fase di riapertura del movimento zapatista che, a partire dallo scorso agosto, ha organizzato nelle sue comunità una Escuelita Zapatista invitando a partecipare compagnx da tutte le parti del mondo. Perché la cosa più importante per costruire nuovi modi di relazionarsi è il lavoro collettivo e questo richiede conoscersi .

La lotta continua! Viva EZLN ! Buon anniversario …. il meglio sta nell’avvenire

Donna in carcere per essersi difesa da stupro: YAKIRI LIBRE!

Con lo slogan  ” la stessa giustizia che ci opprime nella lotta, condanna Yakiri per non voler farsi ammazzare”,  iniziava il 29 Dicembre una manifestazione che colorava le strade dal centro di Cittá del Messico di viola e bianco. Centinaie di persone di tutte l’età e generi chiedevano con striscioni e fiori in mano la liberazione immediata di Yakiri Rubí Rubio Aupart. Continue reading

Benefit Genova Infinita

 La loro legge non é uguale per noi

BiiG Soliparty Koepi KELLER; Koepenicker Strasse 137, Berlin → 27 Dicembre 2013

HOPE by Zerocalcare20.00 Veggie n Vegan cena popolare

21.00 ‘Black Block’ Doc. by C.Bachschimdt (eng sub.76″)

22.30 Knuckle up Cabaret – Knuckle up all stars

23.30 Lotterie (Paintings, Screenprints, Patches..)

00.00 IndusTrial – Hc – Acid-Tekno- SganSgan-Electro Sets:
Nekrobot
Tks Tks
JA-K.O.
Franca

Chill out – Hip hop :

Charlie chacha

Soundsystem Monotonsystem

La loro Legge

Il 20-21-22 Luglio 2001 andammo in 300.000 a contestare il G8 di Genova,  che prese decisioni economiche, sociali, ambientali e politiche che tutt’ora stiamo pagando.
A 12 anni dal Luglio del 2001 e 10 anni di processo, il tempo di pena complessivo é di 91 anni di reclusione per 10 manifestanti.
Il 13 novembre 2013 a Genova si é concluso il processo a carico dei 10 manifestanti per il G8 del 2001, che dopo la sentenza definitiva di Cassazione dello 13 Luglio 2012 sono stati condannati per i reati di devastazione e saccheggio.

«Ho visto morire Carlo Giuliani, per questo pagherò. Ho lanciato pietre, per questo pagherò.»
Pene ridotte perché agirono sotto l’influenza della folla in tumulto,per 4 degli imputati, da 1 a 3 anni di sconto. Ma sono solo briciole.
Grazie al Codice Rocco, che risale al 1930 periodo fascista, le accuse riguardano i danni, gli scontri, o la sola presenza alle giornate di Genova, i reati di devastazione e saccheggio sono stati sdoganati ed estesi a chiunque manifesti il proprio dissenso.
I capri espiatori sono stati chiamati a pagare.
8 persone condannate a pene tra i 6 ed i 15 anni di detenzione, una persona agli arresti domiciliari condannata a 6 anni. Una persona che continua a correre libera.

Sono passati 9 anni dall’inizio del primo processo, 6 anni dalla sua conclusione nel 2007, in cui sono stati nominati i capri espiatori, quando è stato tolto il futuro agli indagati. Si, perché la Condanna é cominciata, ancora prima di scontarla.
Abbiamo giá scontato 12 anni per Genova 2001, resistendo contro la globalizzazione capitalistica, combattendo ininterrottamente prima e dopo quel G8 per la glocalizzazione partecipata. Per il mondo migliore insomma.
Un movimeto che faceva così tanto paura che dovettero adibire la caserma di Bolzaneto ad un lager per le torture, uccidere un ragazzo, azzittire i media indipendenti e cercare di occultare materiali con i pestaggi della scuola Diaz.
E ora ci chiedete anche 100 anni di vita privata.

