(Italiano) Alberto Patishtan libre!!!

La corrispondenza di oggi con il Nodo Solidale sulla liberazione del profe Alberto Patishtan.

Radio Onda Rossa

(Italiano) Soli vegan pizza

[eventi] REPRESSION IN COLOMBIA – september 26, 2012 – Berlin

[Messico] RADIO PALABRA VERDADERA – reportage dalle radio comunitarie del Guerrero

A metà Maggio 2012 visitiamo il municipio di Chilapa de Alvarez, nella regione Montagna di Guerrero e più precisamente la Scuola Preparatoria [1] 26 “Albert Einstein”, dove si trova la cabina di Radio Uan Milauak Tlajtoli, La palabra Verdadera, una delle radio comunitarie dello Stato, che trasmette sulla frequenza FM 94.1.

La Montagna di Guerrero è una regione che soffre molteplici problemi, tra cui: la distruzione del territorio da parte di imprese minerarie straniere (parliamo di interi boschi, corsi d’acqua, montagne, luoghi sacri), il lavoro sottopagato, l’emigrazione lavorativa verso Nord, la delinquenza organizzata e la costante presenza dell’esercito nelle strade.

Intervistiamo il professore Hugo, insegnante di discipline umanistiche e sociali, nonché uno dei fondatori e coordinatori della radio, Pedro, altro coordinatore e diversi locutori e locutrici, tutt@ studenti della scuola.

NASCITA
Gli e le intervistate ci raccontano che la radio è in funzione dal 20 Novembre 2006 in uno spazio piccolissimo, che era un piccolo ripostiglio della scuola di circa 2metri x 2,5.
Era da tempo che diversi maestri ed ex alunni della Preparatoria discutevano sull’importanza di creare un mezzo di informazione comunitario, differente da quelli ufficiali, che informasse la gente del municipio e che mettesse in comunicazione i vari villaggi della zona.

Il prof. Hugo racconta che la rivolta zapatista del 1994 fu un momento di svolta per il Messico e per le organizzazioni ed i movimenti sociali in generale; già c’erano precedenti “fuochi di rivolta” nel Paese, ma gli e le zapatiste dimostrarono una forza ed un’incisività senza precedenti, un esempio concreto e possibile di un mondo altro, differente da quello venduto dai tecnocrati come Carlos Salinas de Gortari che, con il Trattato di Libero Commercio, aprivano le porte del Primo Mondo al Messico, lasciando da parte realtà marginali come quelle del Chiapas e di Guerrero. La rivolta zapatista favorì in Guerrero la nascita di nuove organizzazioni e diede linfa vitale a quelle già esistenti, creando le basi di diverse esperienze autonome, tra cui figura anche la radio comunitaria.
Anche la nascita di radio Nomndaa nel 2002, nel municipio di Xochistlahuaca, fu fondamentale per gli inizi di Radio Palabras Verdaderas; i diversi maestri della Preparatoria si interessarono da subito e seguirono fin dai primi passi l’esperienza amuzga, fino a quando si misero in contatto ed iniziarono a condividere informazioni e fare formazione tecnica.

“All’inizio la radio sembrava un’utopia, un processo lungo e difficile” dice il prof. Hugo ma adesso si pone come un mezzo necessario per raggiungere l’autonomia, riscattare la memoria storica, la tradizione e le usanze dei popoli nativi, dei contadini e degli anziani”.

PROGRAMMI E CONTENUTI
Come detto la radio nasce all’interno di una Scuola Preparatoria e sono i maestri e gli alunni della stessa scuola a tenerla viva. La definiscono una radio educativa e, fin dalla sua nascita, uno degli obiettivi principali è stato fare in modo che l’informazione prodotta durante le lezioni si diffondesse e che la cultura “universale” si incontrasse con quella locale, con l’intento di “restituire ai popoli la conoscenza”.

