Centre culturel d’initiative citoyenne DARNA, Tanger.

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Siamo stati a curiosare in un paio di sedi dell’associazione Darna, una grossa ong che opera con i bambini di strada nel campo dell’educazione, formazione e animazione.

Abbiamo appuntamento in una delle varie sedi operative con Laila Belhaj, vicedirettrice dell’associazione, a cui chiediamo di raccontarci la storia, le attività e il contesto in cui opera Darna.

L’ associazione nasce nel 1995 con il nome di “Centre culturel d’initiative citoyenne”, per iniziativa

di un gruppo di Tangerini interessati ad agire sulle problematiche della loro città, che si riuniscono in una piccola stanza nella Medina. Durante le prime riunioni si affacciano incuriositi alcuni ragazzini, e da questi contatti nasce l’ idea di lavorare con loro.

All’inizio quindi i ragazzi passano qualche ora al giorno in questa prima sede, che diventa in pratica  un centro diurno dove vengono organizzate attività di animazione ed educazione; sono loro a usare per primi il nome Darna, che significa “la nostra casa”. Continue reading

NOMADS EVENT IN ZIELONA GORA (BERLIN): support of West African Circus (BENIN)

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Cosa succede dopo il primo dicembre in Messico?

Tradotto dal sito: http://desinformemonos.org/2012/12/que-sigue-despues-del-1-de-diciembre-en-mexico/

Messico. Il messaggio di Peña Nieto è che “è arrivato la mano dura mascherata da discorso di privilegiare il dialogo e poi di applicare uno Stato di Diritto basato sulla repressione rispetto una domanda legittima” segnala Trinidad Ramírez, del Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra di Atenco. Però chiarisce che “non siamo abbattuti per questa imposizione; questo è il momento di fare un appello all’unità e l’organizzazione”.

Mentre domenica primo dicembre i mezzi di comunicazione mostravano un Peña Nieto sorridente ed impeccabile nella sua presa di potere come presidente della repubblica messicana, i corpi polizieschi reprimevano le manifestazioni di scontento di migliaia di cittadini.

Della giornata con decine di feriti –alcuni gravi, uno in coma indotto ed un altro che ha perso un occhio-, ore di scontri e più di cento arresti arbitrari a Città del Messico e a Guadalajara (stato di Jalisco), nei mezzi di comunicazione di massa sono solo apparse le immagini di lanci di bombe molotov e dei danni provocati a banche e hotel. Continue reading

2 Dic. Iniziativa PIRATA a Boscoreale NA

2 Novembre. Festa di finanziamento NomadsMexico a XM24

Venerdi 2 Novembre h.00:00

Concerto dei GRONGE- TeknoPunkCabaret from Rome

Concerto dei Mother Propaganda- Guitar Drum & Cosmo from Bologna

A seguire DJ Set Trash:

DjTopo Trash

Mademoiselle TT

Miss Titillo

Info Point + Mostra Fotografica + Videoproiezioni dei progetti in Messico

L’ignobile situazione dei prigionieri di coscienza come Alberto Patishtan.

 


Domani sarà operato alla testa per un turmore.

Nell’attesa della sua operazione, Alberto Patishtàn rimane ammanettato ad un letto dell’Istituto Nazionale di Neurologia, nella città del Messico.

 

La Jornada Domenica 7 ottobre 2012-10-09

 

San Cristóbal de las Casas, Chiapas, 6 Ottobre.

I prigionieri dell’Altra Campagna nel penale n.5 di questo municipio, denunciarono telefonicamente  che il loro compagno Alberto Patishtán Gómez si trova ammanettato ad un letto dell’Istituto di Neurologia Manuel Velasco Suárez, a Città del Messico.

“Ha bisogno di riposo, subirà un’operazione alla testa  il lunedì, non possono tenerlo legato di giorno e di notte”, spiegò Pedro López Jiménez, portavoce dei prigionieri Solidarios de la voz del amate. “Ciò che stanno facendo è una tortura psicologica, violando così i suoi diritti”. I reclusi fanno responsabile di ciò il comandante Nefer del Gruppo Lobo (specializzato nel trasferimento dei detenuti), che fu confermata anche dai familiari del professore.