Non é uguale

Insabbiamento. Depistaggio. Falsi documenti. Intercettazioni. Promozioni… e sconcerto. Solo un esempio che vale peró per troppi dei dirigenti delle Forze dell’Ordine:
Francesco Gratteri  era il direttore dello SCO, Servizio Centrale Operativo della Polizia, il più alto in grado la notte del massacro alla scuola Diaz. Gratteri passa da imputato per la “mattanza cilena” a Questore di Bari in soli quattro anni, prima ancora di sapere come andrà a finire il processo, dove poi é stato condannato a 4 anni per falso aggravato e 5 di interdizione dal pubblico servizio. E nonostante questo diventa successivamente il responsabile della Divisione Centrale Anticrimine
Si parla della più alta carica alla mattanza, promosso nonostante l’autorizzazione a procedere.

Paragonando i reati del corpo di Polizia contro le persone, con i reati contro cose dei manifestanti e nessuno contro persone, le pene sono assolutamente sproporzionate.
La magistratura ha ritenuto più grave la distruzione delle vetrine rispetto al reato di tortura compiuto dalle Forze dell’Ordine verso esseri umani.

Per noi

Chi devasta e saccheggia le nostre vite è il capitalismo

E’ nella logica delle cose che i tribunali dello Stato oggi si pronuncino così su quegli eventi, che i poliziotti responsibili della DIAZ siano a piede libero, che i dirigenti dei servi facciano carriera, o che notizie a dir poco storiche vengano ignorate e travisate dai media.
Ma se lo spirito di quanto accaduto in quelle giornate appartiene alla lotta degli oppressi, soltanto chi si riconosce in essa può custodirlo e tramandarlo.
Da Genova abbiamo imparato che i testimoni non sono mai troppi, e che la prima mossa di una strategia militarista colpisce le vie di informazione. Useremo ogni mezzo, perché venga a sapere la nostra storia anche solo una persona in piú di quelle che lo sanno oggi.

Il supporto economico é ancora fondamentale, la vita in carcere é costosa nonostante sia impedito ai detenuti di lavorare ed ancora sono scoperte molte delle spese legali affrontate.Per sostenerehttp://www.buonacausa.org/page/donate/380

Cosí come é fondamentale stare al fianco dei detenuti e dei loro familiari scrivendo a Marina, Alberto, Francesco, Luca.http://www.10×100.it/?p=915

Lo spirito continua.
Berlin Infogruppe der Genova-Gefangenen

MULTILANGUAGE MATERIAL
(DE) http://www.veritagiustizia.it/docs/deu/deutsch.php

(DE) http://www.umbruch-bildarchiv.de/bildarchiv/ereignis/g8gipfelgenua.html

(EN)http://cavallette.noblogs.org/2012/07/7869

(EN) http://www.wumingfoundation.com/english/wumingblog/?p=1945

(EN - ES) http://www.10x100.it/?page_id=36

(FR – ES) http://www.supportolegale.org/

(FR) http://quadruppani.blogspot.fr/2012/07/genes-2001-nous-avions-raison-nous.html

(ES) http://enfocant.net/noticia/genova-2001-i-la-sent-ncia-10x100-horitzonts-de-gl-ria

Pronunciamento della Pirata per la libertà di Alberto Patishtàn (Ita- Esp)

Alberto Patishtan Libre!!!

