La Otra Europa Info 10 (diciembre 2012)

La Otra Europa Info es un palabra que viene volando desde Europa, la de abajo, la que lucha contra el Poder. Es una transmisión radio creada colectivamente por los compañeros y las compañeras de los colectivos libertarios de la Plataforma Internacionalista por la Resistencia y la Autogestión Tejiendo Autonomías – PIRATA, que viven y se organizan en diferentes lugares de Europa.

En la Otra Europa Info tomamos algunas de las noticias de los movimientos más relevante del los últimos meses para contar nuestras luchas y tratar de construir este puente entre México y Europa que llamamos REBELDIA.

En esta edición de La Otra Europa Info escucharemos:

Suiza – Billy, Costa y Silvia por fin libres Italia -

Operaciones represivas contra anarquistas

Genova, Italia – Sentencias como venganzas

Gira de Enrique Peña Nieto a Europa

Alemania – Marcha Refugiados

Escucha, descarga, difunde: http://archive.org/details/LOEInfo_10

Idioma: castellano Duración: 57′

2. November Nomads Soliparty Berlin

Soliparty for Nomads Projects in Mexico and Guinée

22:00 h Vegan Voeku
2 dance floor
Konzerte:
The feminist (Psichedelic Rock);
Ingrid und nachts kein secret (Experimentelle Muzik);
Continuous Variation ( Ensemble for french horn, flute, live electronics and dance);
Djset:
.-.-. Soupe Total Animal .-.-.
The Bottle Boys (African Middle East & South American Tunes)
DJ Dolphins on Earth (Shadow Asiatic Dirty Garage) ,
The Dirty Immigrants (Dirty Salsa Gangsta Dubbafunk),
DJ Dolor (Caribbean Freaks);
Radarfilm (Fantomton Post Acid)Vj: Graedde;
Installations: Fattidarte, Headsquatter;
Cabaret: Roc_roc_it, Wireless 3.11;Nomads info stand

[18-09-2012] Solidarietà della PIRATA con le comunità zapatiste aggredite

Solidarietà della PIRATA con le comunità zapatiste aggrediteMercoledì 19 Settembre 2012
All’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Ai/alle compagne base d’appoggio zapatista della Nueva Comunitad Comandante Abel
Alla Otra Campaña
Alla Sesta Internazionale

Fratelli e sorelle del mondo:

Con grande rabbia e indignazione abbiamo saputo della grave e dïfficile situazione che stanno vivendo i nostri fratelli e sorelle basi d’appoggio zapatiste (BAZ) nella Nueva Comunitad Comandante Abel (prima San Patrizio), Municipio Autónomo la Dignidad.

Il giorno 12 Settembre, la Giunta di Buon Governo (JBG) Nueva Semilla que va a Producir, del Caracol V Que Habla para Todos, Roberto Barrios denunciò pubblicamente la ennesima aggressione paramilitare subita dalle basi d’appoggio zapatiste della Nueva Comunidad Comandante Abel. La situazione in questa comunità è molto preoccupante: la vita, l’integrità e la sicurezza dei e delle nostre compagne BAZ sono in grave pericolo, al punto che si sono trovati obbligati a scappare verso la montagna per evitare di essere massacrati dai paramilitari.

Dalle aggressioni dell’anno scorso fino ad oggi, i e le compagne, insieme alle loro famiglie, hanno subito molti abusi perpetrati da parte del malgoverno, che per i suoi scopi repressivi utilizza altri contadini abitanti dello stesso villaggio dei compagni zapatisti. Il potere statale muove in questo modo i fili di una guerra tra poveri indotta allo scopo di uccidere, appropriarsi e sfruttare le ricchezze naturali di un territorio che non gli appartiene. Questi territori appartengono infatti alla gente che da sempre vive e lavora lì, tutela e difende la Madre Terra.

La aggressione nella comunità Comandante Abel fu attuata da 150 persone, che hanno sparato verso i e le compagni/e. Allo stesso modo nella comunità di Union Hidalgo, i e le compagne basi d’appoggio zapatiste sono stati obbligati a rifugiarsi nella montagna per mettere in salvo le loro vite. Lì hanno passato due giorni alla pioggia e al freddo, i bambini e le bambine si sono ammalati e stanno soffrendo la fame. Al momento quattro persone, due donne e due bambini si sono perse, rimanendo altri tre giorni nel bosco, bagnati e affamati.

“Tutto quello che sta accadendo è parte della stessa guerra di controinsurgenza che sta attuando il malgoverno dei ricchi potenti contro la nostra organizzazione e i nostri villaggi in resistenza; il governo sta cercando di spargere sangue e morte, mentre i nostri villaggi in resistenza stanno costruendo la loro vita basandosi sull’unica ricchezza che abbiamo che è la madre terra dove viviamo”
(Comunicato del 8 settembre 2012 della Giunta di Buon Governo, Nueva Semilla que va a producir)

Fino a quando durerà questa persecuzione contro i nostri fratelli e le nostre sorelle zapatiste? 