La programmazione è molto ampia e gira attorno 5 punti fondamentali: Terra, Salute, Educazione, Giustizia, Rispetto e Resistenza della Madre Terra.
Ciò prende forma in: notiziari con informazioni sulla regione, programmi per bambini dove si leggono favole e si ascolta musica, trasmissioni per i contadini in cui si consiglia tecniche sostenibili rispetto il lavoro del campo.
Una dottoressa conduce un programma sulla salute dove invita a parlare diversi specialisti, ma allo stesso tempo incoraggia e diffonde la conoscenza della medicina tradizionale indigena.
Altra trasmissione è Vocez en Resistencia che tratta dei movimenti sociali, delle varie lotte per il territorio e le esperienze di resistenza (Cheran, la diga La Parota, la Polizia Comunitaria, la lotta alle imprese minerarie…).
Altro programma si chiama Ni Olvido, Ni Perdon, che affronta il tema della repressione dei movimenti sociali e denuncia gli abusi e l’impunità onnipresenti in Messico (la strage di Tlatelolco del ’68, i massacri del Charco e Aguas Blancas a Guerrero, i fatti di Atenco, Chiapas e gli zapatisti,…). A dimostrazione dell’apertura della radio trovano spazio due gruppi locali di Alcolisti e Neurotici Anonimi e partecipano anche due missionarie, vicine alla teologia della liberazione, con un programma chiamata Bajando a la Calle.
Inoltre il collettivo Taller de Desarollo Comunitario di Chilpancingo invia settimanalmente una trasmissione, così come Radio Unam collabora con un programma chiamato Chiapas Expediente Nacional.
Esisteva anche una trasmissione in lingua nahua, che adesso è interrotta, ma va detto che molti degli spots che si producono vengono registrati anche nelle lingue locali.

Il segnale radiofonico all’inizio delle trasmissioni era molto ristretto, appena 10 Km. Con il tempo si è costruita un’antenna di 20 metri e si è recuperato un nuovo trasmettitore che adesso copre un’area di circa 40 Km, riuscendo a raggiungere diversi municipi e soprattutto diverse decine di comunità. Questa radio è importante soprattutto per loro, le comunità, che altrimenti non avrebbero accesso all’informazione in nessun modo. Quando chiediamo agli intervistati come si informavano le persone prima della creazione della radio, ci rispondono che in città ciò avveniva per mezzo della televisione (con il duopolio di Televisa e TeleAzteca), la radio commerciale di Acapulco, un periodico locale e uno statale, El Sur. L’informazione era praticamente tutta manipolata e per le comunità comunque inaccessibile. In tal senso la radio comunitaria assume un valore aggiunto, perché oltre ad informare (o meglio contro-informare), avvicina i vari villaggi (in quanto a comunicazione), affronta tematiche che interessano da vicino gli ascoltatori e che rendono la gente del posto soggetto del discorso radiofonico.
Natasha, una delle locutrici intervistate, ci dice che “non puoi essere autonomo se non controlli l’informazione, la generalizzi, la rendi accessibile… senza censure o repressione”

A parte la mera informazione la radio è utile anche sotto aspetti concreti e quotidiani. Per esempio in alcune occasioni si è portata tutta l’attrezzatura in comunità, per poter trasmettere in diretta durante le feste tradizionali con il doppio obiettivo di avvicinare le persone alla radio e di far cogliere il diritto fondamentale (e Costituzionale) dei popoli alla comunicazione. In altri casi la radio serve per ritrovare bambini che si sono persi, così come animali, per sostenere e promuovere la vendita dei piccoli commercianti schiacciati dalla concorrenza dei supermercati; per mettere in contatto le tante persone che lasciano le comunità per lavorare nel Nord o negli Stati Uniti e che trovano nella radio l’unico mezzo per parlare alle proprie famiglie. E ancora è uno spazio per saluti, auguri, richieste di informazioni, annunci, notizie dalla comunità…Inoltre attraverso la radio si sta riscattando la storia nazionale, intervistando o portando alla luce personaggi della Montagna di Guerrero che hanno partecipato alla Battaglia del 5 di Maggio [2] o alla Rivoluzione (tra le file dell’esercito di Zapata) e che non trovano spazio nei libri di storia.