Ci uniamo ai festeggiamenti per la liberazione del nostro compagno, amico e fratello Alberto Patishtan! Dopo tredici anni di ingiustizia, sofferenze, difficoltà ma soprattutto dopo tredici anni di lotta, dopo 13 anni nei quali il Profe ha insegnato a tutti e tutte noi la dignità dietro le infami sbarre della prigione e ha accompagnato la lotta di tutti coloro che in questi anni lo hanno seguito, dentro e fuori le mura.
Dopo tredici lunghi anni festeggiamo la sua liberazione e lo facciamo senza ringraziare “nessuno” che vorrebbe essere ringraziato. Lo facciamo continuando giorno per giorno le lotte a fianco di chi come Alberto subisce l’ingiustizia del carcere; a fianco di Alejandro, Miguel, Antonio ancora prigionieri in Chiapas e di tutti i prigionieri e le prigioniere reclusi/e in Messico e a ogni latitudine del globo.
Le continue mobilitazioni dentro il carcere e fuori e la solidarietà dal basso hanno reso possibile sua liberazione come quella degli altri e altre compagni de la Voz del Amate e de Los Solidarios de La Voz del Amate.
Per questo rendiamo omaggio al Profe con un gran sorriso come quello che gli rende giustizia nella foto che sta girando sui media-indipendenti durante questi giorni. La foto che lo ritrae a fianco dei suoi figli, fazzoletto rosso al collo, assieme ai compagni e le compagne di Atenco; un immagine bellissima nella quale c’è posto solo per chi ha lottato, lotta e continuerà sicuramente a farlo!
La Pirata

La libertá secondo gli zapazisti

escuelitaGli studenti sono arrivati tra le montagne del Chiapas dove hanno partecipato dal 12 al 16 Agosto 2013 al primo turno de la escuelita imparando la libertá secondo gli/le zapatistas. Sicuramente é una scuola anticonvenzionale! Qui trovate qualche esperienza:

Gli zapatisti, l'arte di costruire un nuovo mondo Zibechi
14 storie di esperienza a la Escuelita Zapatista
Mensaje a Mexiko (Zapatista School) by Mumia Abu Jamal

Secondo Turno per l’escuelita! dal 25 al 30 di Dicembre del 2013 e dal 3-8 Gennaio 2014

Materiale—————–::::::::

Tutti i libri sono scaricabili in (.pdf):
http://anarquiacoronada.blogspot.mx/2013/09/primera-escuela-zapatista-descarga-sus.html

Alberto Patishtan libre!!!

La corrispondenza di oggi con il Nodo Solidale sulla liberazione del profe Alberto Patishtan.

Radio Onda Rossa

Sono stati indetti brogli elettorali in Guinea Conakry

Si indicono le elezioni, e si annunciano brogli. Ma che ci siano brogli elettorali in Guinea Conakry é il tipico dejavú guineano, si sono praticamente indetti i brogli. Oggi parleremo del déjà vu guineano. Le elezioni legislative guineane sono state rimandate al 28 Settembre, questo é il piú frequente déjà vu guineano. Le elezioni sono state infatti rimandate per 3 anni. A più di cinque milioni di guineani è stato chiesto di votare per questa legislazione. Sabato 28 Settembre 2013 si é votato, ma per davvero? Neanche erano chiuse le urne che giá si parlava di frode. Un altro déja vu guineano. Del resto i brogli elettorali sono cosí comuni nel mondo da non chiamarsi piú imbrogli, hanno vinto una parola personale.

Ricordiamo come é andata nel 2010: Primo turno

Cellou Dalein Diallo UFDG Union des forces démocratiques de Guinée 43,69%
Alpha Condé RPG Rassemblement du peuple de Guinée 18,25%

Partecipazione del 51,59% Ballottaggio:

Alpha Condé RPG Rassemblement du peuple de Guinée 52,52%
Cellou Dalein Diallo UFDG Union des forces démocratiques de Guinée 47,48%