Questa aggressione è rivolta anche a noi, perché i e le zapatiste sono per noi tutt* un esempio di lotta dal basso e di autonomia, che con le loro iniziative quotidiane ci ricordano che un altro mondo – fra differenti – è possibile, perché è un mondo di cui fan parte molti mondi.

Compagn* zapatist*:

In questi momenti così difficili non siete soli/e. Il nostro cuore è pieno di rabbia. La vostra lotta è la nostra lotta, perché tutt* lottiamo contro il capitalismo e per la difesa della terra. Dai tempi della conquista spagnola fino al tempo del dominio neoliberalista, la dinamica non è cambiata: quelli che comandano dirigono una guerra senza pietà per appropriarsi del territorio, schiacciando la vita delle persone, seminando morte e facendo scorrere il sangue dei nostri fratelli e sorelle.

Assumiamo il dovere minimo della solidarietà: diffondere le denunce delle Giunte di Buon Governo e, nella misura delle nostre possibilità, agire allo scopo di frenare la guerra integrale che il mal governo muove contro quell’isola di libertà che quotidianamente costruite, compagn* zapatist*.

Sappiamo chi sono i mandanti delle aggressioni contro la comunità Comandante Abel, contro i compagni di Moisés Gandhi, contro la comunità di San Marcos Avilés; conosciamo i loro nomi e le loro facce, sono i nostri nemici comuni che agiscono attraverso diverse braccia comprate per un pugno di centesimi, e capeggiate dalla cupola del potere transnazionale del Messico; gente come Calderón e Sabines…

Per questo i collettivi della Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomia (PIRATA) vogliono pubblicamente denunciare nei nostri paesi, nei nostri quartieri e nelle nostre lotte le violenze e le aggressioni perpetuate contro i/le compagne zapatiste e la responsabilità del mal governo messicano.

Stop alle aggressioni a Comandante Abel e San Marcos Avilés!

Basta con gli attacchi verso le comunità zapatiste!

I/le zapatist* non sono sol*, siamo dapertutto!

La Pirata:
Collettivo Zapatista “Marisol” di Lugano (Svizzera) – http://czl.noblogs.org/
Nodo Solidale (Italia e Messico) – http://www.autistici.org/nodosolidale/
Nomads (Italia) – http://nomads.indivia.net/
Grassroots Projects (Olanda) – http://www.grassrootsprojects.com/

[Messico] RADIO PALABRA VERDADERA – reportage dalle radio comunitarie del Guerrero

A metà Maggio 2012 visitiamo il municipio di Chilapa de Alvarez, nella regione Montagna di Guerrero e più precisamente la Scuola Preparatoria [1] 26 “Albert Einstein”, dove si trova la cabina di Radio Uan Milauak Tlajtoli, La palabra Verdadera, una delle radio comunitarie dello Stato, che trasmette sulla frequenza FM 94.1.

La Montagna di Guerrero è una regione che soffre molteplici problemi, tra cui: la distruzione del territorio da parte di imprese minerarie straniere (parliamo di interi boschi, corsi d’acqua, montagne, luoghi sacri), il lavoro sottopagato, l’emigrazione lavorativa verso Nord, la delinquenza organizzata e la costante presenza dell’esercito nelle strade.

Intervistiamo il professore Hugo, insegnante di discipline umanistiche e sociali, nonché uno dei fondatori e coordinatori della radio, Pedro, altro coordinatore e diversi locutori e locutrici, tutt@ studenti della scuola.

NASCITA
Gli e le intervistate ci raccontano che la radio è in funzione dal 20 Novembre 2006 in uno spazio piccolissimo, che era un piccolo ripostiglio della scuola di circa 2metri x 2,5.
Era da tempo che diversi maestri ed ex alunni della Preparatoria discutevano sull’importanza di creare un mezzo di informazione comunitario, differente da quelli ufficiali, che informasse la gente del municipio e che mettesse in comunicazione i vari villaggi della zona.

Il prof. Hugo racconta che la rivolta zapatista del 1994 fu un momento di svolta per il Messico e per le organizzazioni ed i movimenti sociali in generale; già c’erano precedenti “fuochi di rivolta” nel Paese, ma gli e le zapatiste dimostrarono una forza ed un’incisività senza precedenti, un esempio concreto e possibile di un mondo altro, differente da quello venduto dai tecnocrati come Carlos Salinas de Gortari che, con il Trattato di Libero Commercio, aprivano le porte del Primo Mondo al Messico, lasciando da parte realtà marginali come quelle del Chiapas e di Guerrero. La rivolta zapatista favorì in Guerrero la nascita di nuove organizzazioni e diede linfa vitale a quelle già esistenti, creando le basi di diverse esperienze autonome, tra cui figura anche la radio comunitaria.
Anche la nascita di radio Nomndaa nel 2002, nel municipio di Xochistlahuaca, fu fondamentale per gli inizi di Radio Palabras Verdaderas; i diversi maestri della Preparatoria si interessarono da subito e seguirono fin dai primi passi l’esperienza amuzga, fino a quando si misero in contatto ed iniziarono a condividere informazioni e fare formazione tecnica.