Nonostante le difficoltà iniziali ora la radio è ascoltata e benvista dagli abitanti di Chilapa e delle varie comunità vicine, che finalmente hanno accesso ad un informazione indipendente, che parte dal locale per arrivare al nazionale; ascoltano musica regionale o in altri casi alternativa e fuori dai circuiti commerciali e cominciano a conoscere e criticare la presenza di imprese straniere che distruggono il territorio con le loro miniere a cielo aperto.

La radio fino ad adesso non ha ricevuto minacce o particolari pressioni dal Governo; semmai ci sono problemi interni alla scuola, vale a dire che diversi insegnanti non sono d’accordo sull’utilità e il tipo di informazione che si produce ed anche il direttore dell’unità accademica ci ha messo del suo, quando voleva che le trasmissioni si fermassero nel periodo estivo delle vacanze ma non ci è riuscito per la resistenza di alcuni professori.

RED DE RADIOS Y MEDIOS LIBRES DE GUERRERO
La creazione della Red de Radios y Medios Libres de Guerrero nasce da un processo lungo, durato anni, in cui c’era stata una certa relazione tra le radio comunitarie, che però si limitava ad incontri durante i vari anniversari delle singole radio. Fu nel Novembre 2011, durante il quinto anniversario di Radio Palabras Verdaderas, che si cominciò a parlare seriamente di una coordinazione tra le varie radio; ufficialmente, la Red nacque nel Marzo 2012 nella Casa di Giustizia di San Luis Acatlan, in particolare per la spinta di Radio Nomndaa, la Crac-PC [3] e il Centro di Diritti Umani della Montagna, Tlachinollan. In questo incontro, che definiscono titanico (dalle 10.00 alle 23.00), si discusse sull’utilità di formare una rete e si decisero i principi comuni [4].
“È stato un successo, un processo utile che avvicina persone che lavoravano isolate…ora siamo in contatto, esiste una relazione di lavoro e produzione ed abbiamo un’ obiettivo comune”.
“La Rete è anche una rete di appoggio per difendersi, arricchirsi, creare fronte comune contro le miniere…dopo la repressione ai Normalistas di Ayotzinapa diventa evidente l’importanza di stare connessi”

Il primo passo concreto della Red è la produzione di un notiziario settimanale, Noticias de mi Pueblo, dove ognuna delle otto radio della rete produce informazioni relative alla propria regione, municipio o comunità.

Gli integranti della radio raccontano anche che la Red ha fatto sì che si approfondissero maggiormente le notizie che venivano diffuse ed in pochi mesi sono venute fuori due questioni importanti: la prima quella dell’introduzione di piante geneticamente modificate, per produrre combustibili nelle terre dei contadini, in cambio di un finanziamento di 10.000 pesos (meno di 600 euro); la seconda quella dei lavoratori stagionali che vanno verso il Nord del Paese per lavorare e spesso tornano a casa senza soldi, dopo mesi di fatiche non retribuite.

CHE MANCA E PIANI FUTURI
Uno degli slogan della radio è “Abbiamo tutto, ma ci manca tutto”, vale a dire che “mancano molte cose, prima fra tutte una migliore organizzazione”; c’è il problema che gli studenti e le studentesse frequentano la scuola per soli tre anni, cosicché ogni anno è necessario tirar dentro nuove persone, formarle e coscientizzarle.
Inoltre, come tutte le radio comunitarie, anche questa non dispone di grossi fondi, né riceve finanziamenti governativi e tutto si mantiene e finanzia grazie a donazioni volontarie; “farebbe sicuramente comodo un’attrezzatura migliore (mixer, microfoni, computer, antenna e trasmissore), una connessione Internet ed una pagina Web ma soprattutto avvicinarsi di più alle comunità, essere più presenti e fare in modo che si uniscano più persone e partecipino più assiduamente, oltre che ascoltare”.