Partecipazione del 67,87%

Successivamente hanno giustificato il gap tra le 2 tornate elettorali del partito attualmente regnante RPG, accusando per frode il capo della CENI (Commission électorale nationale indépendante ) Ben Sekou Sylla e uno dei suoi collaboratori, che avrebbero annullato circa 600.000 voti per Condé al primo turno. Fattosta che denunciare oltre l´insediamento di Condé come frode sarebbe equivalso a passare da traditori della patria, del resto si trattava delle prime elezioni libere del paese e dovevano sembrare necessariamente libere, sincere e democratiche. Il passato di Alpha Condé e le votazioni presupponevano l´elezione di un governo a razza mista. Entro sei mesi dalle elezioni presidenziali dovevano essere indette le elezioni legislative, per eleggere i 114 componenti del parlamento. Da Febbraio 2010, per oltre 3 anni, il governo é stato retto invece che dal parlamento, da un consiglio di transizione di  155 membri, in cui compaiono i nomi del figlio di Alpha Condé come Consigliere speciale per il settore minerario e nomi del precendente governo di Lansana Conté. In questi 3 anni di malgoverno é diminuita la copertura di energia elettrica e di acqua al popolo. Nel frattempo il costo della vita a Conakry cresce e la percentuale di chi si puó permettere di mandare i figli a scuola diminuisce. E ci ritroviamo al presente. Lunedí 30 Settembre 2 giorni dopo le elezioni sarebbero dovute uscire le proiezioni, abbiamo invece solo 3 o 4 seggi in fase di scrutinio la cui proiezione é resa pubblica. 1 Ottobre. Tutta l´opposizione repubblicana o quasi (Cellou Dalein Diallo, Sidya Toure, Lansana Kouyate, Jean Marie Dore, Baadikko Mamadou Bah Diallo, Baidy Aribot) si é incontrata a Conakry. Al termine del loro conclave hanno confermato la presa di coscienza che le elezioni sono state truccate. E se non viene effettuata alcuna correzione allo spoglio, hanno promesso di tornare a manifestare. Il 2 Ottobre sarebbero dovute essere pubblicate le affermazioni ufficiali, arriva invece solo lo spoglio dei guineani all´estero, Diallo dell´UFDG  é per questi 3 paesi Mali Belgio e Francia in vantaggio, con un affluenza alle urne molto bassa. Venerdì 4 Ottobre esce una proiezione provvisoria che vede una partecipazione del 74% degli aventi diritto con circa l´88% dei voti a favore del partito RPG il governo regnante, l’opposizione ha chiesto ufficialmente l´invalidazione totale delle elezioni. 9 ottobre. Alla minaccia di tornare a manifestare risponde un portavoce dell´esercito, ricorda che il governo eletto é lo stato e che rivoltarsi contro lo stato verrá punito severamente, se ci saranno scontri sará solo per problemi di sicurezza perché non verrá accettato alcun attacco allo stato. 14 Ottobre. Mentre sfiorando il paradosso a 16 giorni dal voto si annuncia una altra pausa nello scrutinio di Matoto comune di Conakry, il primo conteggio che volgeva al termine é stato interrotto e ripreso da zero, su richiesta del partito UFR Sidya Toure RPG si vanta dal 30% di presenza femminile tra i ministri del “futuro” parlamento, 9 donne su 35 ministri da eleggere. Presentate le ministre donne, quando gli scrutini non sono ancora finiti confonde la percezione della realtá, passata l´onda mediatica, che del resto copre solo il 30% dei guineani che leggono e scrivono, la guinea tornerá sotto dittatura, ma democratica. 17 Ottobre. Si sono conclusi gli scrutini di Matoto e si chiude ufficialmente l´elezione. Questo sfumare lento degli scrutini,  é il bieco modo di far sfumare l´attenzione sulla votazione democratica. Scrivendo dall´Italia mi sembra strano sperare in un´elezione democratica, visto che qui in Europa abbiamo dimostrato come la maggior parte delle nazioni dette democratiche si rivelano in realtá una oligarchia capitalista delle famiglie dominanti il mondo attraverso banche e multinazionali. Nomads, interagendo con paesi cosí distanti per cultura e km, si propone di rispettare un minimo le norme del First Contact di Star Trek, non ci vogliamo arrogare il diritto di sapere qual´é il modo migliore di vivere e pretendere di influenzare il corso della loro storia. Quindi partiamo con la visione dal di fuori della Guinea: Alpha Condé gode dell’appoggio incondizionato del resto del mondo, avendo studiato in europa ed avendo vissuto 30 anni di esilio ai tempi di Lansana Conté. Peró la sagra delle belle parole le ha giá fatte Condé, nel 2010 si vantava di essere un presidente e non un dittatore, invitando imprenditori esteri a investire nelle miniere guineane. L´unione Europea ha mandato una delegazione di attività di monitoraggio elettorale di 84 persone, 3 italiani, lo aveva giá fatto per le elezioni del 2010, stanziando 10 milioni di euro tra le spese della commissione e sovvenzionamento spese in loco. 8 partiti furono accusati di aver usato questi fondi per la propria campagna elettorale ma che io sappia non furono presi provvedimenti. Gli europei della commissione di monitoraggio elettorale si prendono 216,00€ al giorno, quelli a lungo termine partono da un compenso di 2000 al mese. Sociologi, traduttori e politologi, vengono pagati per monitorare il livello di trasparenza dimostrata durante il periodo elettorale. Quest´anno i fondi arrivati da tutto il mondo ammontano a 174 milioni dollari per portare “a termine delle elezioni libere, trasparenti e inclusive”. Dobbiamo aspettare che si chiuda lo scrutinio per leggere il rapporto delle varie commissioni di vigilanza, sono nel frattempo passati 18 giorni dal voto. Se questi fondi verranno versati nonostante la richiesta unilaterale di tutta l´opposizione al governo di Alpha Condé di annullare le elezioni, sará il primo mondo ad aver contribuito a far proseguire la dittatura in Guinea.