“All’inizio la radio sembrava un’utopia, un processo lungo e difficile” dice il prof. Hugo ma adesso si pone come un mezzo necessario per raggiungere l’autonomia, riscattare la memoria storica, la tradizione e le usanze dei popoli nativi, dei contadini e degli anziani”.

PROGRAMMI E CONTENUTI
Come detto la radio nasce all’interno di una Scuola Preparatoria e sono i maestri e gli alunni della stessa scuola a tenerla viva. La definiscono una radio educativa e, fin dalla sua nascita, uno degli obiettivi principali è stato fare in modo che l’informazione prodotta durante le lezioni si diffondesse e che la cultura “universale” si incontrasse con quella locale, con l’intento di “restituire ai popoli la conoscenza”.

La programmazione è molto ampia e gira attorno 5 punti fondamentali: Terra, Salute, Educazione, Giustizia, Rispetto e Resistenza della Madre Terra.
Ciò prende forma in: notiziari con informazioni sulla regione, programmi per bambini dove si leggono favole e si ascolta musica, trasmissioni per i contadini in cui si consiglia tecniche sostenibili rispetto il lavoro del campo.
Una dottoressa conduce un programma sulla salute dove invita a parlare diversi specialisti, ma allo stesso tempo incoraggia e diffonde la conoscenza della medicina tradizionale indigena.
Altra trasmissione è Vocez en Resistencia che tratta dei movimenti sociali, delle varie lotte per il territorio e le esperienze di resistenza (Cheran, la diga La Parota, la Polizia Comunitaria, la lotta alle imprese minerarie…).
Altro programma si chiama Ni Olvido, Ni Perdon, che affronta il tema della repressione dei movimenti sociali e denuncia gli abusi e l’impunità onnipresenti in Messico (la strage di Tlatelolco del ’68, i massacri del Charco e Aguas Blancas a Guerrero, i fatti di Atenco, Chiapas e gli zapatisti,…). A dimostrazione dell’apertura della radio trovano spazio due gruppi locali di Alcolisti e Neurotici Anonimi e partecipano anche due missionarie, vicine alla teologia della liberazione, con un programma chiamata Bajando a la Calle.
Inoltre il collettivo Taller de Desarollo Comunitario di Chilpancingo invia settimanalmente una trasmissione, così come Radio Unam collabora con un programma chiamato Chiapas Expediente Nacional.
Esisteva anche una trasmissione in lingua nahua, che adesso è interrotta, ma va detto che molti degli spots che si producono vengono registrati anche nelle lingue locali.

Il segnale radiofonico all’inizio delle trasmissioni era molto ristretto, appena 10 Km. Con il tempo si è costruita un’antenna di 20 metri e si è recuperato un nuovo trasmettitore che adesso copre un’area di circa 40 Km, riuscendo a raggiungere diversi municipi e soprattutto diverse decine di comunità. Questa radio è importante soprattutto per loro, le comunità, che altrimenti non avrebbero accesso all’informazione in nessun modo. Quando chiediamo agli intervistati come si informavano le persone prima della creazione della radio, ci rispondono che in città ciò avveniva per mezzo della televisione (con il duopolio di Televisa e TeleAzteca), la radio commerciale di Acapulco, un periodico locale e uno statale, El Sur. L’informazione era praticamente tutta manipolata e per le comunità comunque inaccessibile. In tal senso la radio comunitaria assume un valore aggiunto, perché oltre ad informare (o meglio contro-informare), avvicina i vari villaggi (in quanto a comunicazione), affronta tematiche che interessano da vicino gli ascoltatori e che rendono la gente del posto soggetto del discorso radiofonico.
Natasha, una delle locutrici intervistate, ci dice che “non puoi essere autonomo se non controlli l’informazione, la generalizzi, la rendi accessibile… senza censure o repressione”

