Dissoluzione del Collettivo NOMADS

Ai nomadi e le nomade del mondo
A XM24 e tutti gli spazi liberati che ci hanno appoggiato
Ai compagni e compagne della PIRATA
Ai e alle Aderenti della Sexta in Messico e nel mondo
Alla Europa Zapatista
Al CODEDI e OIDHO di Oaxaca
Alla Brigada Callejera del DF
A tuttx i compagni e compagne che abbiamo incontrato e con cui abbiamo camminato assieme in questi anni
Innanzitutto mandiamo un saluto fraterno e un forte abbraccio ribelle da parte di tuttx noi.
Vi scriviamo per formalizzare la dissoluzione del collettivo Nomads, che si è organizzato negli ultimi anni tra Italia, Germania e Messico in maniera autonoma ma anche all’interno della PIRATA (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e la Ribellione Tessendo Autonomia) insieme con il Nodo Solidale (Messico/Italia) e il Collettivo Zapatista Marisol di Lugano (Svizzera).
Non è stata una decisione facile presa in tempi brevi, anzi ci è costata molto (temporalmente ed emotivamente) arivare a questo punto. Le difficoltà della distanza geografica, le differenze politiche e progettuali tra integranti insieme ad altre motivazioni, ci portano a questa decisione, che sentiamo corretto comunicarvi.
Alcunx di noi continueremo a partecipare nella Pirata in maniera individuale, ognunx coi suoi tempi, forme e possibilità.
Vi ringraziamo per tutto quello che ci siamo scambiati, per quello che ci avete insegnato e speriamo di vedervi presto sui cammini della resistenza e delle lotte per la libertà.
Nomads, dicembre 2015.

Aggressione a Chilpancingo, Guerrero

Durante le prime ore del mattino di domenica 14 dicembre a Chilpancingo, capitale dello stato di Guerrero, si stavano facendo i preparativi per un concerto in solidarietà con i compagni di Ayotzinapa, per i fatti dello scorso settembre avvenuti ad Iguala. Dopo le provocazioni, verbali e fisiche, di alcuni poliziotti che tornavano da una notte alcolica, intervengono poliziotti federali che attaccano i presenti con gas lacrimogeni e con delle violente cariche.

Vengono ferite 14 persone, tra le quali un nostro compagno, Carlos Alberto Ogaz Torres, integrante del collettivo di Radio Regeneracion, di Città del Messico, che ha un braccio rotto e urge di una delicata (e cara) operazione chirurgica.

Per chi potesse/volesse appoggiare economicamente il compagno questi sono gli estremi del conto:

HSBC
CTA: 6417032483
CLABE: 021180064170324836
TITULAR: JOSE LUIS SUASTE

Quelle che seguono solo le traduzioni dei due comunicati diffusi da Regeneracion Radio. Continue reading

La strage degli studenti in Messico: Narco-Stato e Narco-Politica

di Fabrizio Lorusso

Pubblicato da CarmillaOnline il 10 ottobre 2014

Il Messico si sta trasformando in un’immensa fossa comune. Dal dicembre 2012, mese d’inizio del periodo presidenziale di Enrique Peña Nieto, a oggi ne sono state trovate 246, a cui pochi giorni fa se ne sono aggiunte altre sei. Sono le fosse clandestine della città di Iguala, nello stato meridionale del Guerrero. Tra sabato 4 ottobre e domenica 5 l’esercito, che ha cordonato la zona, ne ha estratto 28 cadaveri: irriconoscibili, bruciati, calcinati, abbandonati. E’ probabile che si tratti dei corpi interrati di decine di studenti della scuola normale di Ayotzinapa, comune che si trova a circa 120 km da Iguala. Infatti, dal fine settimana precedente, 43 normalisti risultano ufficialmente desaparecidos. “Desaparecido” non significa semplicemente scomparso o irreperibile, significa che c’è di mezzo lo stato.

Vuol dire che l’autorità, connivente con bande criminali o gruppi paramilitari, per omissione o per partecipazione attiva, è coinvolta nel sequestro di persone e nella loro eliminazione. Niente più tracce, i desaparecidos non possono essere dichiarati ufficialmente morti, ma, di fatto, non esistono più. I familiari li cercano, chiedono giustizia alle stesse autorità che li hanno fatti sparire. Oppure si rivolgono ai mass media e a istituzioni che in Messico sono sempre più spesso una farsa, una facciata che nasconde altri interessi e altre logiche, occulte e delinquenziali. E nelle conferenze stampa, senza paura, dicono: “Non è stata la criminalità organizzata, ma lo stato messicano”. Continue reading

Aggiornamento sulla situazione giuridica di Mario González

Tradotto dal Blog per Mario Gonzales

Le prigioni non servono per “riadattarci alla società”, bensì sono il castigo più disumano e crudele che esiste; a noi prigionieri e prigioniere fanno vivere la crudezza di una realtà assurda e ingiusta, promossa da un sistema marcio dalla radici”

Mario

Dopo un processo penale assurdo e un ricorso in appello che ha solo fatto diminuire di 7 mesi la sentenza, a inizio agosto è stato notificato a Mario che il secondo tribunale collegiale in materia penale ha ricevuto la sollecitazione del ricorso contro la sentenza di 5 anni, 1 mese e 15 giorni per il reato di attacco alla pace pubblica che lo mantiene in carcere da quasi un anno. Viste le chiare argomentazioni dei difensori di Mario sulla inconsistenza del reato, la mancanza assoluta di prove ed anche sulla persecuzione verso Mario, sarebbe logico che lo assolvino e liberino appena arrivi la risoluzione; invitiamo ancora una volta ad esprimere collettivamente il nostro rifiuto al sequestro di cui è vittima il nostro compagno e ad esigere la sua libertà, fosse firmando il documento che consegneremo a fine mese al Tribunale e/o partecipando alla giornata che si conclude il 2 ottobre.