MESSICO: sugli arresti del primo settembre e su come supportare gli arrestati.

pajaritosDomenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa.

Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la strategia del Governo del DF (Distretto Federale) ha sparpagliato questi ultimi in quattro diversi ministeri pubblici, situati lontano dal centro della città’, dove hanno avuto luogo gli arresti. Rendendo cosi’ più’ complicato per i compagni ricevere consulenza legale.

I reati di cui sono accusati sono diversi: attacchi contro la pace pubblica (utilizzo di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema), resistenza all’arresto, possesso di oggetti atti ad attaccare, impedimento del legittimo esercizio dell’autorità e oltraggio all’autorità.

Esistono video e foto che dimostrano che gli arresti sono avvenuti senza che ci fosse flagranza di delitto e che tutte le accuse che vengono mosse sono chiaramente false.

http://subversiones.org/archivos/12189
https://vimeo.com/73590423
https://vimeo.com/73681563
https://vimeo.com/73877015

I delitti per cui sono stati accusati non sono considerati gravi, così che nella giornata di martedì 3 settembre nove dei e delle detenute sono stati liberati in seguito al pagamento di una cauzione. Tuttavia il processo nei loro confronti resta aperto.

I nove sono:
1.- Ana Berenice de la Cruz Cortés – Studente di Comunicazione
2.- Estela Morales – Locutrice di Regeneracion Radio
3.- Alejandro Amado Frausto – Giornalista indipendente
4.- Silvia Colmenaro – Poeta e studente di Filosofia e Lettere
5.- Ángel Francisco Hernández Lezama – Minorenne
6.- Jesús Uriel López Ramírez – Minorenne
7.- José Eduardo Alonso Vigueras- di 21 anni
8.- Marco García Alatorre – Studente di 22 anni
9.- José Luis García Arce

Per i restanti sette le cose vanno diversamente: il pomeriggio del 3 settembre amici e familiari riescono a raccogliere il denaro necessario e viene pagata una cauzione di 23,500 pesos messicani (oltre 1300 euro) per 4 degli arrestati: Julián Humberto Luna Guzmán, Gustavo Ruiz Lizarraga, Pavel Alejandro Primo Noriega, Juan Daniel Velázquez.

Nonostante l’effettuato pagamento della cauzione, l’incompetenza e la mancata volontà’ delle autorità’ giudiziarie di liberare i detenuti provoca il trasferimento di quest’ultimi dal Ministero Pubblico di Milpa Alta al Reclusorio Sur.