A parte la mera informazione la radio è utile anche sotto aspetti concreti e quotidiani. Per esempio in alcune occasioni si è portata tutta l’attrezzatura in comunità, per poter trasmettere in diretta durante le feste tradizionali con il doppio obiettivo di avvicinare le persone alla radio e di far cogliere il diritto fondamentale (e Costituzionale) dei popoli alla comunicazione. In altri casi la radio serve per ritrovare bambini che si sono persi, così come animali, per sostenere e promuovere la vendita dei piccoli commercianti schiacciati dalla concorrenza dei supermercati; per mettere in contatto le tante persone che lasciano le comunità per lavorare nel Nord o negli Stati Uniti e che trovano nella radio l’unico mezzo per parlare alle proprie famiglie. E ancora è uno spazio per saluti, auguri, richieste di informazioni, annunci, notizie dalla comunità…Inoltre attraverso la radio si sta riscattando la storia nazionale, intervistando o portando alla luce personaggi della Montagna di Guerrero che hanno partecipato alla Battaglia del 5 di Maggio [2] o alla Rivoluzione (tra le file dell’esercito di Zapata) e che non trovano spazio nei libri di storia.

Nonostante le difficoltà iniziali ora la radio è ascoltata e benvista dagli abitanti di Chilapa e delle varie comunità vicine, che finalmente hanno accesso ad un informazione indipendente, che parte dal locale per arrivare al nazionale; ascoltano musica regionale o in altri casi alternativa e fuori dai circuiti commerciali e cominciano a conoscere e criticare la presenza di imprese straniere che distruggono il territorio con le loro miniere a cielo aperto.

La radio fino ad adesso non ha ricevuto minacce o particolari pressioni dal Governo; semmai ci sono problemi interni alla scuola, vale a dire che diversi insegnanti non sono d’accordo sull’utilità e il tipo di informazione che si produce ed anche il direttore dell’unità accademica ci ha messo del suo, quando voleva che le trasmissioni si fermassero nel periodo estivo delle vacanze ma non ci è riuscito per la resistenza di alcuni professori.

RED DE RADIOS Y MEDIOS LIBRES DE GUERRERO
La creazione della Red de Radios y Medios Libres de Guerrero nasce da un processo lungo, durato anni, in cui c’era stata una certa relazione tra le radio comunitarie, che però si limitava ad incontri durante i vari anniversari delle singole radio. Fu nel Novembre 2011, durante il quinto anniversario di Radio Palabras Verdaderas, che si cominciò a parlare seriamente di una coordinazione tra le varie radio; ufficialmente, la Red nacque nel Marzo 2012 nella Casa di Giustizia di San Luis Acatlan, in particolare per la spinta di Radio Nomndaa, la Crac-PC [3] e il Centro di Diritti Umani della Montagna, Tlachinollan. In questo incontro, che definiscono titanico (dalle 10.00 alle 23.00), si discusse sull’utilità di formare una rete e si decisero i principi comuni [4].
“È stato un successo, un processo utile che avvicina persone che lavoravano isolate…ora siamo in contatto, esiste una relazione di lavoro e produzione ed abbiamo un’ obiettivo comune”.
“La Rete è anche una rete di appoggio per difendersi, arricchirsi, creare fronte comune contro le miniere…dopo la repressione ai Normalistas di Ayotzinapa diventa evidente l’importanza di stare connessi”

Il primo passo concreto della Red è la produzione di un notiziario settimanale, Noticias de mi Pueblo, dove ognuna delle otto radio della rete produce informazioni relative alla propria regione, municipio o comunità.

Gli integranti della radio raccontano anche che la Red ha fatto sì che si approfondissero maggiormente le notizie che venivano diffuse ed in pochi mesi sono venute fuori due questioni importanti: la prima quella dell’introduzione di piante geneticamente modificate, per produrre combustibili nelle terre dei contadini, in cambio di un finanziamento di 10.000 pesos (meno di 600 euro); la seconda quella dei lavoratori stagionali che vanno verso il Nord del Paese per lavorare e spesso tornano a casa senza soldi, dopo mesi di fatiche non retribuite.

CHE MANCA E PIANI FUTURI
Uno degli slogan della radio è “Abbiamo tutto, ma ci manca tutto”, vale a dire che “mancano molte cose, prima fra tutte una migliore organizzazione”; c’è il problema che gli studenti e le studentesse frequentano la scuola per soli tre anni, cosicché ogni anno è necessario tirar dentro nuove persone, formarle e coscientizzarle.
Inoltre, come tutte le radio comunitarie, anche questa non dispone di grossi fondi, né riceve finanziamenti governativi e tutto si mantiene e finanzia grazie a donazioni volontarie; “farebbe sicuramente comodo un’attrezzatura migliore (mixer, microfoni, computer, antenna e trasmissore), una connessione Internet ed una pagina Web ma soprattutto avvicinarsi di più alle comunità, essere più presenti e fare in modo che si uniscano più persone e partecipino più assiduamente, oltre che ascoltare”.

“Sembramos palabras para cosechar esperanza [5], questo fa la radio: lottare per un mondo migliore e diverso da quello in cui viviamo.