“Sembramos palabras para cosechar esperanza [5], questo fa la radio: lottare per un mondo migliore e diverso da quello in cui viviamo.

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1: La Scuola Preparatoria, più comunemente chiamata bachillerato, è parte dell’Educazione Media Superiore e forma per due o tre anni gli e le studenti in vista dell’Educazione Superiore, solitamente dai 15 ai 18.

2: La Battaglia di Puebla del 5 Maggio 1862, quando l’esercito messicano sconfisse uno degli eserciti più forti dell’epoca, quello del Secondo Impero Francese.

3: Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias, Polizia Comunitaria.

4: Rispetto e sostegno dell’autonomia di ogni radio e comunità, mutuo appoggio, solidarietà, anticapitalismo, indipendenza dai partiti politici e dai Governi, così come dal proselitismo religioso; per l’autogestione, senza rappresentanti, ma le decisioni si prendono per consenso ed in forma assembleare. Infine la difesa dell’identità e l’esercizio dei diritti collettivi.

5: Seminiamo parole per raccogliere speranza

[Messico] Intervista al CODEDI di Santiago Xanica

Il primo Maggio 2012 intervistiamo due dei componenti del Comitè¨ locale di Xanica che ci spiegano quali sono i piani futuri per la comunità: l’organizzazione CODEDI ha comprato un pezzetto di terra con l’intenzione di costruire uno spazio indipendente per la radio comunitaria (al momento Radio Roca si trova in una casa privata) ed un’altra struttura per ospitare futuri workshop; inoltre useranno questo terreno per dar vita a progetti di agroecologia (con un piccolo orto dimostrativo) e apicultura per produrre miele.

ASCOLTA Y DESCARGAS EL AUDIO DE LA ENTERVISTA

[ Messico] Per la libertà di Rosa Lopez prigioniera politica in Chiapas

Rosa López Díaz è una donna indigena (tzotzil) nata il 2 dicembre 1978, prigioniera in Chiapas, Messico, dal 10 maggio 2007 per un crimine di sequestro che non ha mai commesso. E’ detenuta insieme al suo compagno Alfredo López, e durante le prime ore della detenzione subisce tortura sessuale e di altro tipo, al fine di strapparle una confessione di colpevolezza. Rosa si trova a scontare una sentenza di 27 anni e 6 mesi nel carcere n. 5 di San Cristóbal de Las Casas.

PRETENDI DAL GOVERNO DI JUAN SABINES GUERRERO LA LIBERTA’ IMMEDIATA DI ROSA LOPEZ DIAZ E DEI SUOI COMPAGNI DI LOTTA!!

Ascolta l’audio dell’esposizione del suo caso davanti al Tribunale Permanente dei Popoli (TPP). Chiapas, 7 marzo 2012.