Mercoledì 4 settembre la cauzione per Gustavo Ruiz Lizárraga (Flux) e Juan Daniel Velazquez Peguero viene aumentata da 23,500 a 126,476 pesos messicani (oltre 7000 euro) e probabilmente la stessa sorte toccherà a tutti quelli che sono stati arrestati.

I sette che sono stati trasferiti al Reclusorio Sur sono:
1.- Jesse Alejandro Montaña Sánchez “Jamspa”
2.- Omar Berinstain Montiel, 19 anni
3.- Gabriel Carrión Soto, 19 anni
4.- Gonzalo Amozurrutia Nava
5.- Gustavo Ruiz Lizárraga, dell’Agenzia Indipendente SubVersiones
6.- Pavel Alejandro Primo Noriega, di Multimedios Cronopios
7.- Juan Daniel Velazquez Peguero

Dopo le giornate del 1 dicembre 2012 e del 10 giugno 2013, caratterizzate da un gran numero di arresti arbitrari, gli avvenimenti del primo di settembre confermano che è iniziata una nuova battaglia da parte di Enrique Peña Nieto e del governo di Città del Messico per eliminare il diritto all’informazione e alla libertà di espressione, in cui media liberi e giornalisti indipendenti vengono presi di mira come fossero criminali.

VI CHIEDIAMO DI DIFFONDERE IL PIÙ’ POSSIBILE LA NOTIZIA SULLA SITUAZIONE E CHIEDIAMO LA VOSTRA SOLIDARIETÀ’, IN QUALSIASI MODO VI E’ POSSIBILE.

Per i compagni dei mezzi di comunicazione indipendenti Gustavo Ruiz Lizarraga e Pavel Alejandro Primo Noriega, il numero di conto è:

Banco Santander Serfín

Brenda Anaid Piña Burgoa

CONTO 56591607217

CHIAVE 014180565916072175

SWIFT 021000021

Per gli altri detenuti:

Banamex sucursal

Jose de Jesús Maldonado Alva

Numero di conto 28770771

Chiave 002180700628770710

Refugees welcome

Nomads é stato invitato, per motivi di ricerca riguardo il nostro impegno internazionalista e in solidarietá con i rifugiati, dall´associazione no profit KIB ossia KUB in Brandeburg che si occupa di consulenza ai migranti, a visitare il centro di prima accoglienza e detenzione in attesa di espulsione di Heisenhütternstadt.

Il centro di prima accoglienza (Erstaufnahmelager) di Eisenhüttenstadt ricorda una prigione. Per entrare come visitatore devi lasciare i documenti ed essere invitato da un rifugiato che viene a prenderti all´ingresso della struttra e deposita a sua volta la sua carta d´identificazione d´appartenenza al centro. Le alte recinzioni di filo spinato rinforzano questa impressione. Anche i lunghi corridoi grigi con le porte grigie identificate da numeri continuano a ricordare le carceri. Il tutto appare desolante e sconsolato.

Per di piú i lager si trovano per la gran parte in zone isolate, di campagna e nel bel mezzo di zone xenofobe.

Quando guardano fuori dalla finestra vedono da un lato gli uffici e dall´altro la vera e propria prigione. Le loro case si trovano direttamente nel mezzo tra i due. Negli uffici é dove dovranno presentarsi per le interviste che decideranno se potranno rimanere per il primo passo verso la legalizzazione e venire poi divisi nei centri di accoglienza dove spenderanno il loro tempo in attesa della procedura di asilo. Se invece ricevono risposta negativa vengono rinchiusi nel centro di detenzione in attesa di espulsione, il palazzo che hanno avuto di fronte a loro ogni giorno aspettando la sentenza.

Nei casi in cui non sia chiaro se la persona puó avere diritto di asilo in germania secondo le leggi tedesche la sentenza puó metterci anni ad arrivare. Ci é stata riportata la storia di un cinese che ha aspettato la risposta alla sua richiesta di asilo per 18 anni, o ancora ci sono voluti 5 anni per ottenere i documenti tedeschi per una ragazza il cui padre é tedesco ma la madre é messicana.