Per maggiori informazioni o firmare il documento che sarà consegnato al Tribunale che il 29 settembre risolverà il ricorso presentato dai difensori di Mario, scrivere a: solidaridadmariogonzalez@riseup.net o alla pagina Mario Libre (in FB[I]).

Quello che segue è un esempio di lettera che si può mandare al Secondo Tribunale per far pressione ed esigere alle autorità di Città del Messico la libertà di Mario. Specifichiamo che non è la forma che più ci si conface, per dirlo alla buona, ma prendiamo atto che anche la pressione di questo tipo, ancor di più quando è internazionale, spesso ha avuto in suoi effetti in Messico.

(data)

Alejandro Gómez Sánchez, Irma Rivero Ortíz y Rosa Guadalupe Malvina Carmona Roig, Magistrados del Segundo Tribunal Colegiado en Materia Penal del Primer Circuito:

Desde ——– (nome del luogo), exigimos a los integrantes del Segundo Tribunal Colegiado en Materia Penal, deje en libertad inmediata a nuestro compañero Jorge Mario González García, detenido de manera violenta y completamente arbitraria el 2 de octubre de 2013 cuando se dirigía a la manifestación de conmemoración de la matanza de Tlatelolco, día emblemático para miles de estudiantes y para el pueblo en general. El compañero no tuvo tiempo de llegar a dicha marcha cuando fue detenido y posteriormente torturado por las autoridades del Gobierno del DF.

Estamos atentos a una resolución pronta y satisfactoria en la que dicten la libertad inmediata e incondicional para Jorge Mario González García, preso político desde hace ya casi 1 año.

Atentamente:

(firma della organizzazione, collettivo o persona)

Intervista su Mario Gonzales Garcia

Questo è l’audio doppiato in italiano di un’intervista con Nuria la compagna di Mario Gonzales Garcia, studente anarchico arrestato il 2 ottobre 2013 a Città del Messico e tuttora detenuto.

Nuria racconta che Mario studiava nel bachillerato1 dell’UNAM (Università Autonoma di Città del Messico) e che il suo impegno politico gli aveva causato ripetuti problemi con le autorità universitarie, che di fatto lo avevano sospeso in diverse occasioni. L’espulsione definitiva arrivò lo scorso aprile 2013, quando M. fu arrestato per tre mesi, accusato di furto aggravato in un WallMart.

Tornato in libertà Mario riprese la sua lotta contro la riforma educativa che stava entrando in vigore proprio in quei mesi, fra lo scontento generale e un clima di protesta fervente.

Si uni al presidio permanente sotto il rettorato dell’UNAM, presidio che era stato formato da studenti e insegnanti contro la suddetta riforma educativa e per la reintroduzione degli espulsi (fra cui lo stesso Mario).

Pochi giorni prima del 2 ottobre arrivò una lettera indirizzata a Mario e altri due studenti, nella quale l’avvocato generale dell’università li intimava a interrompere il presidio, ma chiaramente si decise di continuare con la protesta. Continue reading

(Español) Mario González ante la criminalidad policial

ENTREVISTA AUDIO con Nuria, compañera del Mario González García

MAS INFO EN EL BLOG POR LA LIBERTAD DE MARIO

El articulo que sigue es RETOMADO DE SUBVERSIONES

Mario González García. Un estudiante como miles que rechazan la privatización de la educación en México. Un joven rebelde como muchos que sobran en una ciudad regida por la «cero tolerancia».  Un anarquista odiado, como todos y todas, por los gobiernos derechistas llamados «de izquierda» del Distrito Federal. ¿Mario se promueve como líder de un movimiento? No. ¿Es el más radical de todos? Tampoco. ¿Un ser pensante? Sí, se nota. ¿Terco? Mucho. ¿Ve por el bien de los demás? Pues, sí. ¿Inspira la confianza de gente honesta? También.

En tiempos de una verdadera guerra, desatada contra el pueblo de México por sus gobernantes, no es necesario cometer un crimen para ser vigilado, gaseado, golpeado, detenido, torturado, desaparecido y a veces asesinado por la policía, el ejército o un grupo paramilitar. En particular, la represión aumenta contra el pueblo organizado, únicamente por ejercer el derecho a protestar, hablar, escribir, transitar, organizarse o rebelarse contra la tiranía.

Al organizarse en el Colegio de Ciencias y Humanidades (CCH) Naucalpan para resistir al porrismo y a las reformas educativas neoliberales impuestas por el rector José Narro Robles, Mario González García y un grupo de estudiantes fueron criminalizados como «vándalos» en periódicos como La Razón, Milenio y Reforma; y expulsados por un Tribunal Universitario que hace tiempo debió desaparecer. También fueron amenazados por personal de seguridad de la Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) cuando protestaron su expulsión en un plantón afuera de Rectoría, justo antes de su detención. Nueve de ellos fueron detenidos el 2 de octubre de 2013. Actualmente, ocho llevan proceso bajo caución, mientras Mario González sigue en prisión con una sentencia de 5 años 1 mes y 15 días, impuesta por la magistrada de consigna Celia Marín Sasaki el 11 de julio —una «nueva» sentencia que sigue siendo un castigo ejemplar bajo el pretexto de la supuesta «peligrosidad social» del compañero–. Mucho más preocupante y peligrosa es la criminalidad policial de un gobierno que comete un secuestro de más de nueve meses, entre muchos otros delitos. Continue reading