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1: La Scuola Preparatoria, più comunemente chiamata bachillerato, è parte dell’Educazione Media Superiore e forma per due o tre anni gli e le studenti in vista dell’Educazione Superiore, solitamente dai 15 ai 18.

2: La Battaglia di Puebla del 5 Maggio 1862, quando l’esercito messicano sconfisse uno degli eserciti più forti dell’epoca, quello del Secondo Impero Francese.

3: Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias, Polizia Comunitaria.

4: Rispetto e sostegno dell’autonomia di ogni radio e comunità, mutuo appoggio, solidarietà, anticapitalismo, indipendenza dai partiti politici e dai Governi, così come dal proselitismo religioso; per l’autogestione, senza rappresentanti, ma le decisioni si prendono per consenso ed in forma assembleare. Infine la difesa dell’identità e l’esercizio dei diritti collettivi.

5: Seminiamo parole per raccogliere speranza

[Messico] Reportage audio sulle radio comunitarie dello stato di Guerrero

Entrevista Vaza Radio

Entrevista al Comite’ de Radio Voces Nuestras de Ayotzinapa

Entrevista a la Radio Palabra Verdadera

[MESSICO] INTERVISTA Al COMITE’ DI AYOTZINAPA DELLA RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS – GUERRERO

MAGGIO 2012

LA PIRATA – Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie

RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS, 94.1 FM

La radio comunitaria Voces Nuestras Voz de Todos si trova nella Scuola Normale Rurale Isidro Burgos1 di Ayotzinapa, appena fuori il municipio di Tixtla, ubicato nella montagna di Guerrero, a circa 20 Km dalla capitale dello Stato, Chilpancingo.
La radio nasce il 3 Febbraio 2012 come iniziativa degli studenti, anche se – ci tengono a precisare – la sua inaugurazione avrebbe dovuto coincidere con l’anniversario della morte di Genaro Vazquez Rojas2, il due dello stesso mese, ma alcuni problemi tecnici l’hanno posticipata di un giorno.

L ‘idea di creare una radio comunitaria dentro la scuola era già in cantiere da diverso tempo, anche se non aveva mai preso forma. Purtroppo la spinta definitiva è nata da un evento tragico: il 12 Dicembre 2011, durante una protesta in cui si stava bloccando l’autostrada Chilpancingo-Acapulco per esigere un incontro con il governatore dello Stato Ángel Aguirre Rivero e avanzare le loro richieste educative, hanno perso la vita due ragazzi, Gabriel Echeverría de Jesús, di 20 anni e Jorge Alexis Herrera, di 21, a causa di colpi d’arma da fuoco, sparati dalla polizia giunta a reprimere la protesta.

I media ufficiali hanno provato in tutti i modi a coprire questo avvenimento ed infangare la verità, prima dicendo che gli studenti erano armati, poi accusandoli di aver incendiato una stazione di benzina, fino a dichiarare che i colpi che avevano ucciso i due ragazzi provenivano dalla loro stessa fila. Fortunatamente la verità è venuta fuori anche se la giustizia non ha completato il suo corso: diversi funzionari e poliziotti sono stati allontanati o trasferiti ma nessuno è finito in carcere o ha subito un processo, tantomeno i mandanti.

Il 28 Marzo 2012 la Commisione di Diritti Umani ha reso pubblico un rapporto nel quale si riconosce la legittimità della protesta del 12 Dicembre; inoltre considera pienamente accreditata l’esistenza di gravi violazioni dei diritti umani da parte della Polizia Federale e Statale per quanto riguarda: la criminalizzazione della protesta sociale, l’uso irrazionale della forza e delle armi da fuoco, l’assassinio di Jorge e Alexis, la tortura a uno studente per fargli estorcere una falsa testimonianza, le lesioni da arma da fuoco provocate ad altri tre studenti, il trattamento crudele e gli arresti arbitrari attuati contro studenti e persone che non c’entravano nulla con quello che stava accadendo ed infine l’inadeguato soccorso a le vittime.

Cosicchè la radio è nata a poco più di due mesi di distanza da questi tragici avvenimenti, anche per smentire le menzogne dei media ufficiali e per permettere agli studenti di raccontare la loro versione dei fatti e testimoniare la terribile repressione subita lo scorso dicembre.

“Non è difficile fare radio”

Radio Vocez Nuestras prende vita in una stanzetta di 2,5m x 5m e l’attrezzatura è minima: due computer fissi, collegamento internet, telefoni (fisso e cellulare), due microfoni, un mixer, un trasmissore da 150 watt ed un’antenna auto-costruita. I ragazzi dicono che “non è difficile montare una radio, non sono necessarie attrezzature professionali, né una spesa eccessiva per poter trasmettere”.