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La detenzione nei centri di prima accoglienza é di 3 mesi ma si allunga ad esempio nel caso dei siriani la cui espulsione nei paesi di origine non é concessa data l´attuale guerra nel loro paese, i siriani non ottengono indistintamente l´asilo politico ma non possono venire deportati, aspettando cosí in un limbo.

Obbligare le persone ad aspettare, vivendo in queste circostanze, crescere i loro figli all´interno dei centri, per giorni o anni, é disumano e traumatizzante!

Attualmente la legge sull´immigrazione in Germania specifica che il richiedente Asilo politico deve avere motivazioni politiche e personali, ossia non basta piú che la tua etnia o nazione sia sotto minaccia di morte ma devi dimostrare di essere tu nello specifico ad avere subito intimidazioni.

I centri di prima accoglienza suddividono le persone in base alla nazionalitá nelle diverse regioni della Germania, ad esempio nel Branduburgo c´é la comunitá keniana, anche se in realtá la prima necessitá a cui far fronte é la disponibilitá dei posti letto.

Uno dei ponti di ingresso all´Europa insieme a Lampedusa e alla Spagna é Cipro.

Un altro ponte che é stato provato ad usare é Israele come isola economica europea nel bacino del medioriente, ma é una farsa con cui sono stati solo spillati soldi a centinaia di disperati, non esiste alcuna legge sui migranti in Israele, non esiste quindi alcuna possibilitá di legalizzazione, molte persone si sono ritrovate direttamente espulse o imprigionate dopo aver percorso il viaggio della speranza.

Per entrare in Germania i flussi migratori passano frequentemente dalla Polonia. Se i migranti arrivano direttamente in Germania possono far richiesta di asilo, se vengono trovati in Polonia vengono direttamente rimpatriati.

La maggior parte degli stabili hanno bagni e cucine in comune.

Come sostentamento ricevono nella gran parte dei casi dei ticket, buoni prepagati con cui possono scegliere tra determinati generi di prima necessitá in determinati negozi (che sono piú cari della norma), che vengono poi autonomamente cucinati negli spazi comuni.

C´e´ in atto una campagna “Antira-Einkauf” (shopping antirazzista) che vede gli attivisti incontrarsi con i rifugiati al centro commerciale per comprare loro del cibo, invece di prendere i soldi dai rifugiati gli attivisti prendono questi buoni sconto. Cosí da dare una scelta piú ampia e dei prezzi equi agli immigrati.

Link:

http://www.kub-berlin.org/index.php/en/appointments/45-antiracist-shopping-in-hennigsdorf

In teoria ogni essere umano ha diritto a 6mq di spazio. In linea di massima le condizioni delle strutture sono buone, ma ancora non c´é una adeguata assistenza sanitaria.

I richiedenti asilo non possono avere un contratto di lavoro. Anche una volta ottenuto l´asilo passano da 1 a 3 anni per ricevere l´abilitazione al lavoro, e quando finalmente possono fare richiesta di lavoro la candidatura viene considerata solo se una percentuale di tedeschi precedentemente contattati ha dato risposta negativa.

Dai centri di prima accoglienza si puó liberamente uscire ma i detenuti per lasciare i confini del comune di appartenenza del centro a cui sono assegnati, devono fare richiesta scritta di un permesso di vacanza, acnhe se legalmente sarebbe gratuito viene loro chiesto di pagare il permesso tra i 10 e i 20 euro.

Molto spesso le richieste vengono rifiutate senza spiegazioni. Anche nel caso che la richiesta di lasciare il comune sia in direzione Berlino dove possono ad esempio incontrare i loro legali o andare dal dottore.

Non si capisce se non é concesso il lavoro come dovrebbero queste persone procurarsi il denaro che occorre a pagare i permessi.