La storia della sua detenzione fa venire i brividi. Poiché al momento dell’arresto era incinta il figlio che ha partorito 5 mesi dopo, Natanael, è nato con paralisi cerebrale a causa delle torture. Così lo racconta Rosa:
“E’ stata la cosa più triste della mia vita di donna, non potrò mai dimenticare i volti di quelle persone che mi colpirono ingiustamente. La cosa più dolorosa è che al momento di questa tortura io ero incinta di 4 mesi. Ad un certo punto ho sentito qualcuno che mi veniva sopra, cercando di stuprarmi. Non ce l’ho più fatta e ho detto “Non stupratemi, sono incinta”, allora uno degli aggressori mi dice “Se confessi che l’hai fatto non ti faremo nulla”. In quel momento dissi di sì, che io avevo sequestrato la ragazza, anche se è totalmente falso”.
“Poi ho dato alla luce un bambino che si chiama Natanael López López, che è nato malato con paralisi cerebrale, oltre che deforme in viso e immobile in tutto il corpo. I dottori dissero a mia madre che il bambino è nato malato per le torture che ho ricevuto quando mi arrestarono”.
Se questo non bastasse, giusto 4 anni dopo la nascita di Natanael – nell’ottobre del 2011, in pieno sciopero della fame portato avanti insieme ai compagni di lotta in carcere – Natanael muore per negligenza medica negli ospedali del Chiapas. Un fatto del genere non si può sopportare.
Ora Rosa vive con l’altro suo figlio, il piccolo Leonardo, di tre anni. Con il passare del tempo, e principalmente per il contatto che stabilì in carcere con il professore indigeno Alberto Patishtán Gómez, ha acquisito coscienza politica sulla sua situazione e sulla lotta per i diritti umani di tutti i prigionieri politici ingiustamente detenuti, che in un paese come il Messico sono la stragrande maggioranza.
Rosa sta resistendo, nonostante il suo stato di salute debilitato – come molti suoi compagni – mantenendosi attiva e organizzata insieme ai compagni di lotta aderenti alla campagna del EZLN nelle organizzazioni di La Voz del Amate, Solidarios de La Voz del Amate e Voces Inocentes; i loro nomi sono: Alberto Patishtán Gómez, Rosario Díaz Méndez, Pedro López Jiménez, Alfredo López Jiménez, Juan Collazo Jiménez, Alejandro Díaz Santis, Enrique Gómez Hernández y Juan Díaz López.
Il governo del Chiapas, con Juan Sabines Guerrero al potere, sta conducendo ostinatamente una guerra sporca e mediatica contro qualsiasi persona e organizzazione che lotti per l’autonomia dal principio universale della libera autodeterminazione, arrivando ad essere complice e responsabile – in maniera diretta o indiretta – della strategia di occupazione militare e offensiva paramilitare che si aggiunge al Chiapas in un territorio convulso. Nonostante tutto Sabines vuole mantenere la sua immagine pubblica impeccabile, per cercare di ottenere una poltrona all’ONU. Ci riuscirà?
Pretendi dal Governo del Chiapas e del Messico la libertà di Rosa López Díaz. Scrivi un testo con parole tue nel formulario che si trova sulla destra, o copia e incolla questo testo:

ROSA LOPEZ DIAS SI TROVA IN PRIGIONE PER UN DELITTO CHE NON HA MAI COMMESSO: PRETENDO LA SUA LIBERTA’ IMMEDIATA E INCONDIZIONATA, COSI’ COME QUELLA DEI SUOI COMPAGNI DI LOTTA.

Dalla CGT invitiamo a scrivere le parole di Rosa: “invito la società, i compagni e le compagne in lotta a continuare a pretendere la vera giustizia a cui tutta la popolazione del Messico aspira”.
Per un mondo senza sbarre né frontiere. Dove comincia la lotta comincia la libertà.
Campagna proposta dalla CGT

La lotta contro l’aids, dove rimarrà?

[Messico] Un saluto per Radio Voces Nuestras

Un saluto dalla rete Nomads al nuovo progetto radiofonico rebelbe di Radio Voves Nuestras che nasce nella Escuela Normal Rural di Ayotzinapa (Guerrero).

>>> ascolta

[Messico] Policías reprimen a estudiantes de la Normal Ayotzinapa, varios muertos.


El día de hoy, 12 de diciembre, siendo las 12 horas, aproximadamente 300 estudiantes de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, tomaron la caseta de salida de la carretera Chilpancingo-Acapulco, para exigir el cumplimiento a sus peticiones de educación al gobierno del Estado de Guerrero. A las 12:30 se presentaron elementos de la Policía Federal y Policía de la Fuerzas Especiales, los cuales abrieron fuego contra los estudiantes, así como persecución contra ellos golpeándolos y deteniéndolos a varios de ellos. Nos confirmaron a las 12:50 que hay 2 muertos, hay cinco heridos por balas y 22 detenidos.