Al momento la radio è gestita dal Comitato di Stampa e Propaganda, un gruppo di appena sei ragazzi di questa scuola al maschile, che trasmettono dalle 6.00 del mattino alle 21.00, tutta la settimana. Chiaramente attorno a questo gruppo gravitano altre persone che appoggiano nella manutenzione, la programmazione e con la presenza fisica.

É la prima radio indipendente che nasce all’interno di una Scuola Normal Rural3 e risulta importante tantopiù in un municipio come Tixtla, dove non esiste una tradizione di resistenza, organizzazione o autonomia. In tal senso gioca un ruolo importante sia nel seno della scuola ma anche della comunità in generale, una voce diversa e controcorrente che informi, educhi e soprattutto metta nelle mani della stessa comunità l’informazione. Un mezzo d’informazione libero, autonomo e comunitario dove partecipino gli stessi studenti e i cittadini al servizio della comunità, sia in contesto urbano che rurale.

Programmazione e copertura

Al momento i ragazzi ammettono che organizzarsi non è facile, nè immediato e i mezzi a disposizione e la poca esperienza fanno sì che la programmazione sia ancora in costruzione. Per adesso hanno un notiziario ogni mattina, un programma per bambini, radionovelle, programmi storici (dove si racconta da un altro punto di vista la storia dell’America latina) e tanta musica. Si stanno preparando trasmissioni sulla salute, educazione, ecologia e i diritti umani.

Purtroppo la copertura della radio non è molto ampia e, a parte la città di Tixtla, il segnale non arriva a molte comunità: da una parte è un problema geografico, in quanto la valle di Tixtla è circondata da montagne che non facilitano la trasmissione delle onde elettromagnetiche e dall’altro riguarda difficoltà tecniche, come la potenza dell’attuale trasmissore e l’altezza della torre dell’antenna.

Nonostante ciò gli ascoltatori sono abbastanza: questo si nota dalle tante chiamate, messaggi e mail che arrivano e dal fatto che molti comitati cittadini intervengono direttamente nella radio per fare proposte, promuovere corsi di formazione e presentare progetti.

La Red de Radio y Medios Libres de Guerrero

La Rete di Radio e Media Liberi di Guerrero nasce nell’ Aprile 2012, in seguito ad una riunione tenutasi nella Casa de Justicia della Crac (Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias) – Polizia Comunitaria in San Luis Acatlan, il 30 e 31 di Marzo. A questa riunione hanno partecipato le 8 radio4 indipendenti e comunitarie delle regioni Costa Chica e Montaña.

L’obbiettivo di questa Rete è formare un fronte comune contro la distruzione del territorio5, che si sta perpetuando nello Stato di Guerrero, da parte di imprese straniere: stiamo parlando di miniere, sfruttamento sfrenato delle risorse naturali, contaminazione e distruzione di montagne e fiumi, spostamento forzato di interi villaggi. In cambio queste imprese lasciano terre desertiche e avvelenate, dove non crescono più alberi, fagioli, mais, zucca né tutti gli alimenti base dell’alimentazione locale; al contrario crescono e si raccolgono tumori, malattie della pelle e morte. Tutto questo in nome dell’arricchimento di pochi a scapito del medio ambiente e delle comunità.

Altro aspetto è la necessità di far sentire la propria voce, la voce dal basso delle comunità e dei popoli che vivono questa terra, che non è tenuta in considerazione dai media ufficiali che, anzi, li abbandonano nel più assoluto silenzio.

Infine la rete nasce anche come forma di difesa delle stesse radio, che essendo illegali e soprattutto scomode, rischiano gli attacchi della Segreteria di Comunicazione.

“La relazione con le altre radio è buona – dicono i ragazzi di Ayozinapa – produciamo un notiziario regionale in cui ogni radio partecipa con un proprio audio che informa su quello che succede nella propria regione o municipio, e che viene poi trasmesso in tutte le radio”.

“La rete serve per stare uniti, scambiare informazioni… questo processo nasce dalla necessità di combattere gli attacchi alle radio indipendenti – citano Vaza Radio e Radio Nomndaa – per far fronte ai giganti dell’informazione e per essere presenti sulla questione delle miniere canadesi che stanno distruggendo il territorio, con il tacito assenso delle autorità statali e federali.”

Tutte le informazioni prodotte da ogni singola radio e dalla Rete si pongono in tal modo, come un’ulteriore forma di resistenza al saccheggio delle terre, alle espropriazioni, all’inquinamento, allo sfruttamento selvaggio di risorse come l’acqua, i boschi, il sottosuolo, che rischiano di estinguersi in pochi decenni. Una voce che si alza dal basso, dalla periferia dell’impero contro un neoliberalismo sconclusionato, che al suo passaggio lascia solo danni irrecuperabili e distruzione.

Che serve? Cosa manca?