Non é incoraggiato lo scambio di informazioni tra dentro e fuori i centri, ad esempio non si possono fotografare gli stabili, non esiste una forma di informazione statale sulla situazione dei centri di accoglienza e deportazione, e ancor piú grave all´interno dei centri di accoglienza, i richiedenti asilo non sono informati sui loro diritti ma solo sui loro doveri.

Non esiste all´interno dei centri di accoglienza nessuna forma di scolarizzazione, intrattenimento e investimento del tempo per gli immigrati. Non esistono classi per i fgli dei migranti, anche se in Germania esiste la scuola dell´obbligo ed il diritto di accesso all´istruzione per tutti é sancito dalla costituzione tedesca.

A sopperire queste mancanze sono le associazioni no-profit e la chiesa, unici che realizzano: corsi di tedesco, offrono consulenza legale, psicologica e di integrazione sociale. Spesso le associazioni vengono limitate e contrastate dalla legge e si trovano in alcuni casi a dover lavorare in incognito per trasportare materiale informativo all´interno del centro.

Juma un emigrato africano, proveniente dal Ciad doveva essere deportato in Italia il 28 agosto 2013, secondo il patto di Dublin II. Le sue impronte digitali erano state precedentemente registrate in Italia, quindi secondo il patto di Dublin II doveva essere l ´Italia a decidere la validitá della sua richiesta di asilo e non gli era concesso aprire la pratica in un altro paese europeo. Per evitare la deportazione in Italia si é suicidato 28 maggio.

Il 19 Luglio 2013 c´é stata una manifestazione in ricordo di Juma e a sostegno dello smantellamento dei centri di detenzione e delle leggi sulla deportazione.

Purtroppo Juma non é il primo caso di suicidio per la sua disperata situazione di richiedente asilo in europa, che noi piangiamo.

http://www.anti-rar.de/doku/PE_english_20.pdf

La maggior parte delle deportazioni avviene da Frankfurth am Main, il pilota dell´aereo puó scegliere di non far volare l´aereo con un deportato sopra! Frequentemente le deportazioni non vengono annunciate al personale di bordo, proprio perché spetta al pilota la decisione se far proseguire il viaggio ad un deportato oppure no. Buona norma é quindi che l´extracomunitario in aereporto e all´atto di salire sull´aereo faccia presente a tutti la sua situazione, se necessario anche urlando.

In particolare la Lufthansa, compagnia aerea usata frequentemente per deportare, dopo la pressione attuata dai consumatori e dall´associazione piloti, si é rifiutata di ospitare future deportazioni.

Berlin Oranien platz in Kreuzberg da ottobre 2012 esiste e resiste un accampamento di rifugiati, il Refugees Camp, un iniziativa che ha riunito la forza di immigrati provenienti da diversi centri di accolgienza tedesca in una marcia simbolica da Wurzburg alla capitale, un viaggio lungo un mese per attraversare a piedi 600 km della Germania e arrivare nella capitale per chiedere il diritto di asilo, a Gennaio 2013 i rifugiati hanno anche occupato una scuola abbandonata che é ancora oggi attiva, sono state organizzate molte iniziative, scioperi della fame, occupazioni di ambasciate, incursioni in uffici pubblici.

La marcia ha avuto un grosso impatto sui media cosicché da costringere il governo a ricevere una commissione, purtroppo le richieste avanzate non sono state accettate, l´unica piccola vittoria é stata l´abolizione del Residenzpflicht in alcune regioni del paese, il Residenzpflicht letteralmente “Il requisito di residenza” è l´obbligo per i richiedenti asilo, sia chi lo ha ottenuto che le persone in attesa di risposta, a risiedere solo nella zona loro assegnata.
La protesta non é ancora finita.

http://www.refugeetentaction.net
http://www.refugeetribunal.org
http://www.anti-rar.de/doku/PE_english_20.pdf
http://asylstrikeberlin.wordpress.com/