Pedimos a todas las organizaciones sociales, civiles y de derechos humanos que estén atentas a la situación y a la defensa y denuncia de los hechos que se susciten de este ataque a los estudiantes normalistas.

COLECTIVO CONTRA LA TORTURA Y LA IMPUNIDAD

Cronología del desalojo

En 40 minutos la movilización de normalistas de Ayotzinapa, que bloqueaban la autopista México-Acapulco, se vio interrumpida por disparos y gases lacrimógenos por parte de la Policía Federal. El proceso de la manifestación se observa desde una cámara colocada sobre la autopista hacia Acapulco.

Los estudiantes de la Normal de Ayotzinapa, en el estado de Guerrero, mantenían un bloqueo, único medio disponible para exigir una audiencia con la aristocracia privada que vive del gasto publico. Las exigencias eran sencillas; que se aumente la matricula estudiantil, que se destinen más recursos para gastos alimenticios, y el mantenimiento y reparación de las instalaciones. La respuesta fueron los balazos.

Mobilitazione sociale contro la tratta di persone nella 10° festa dei Diritti Umani

Jaime Montejo dell’ Agenzia di Notizie Indipendente, Noti-Calle, Citta’ del Messico, il 4 dicembre 2011.- Trentacinque membri della Rete Messicana del Lavoro Sessuale, hanno accompagnato la Brigata di Strada d’Appoggio alla Donna « Elisa Martines » A.C., nella decima festa dei diritti umani, convocata dalla Commissione dei Diritti Umani del Distretto Federale (CDHDF), durante la quale
hanno promosso la campagna di mobilitazione sociale contro la tratta di persone a scopo di sfruttamento della prostituzione, utilizzando fumetti e audio-racconti affinchè bambine, bambini e adolescenti non siano oggetto di questo tipo di violenza.

L’attività di prevenzione dalla tratta di persone a scopo di sfruttamento della prostituzione, tra i passanti del centro capitalino, si è svolta tra le 14:30 e le 18 e vi hanno partecipato intere famiglie, educatori, giornalisti, lavoratori di vario tipo, bambine e bambini di tutte le età, provenienti in
maggioranza dallo stato del Messico, Oaxaca, Puebla, Veracruz e dal Distretto Federale.

Sono state regalate 500 agende dell’anno 2012 delle fabbriche di preservativi El Encanto del Condón di 36 pagine, dove si illustrano i criteri etici del programma di educazione sessuale rivolto a giovani e adolescenti sia maschi che femmine. Contemporaneamente, sono stati distribuiti 300 dialoghi lampo a fumetti sulla tratta delle persone a scopo di sfruttamento della prostituzione, insieme a 600
fumetti di Farfalle Notturne, Fiori Silvestri, Bambine della Solitudine, Niñas de la Soledad, Usignole del Sogno, la Tigre Florale e la Feta Geniale. Sono state anche regalate due cartoline della Brigata di Strada che trattavano l’argomento « il pugno della donna attacca il potere ».

Le lavoratrici e i lavoratori del sesso che hanno partecipato all’incontro della Brigata di Strada, hanno usato un megafono, uno zaino da viaggio affinchè gli audio-racconti fossero ascoltati e si sono svolte letture dei fumetti pubbliche e di gruppo, al grido di « vengano, signori, vengano, ad ascoltare come i papponi adescano le bambine e le vendono per pochi danari ».

Hanno partecipato la Cooperativa dei Lavoratori del Sesso, gli Angeli alla Ricerca della Libertà, il Coordinamento di Donne « Sor Juana Inés de la Cruz » e membri del Laboratorio di Giornalismo Comunitario « Aquiles Baeza », così come le lavoratrici del sesso indipendenti, venute della Merced Tlalplan, Buenavista e altre zone della città dove si esercita il lavoro sessuale in strada.