“La radio è appena nata e mancano molte cose: esperienza, questione tecnica, programmazione, strumenti per migliorare la qualità ma soprattutto la partecipazione della gente… che si facciano workshop”.

La radio è stata inaugurata da studenti che non hanno particolari competenze tecniche, né conoscenze approfondite sul come far funzionare una radio, sia nell’aspetto meramente tecnico ma soprattutto nei contenuti. In tal senso è sottointeso che qualsiasi tipo di apporto è il benvenuto: talleres, trasmissioni, spots e quant’ altro.

Per il prossimo futuro i ragazzi si augurano un segnale più ampio e quindi una torre più alta per l’antenna ed un trasmissore più potente. Sperano anche di ricominciare a trasmettere in streaming (all’inizio si poteva ascoltarli in internet ma un problema al server che li ospitava, da un paio di mesi non lo permette), di avere una programmazione più fitta, con maggiori informazioni su quello che succede nella regione, nello Stato di Guerrero e in Messico in generale; trasmissioni in lingua nahua6, approfondimenti sulla questione delle minerie e della difesa del territorio in generale, programmi educativi. Ma soprattutto la partecipazione attiva delle persone della comunità, che sentano la radio come il proprio mezzo di comunicazione, per far conoscere i fatti e la verità per quello che sono e per costruire un vivere comunitario alternativo, fuori dalla prospettiva capitalista.

[Mexico]Frammenti di un articolo del Processo del 3 Giugno 2012 di Gloria Leticia Diaz

 LE VITTIME VISIBILI ED INVISIBILI DEL SESTENNIO

Secondo le stime di Letizia Ramirez de Alba, che elaborò l’Indice di Vittime Visibili ed Invisibili (IVVI) di delitti gravi, divulgato da qualche mese dall’ organizzazione civile Mexico Evalua, i dati indicano una realtà durissima: 88.361 omicidi dolosi in Messico durante il governo di Felipe Calderon e la sua guerra al narcotraffico; cifre nelle quali non si enumerano le “vittimi invisibili”…

A pochi mesi dalla sua uscita da Los Pinos (residenza presidenziale), le cifre delle vittime della guerra attuata da Felipe Hinojosa Calderon al narcotraffico, sono in costante crescita, così come le l’impatto su ampi settori della popolazione, innanzitutto le famiglie delle vittime; i fatti dimostrano il fallimento della sua politica di sicurezza nazionale.

In base alle denunce registrate dall’Agenzia del Ministero Pubblico federale ed inviate alla SNSP (Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica), fra il Dicembre 2006 ed il Marzo 2012, 120.692 persone sono state vittime di tre delitti: sequestro, estorsione e omicidio doloso. Quest’ultimo è il delitto più frequente, si parla di 88361 casi nel suddetto periodo.

Partendo dalle cifre del Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (INEGI), se consideriamo tre o quattro persone care per ogni vittima la cifra sale approssimativamente a 366.480.

“Se ci atteniamo alle cifre ufficiali, possiamo parlare di un fallimento nella politica di sicurezza pubblica dell’attuale amministrazione”, commenta Leticia Ramirez Alba, responsabile dell’ Indice di Vittime Visibile ed Invisibili (IVVI) dei delitti gravi, pubblicato da Mexico Evalua, nell’agosto 2011. Continue reading

[Messico] 19 giugno, appello e azioni per la libertà di Alberto Patishtan


Giornata contro la prigionia politica e per la libertà di Alberto Patishtan

Rumori metallici di porte che si chiudono.

Passi e sguardi che inciampano su sbarre e torrette armate.

Teste rasate per potare idee e personalità.

Ore marcate al ritmo del niente.

Giusto un pezzetto di cielo…

In tutto il mondo così sono le carceri. Nella città, come nelle campagne, i potenti e i ricchi attaccano chi è sfruttato e non allineato. Ci derubano, ci schiavizzano, ci discriminano e alla fine ci arrestano, quando non ci assassinano.

Cercano così di zittirci, dividerci, intimorirci, però non ci riusciranno perché possiamo continuare a lottare anche dentro il carcere.

Come sempre l’ha fatto Alberto Patishtan Gomez.

Era il 19 giugno del 2000 quando arrestarono Alberto, maestro tzotzil, accusandolo di un delitto che non aveva commesso e che venne fabbricato per punirlo per aver osato stare al lato della gente e contro il sindaco del suo paese, El Bosque, in Chiapas.

Un’ingiustizia che si perpetua da 12 anni. Oggi il compagno Alberto è detenuto in un carcere federale di massima sicurezza, a Guasave (Sinaloa), a più di 2000 Km dalla sua famiglia, i suoi compagni, la sua terra. Lo si punisce con ferocia e rancore perché Alberto ha fatto di ogni carcere una trincea, con un lavoro di politicizzazione dei prigionieri e lottando con e per loro contro le brutalità del sistema di (in)giustizia dello stato messicano.

Come aderenti alla Sesta Dichiarazione dell’EZLN convochiamo nuovamente una mobilitazione per la libertà di Alberto Patishtan, simbolo della lotta contro la prigione, e per gli altri prigionier* politic* della Otra Campaña e del Messico, secondo gli accordi presi durante il “Forum contro la prigionia politica e per la lbertà di Alberto Patishtan” il 12 e 13 Maggio 2012 (Chiapas), organizzato dalla Rete contro la Repressione e per la Solidarietà.

Invitiamo quindi le organizzazioni, gruppi, collettivi e individui del Messico e del mondo a mobilitarsi secondo le proprie possibilità, il giorno 19 Giugno 2012 per esigere la libertà dei compagn* arrestat* con lo slogan:

Contro la repressione e l’oblio: la libertà… dal basso e a sinistra!

Quel giorno, dalle 11.00, avrà luogo nella comunità di Alberto, una manifestazione organizzata dal “Movimiento del pueblo de El Bosque por la libertad de Alberto Patishtan”. Invitiamo a segnalare qualsiasi azione, meeting, manifestazione, striscione, volantinaggio, conferenza, trasmissione, incontro informativo, concerto alla mail: foro.presxs@gmail.com

Abbattiamo i muri delle prigioni!
Prigionier* politic* LIBERTÀ!

I/le partecipanti al “Forum contro la prigionia politica e per la lbertà di Alberto Patishtan”

Fonte: Nodo Solidale

[Mex-Articolo]Giornate Anticapitaliste a Cheran, 24, 25, 26, 27 di Maggio

[Mexico] 19 de Junio. Jornada contra la prisión política y por la libertad de Alberto Patishtán.

dal sito: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/06/08/jornada-contra-la-prision-politica-y-por-la-libertad-de-alberto-patishtan-19-de-junio/

JORNADA CONTRA LA PRISION POLITICA Y POR LA LIBERTAD DE ALBERTO PATISHTAN

Ruidos metálicos de puertas cerradas.                                                                         Pasos y miradas que tropiezan con rejas y torres armadas.
Cabezas rapadas para podar ideas y personalidades.
Horas marcadas al ritmo del vacío.
Apenas un pedacito de cielo…

En todo el mundo así son las cárceles. En la ciudad, en el campo, los poderosos y los ricos atacan a quienes somos explotad@s e inconformes. Nos roban, nos esclavizan, nos discriminan y finalmente nos encarcelan, cuando no nos asesinan.
Buscan así callarnos, desarticularnos, amedrentarnos pero no pueden lograrlo, porque hasta dentro las cárceles podemos seguir luchando.
Como siempre lo ha hecho Alberto Patishtán Gómez.
Era el 19 de junio del año 2000 cuando se llevaron preso Alberto, maestro tzotzil, acusandolo de un delito que nunca cometió y que se le fabricó para punir su osadía por estar a lado del pueblo y en contra del presidente municipal de su pueblo, El Bosque, en Chiapas.
Una injusticia que se sigue perpetuando desde hace 12 años. Hoy el compañero Alberto está encerrado en un penal de máxima seguridad federal, Guasave (Sinaloa), a más de 2000 km de su familia, sus compañeros, su tierra. Se le castiga con saña y rencor porque Alberto ha hecho de cada prisión una trinchera, concientizando a los presos y luchando con y por ellos contra las brutalidades del sistema de (in)justicia del Estado Mexicano.
Como adherentes a la Sexta convocamos nuevamente a la movilización por la libertad de Alberto Patishtán, símbolo de la lucha en prisión, y por los demás pres@s polític@s de La Otra Campaña y del país, según los acuerdos tomados en el “Foro contra la prisión política y por la libertad de Alberto Patishtán” el 12 y 13 de mayo de 2012 (Chiapas), organizado por la Red contra la Represión y por la Solidaridad.
Invitamos, entonces, a las organizaciones, grupos, colectivos e individu@s en México y en el mundo a movilizarse en la medida de sus posibilidades el día martes 19 de junio 2012 para exigir la libertad de l@s luchadores/as sociales bajo la consigna:
“Contra la represión y el olvido: la libertad… abajo y a la izquierda”
Comunicamos que este día, desde las 11 a.m., habrá lugar un acto político en la comunidad de Alberto, organizada por el “Movimiento del Pueblo de El Bosque por la libertad de Alberto Patisthán”.

También les invitamos a señalar su acción, pancarta, mitin, marcha, volanteo, conferencia, mesa informativa, concierto al correo: foro.presxs@gmail.com

¡Abajo los muros de las prisiones!
¡Pres@s polític@s LIBERTAD!