Lavoratrici e lavoratori del sesso autonome e autonomi dichiarano: “Ci troverete sempre ovunque ci sarà sfruttamento della prostituzione, psicologico ed economico, emarginazione sociale, privazione delle fonti di lavoro e repressione della polizia”

Fonte: Agenzia di Notizie Indipendente Noti-Calle, 4 dicembre 2011

[Messico] Convocatoria Nacional e Internacional en solidaridad con la huelga de hambre en Chiapas

Compañeros y compañeras

Como ya sabrán desde el pasado 29 de septiembre un grupo de pres@s pertenecientes a las organizaciones de la Voz del Amate, Solidarios de la Voz del Amate y Voces Inocentes, se declararon en huelga de hambre y ayuno. Los compañeros Alfredo López Jiménez, Alejandro Díaz Sántiz, José Díaz López, Pedro López Jiménez, Juan Díaz López, Rosario Díaz Méndez recluidos en el CERSS nº5 de San Cristóbal de Las Casas, emprendieron una huelga de hambre total para exigir su libertad inmediata e incondicional.

Junto a ellos se declararon en ayuno de 12 horas diarias y bajo las mismas demandas, la compañera Rosa López Díaz y los compañeros Alberto Patishtán Gómez y Andrés Núñez Hernández, también recluidos en el CERSS nº5 de San Cristóbal de Las Casas. El día 3 de octubre se suman a esta acción Enrique Gómez Hernández recluido en el CERSS No. 14 el Amate Cintalapa de Figueroa y Juan Collazo Jiménez recluido en el CERSS N° 6 de Motozintla, quienes se declaran en ayuno de 12 horas diarias.

El día 28 de octubre, al no haber obtenido respuesta a sus demandas por parte del gobierno del estado, los ayunantes Andres Nuñez y Juan Collazo anuncian públicamente que se suman a la huelga de hambre total.

La solidaridad tanto a nivel nacional como internacional en apoyo a la huelga de hambre y ayuno no se ha hecho esperar, colectivos y organizaciones solidarias de diferentes estados de México, de Italia, Francia, España, Noruega, Inglaterra, Suiza, Finlandia, entre otros; han realizado acciones solidarias exigiendo la libertad inmediata de l@s compañer@s.

Aun así, a 34 días de iniciada la huelga de hambre y ayuno, el gobierno del estado los sigue manteniendo cautivos, invisibilizandolos, trasladando a Guasave Sinaloa a nuestro hermano y compañero Alberto Patishtán Gómez y hostigando las acciones solidarias que se están realizando para exigir la libertad de l@s compañer@s, especialmente al plantón que los familiares de l@s pres@s instalaron el pasado 8 de octubre en la plaza de la catedral de San Crsitóbal de Las Casas.

Por ello adherentes a la Sexta Declaración de la Selva Lacandona y organizados dentro de la Otra Campaña en Chiapas, hacemos un llamado urgente a las organizaciones, colectivos, comunidades, pesquerías y a todas aquellas personas que caminan abajo y a la izquierda en México y el Mundo, a realizar acciones dislocadas en el modo y lugar que crean oportuno, el lunes proximo día 7 de noviembre, para exigir la liberación inmediata de nuestros compañer@s en huelga de hambre y ayuno.

¡Libertad inmediata a l@s pres@s en huelga de hambre y ayuno!

Abajo y a la izquierda está el corazón.

Plantón de Familiares en apoyo a la Huelga de Hambre y Ayuno, Red contra la Represión y por la solidaridad Chiapas (RvsR-Chiapas), Grupo de Trabajo No estamos Todxs (GT-NET), Brigada Feminista, Camino del Viento, Comité Ciudadano para la defensa popular (COCIDEP), Rebeldeando Dignidad, Consejo Autónomo de la Costa, Cruztón, Candelaria el Alto, 24 de Mayo, Busiljá, San Juan las Tunas, Ejido Cintalapa (Ocosingo), Los panchos FPFVI UNOPI DI frente popular francisco villa independiente .