Dal Distretto Federale, sua figlia Gabriela Patishtán affermò che il summenzionato Nefer “ ci ha proibito le visite che abbiamo per diritto, in quanto familiari ed amici, e adesso si trova ammanettato per 24 ore al giorno, ciò ci sembra ignobile, in quanto dovrebbe stare in buone condizioni per prepararsi all’operazione di lunedì, però purtroppo con questa mancanza di rispetto fa in modo che non possa godere del riposo che anche i medici gli hanno consigliato.”

Questo lunedì sarà operato chirurgicamente per un tumore ipofisario  che gli ha danneggiato seriamente la vista e si calcola che abbia una lunghezza di 4 cm di diametro. Per molto tempo, includendo un ricovero di sei mesi nell’ ospedale Vida Mejor di Tuxtla Gutiérrez, la sofferenza di questo riconosciuto prigioniero di origine tzotil, è stata malintesa o inascoltata dalle autorità carcerarie e dal personale medico.

La richiesta della sua liberazione si è estesa, e adesso la corte suprema di giustizia della nazione si accinge a rivedere la sentenza che condanna il professore a 60 anni per crimini che non ha commesso.

Dal penale di San Cristóbal, López Jiménez sostiene che “la negligenza dei medici è abituale, ritardano tutti le analisi, ma sappiamo che hanno la responsabilità di darci un’attenzione adeguata” (le autorità penitenziarie). Egli stesso soffre di fortissimi dolori alla testa da più di un anno, gli somministrano solo analgesici senza nessun procedimento diagnostico. “ Sto sollecitando una visita adeguata”, afferma.

I detenuti dell’ Altra Campagna si proclamano incarcerati ingiustamente, ugualmente  Patishtán, e sono in presidio permanente all’interno del carcere.

Tra di loro c’è Francisco Santiz López, base d’appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Rimane in carcere a San Cristóbal per motivi politici, in quanto tutti i capi di accusa per cui è stato condannato si sono rivelati falsi. Tzeltal de Tenejapa, Santiz López insieme a Patishtán, è il prigioniero politico più emblematico dello stato del Chiapas. La richiesta della sua liberazione a livello internazionale dura da mesi e va crescendo.

[Mex.] Diagnosticato un tumore cerebrale al prigioniero politico Alberto Patishtán

LETTERA DI ALBERTO CHE ANNUNCIA CHE GLI HANNO DIAGNOSTICATO UN TUMORE

Alla opinione pubblica
Ai mezzi di comunicazione nazionali e internazionali
Ai mezzi d’informazione alternativi
Alla Sesta Internazionale
Alle organizzazioni indipendenti
Ai difensori dei diritti umani

Alberto Patishtan Gómez prigioniero politico de La Voz del Amate, aderente alla Otra Campaña dell’EZLN, recluso nel carcere n°5 di San Cristobal de las Casas, Chiapas.

Dopo dodici anni di ingiusta incarcerazione da parte del malsistema di giustizia,
che solo mi ha portato disgrazie nella vita mia e di quella dei miei compagni, come la perdita dei vincoli familiari, delle nostre case e il sorgimento di malattie croniche prese in carcere.
Così come nel mio caso: fui ricoverato nella città di Tuxtla Gutierrez il mese di marzo del 2010 e i dottori mi diagnosticarono un glaucoma, per cui mi dettero sei mesi di ricovero e delle medicine da prendere per tutta la vita.

Poi l’11 di maggio del 2011 mi fecero una TAC ma l’assistente sociale non mi consegnò mai i risultati; posteriormente fui trasferito al carcere di Guasave, Sinaloa, dove gli specialisti mi dissero che non si trattava di un glaucoma e mi diedero da fare un trattamento per un’altra malattia di tipo carnosa. Da lì mi trasferirono di nuovo in Chiapas, al Carcere n°5 di San Cristobal, ed oggi mi han fatto altri controlli approfonditi e gli specialisti mi hanno diagnosticato un tumore al cervello, già molto avanzato. È per questo che oggi denuncio pubblicamente gli abusi e le violazioni dei diritti umani, attuati dai dottori che hanno giocato con la mia vita, che mi hanno visitato non rispettando l’etica professionale tanto da subire da loro mancanza d’attenzione, negligenza e ritardi.

Per questo invito tutto il popolo chiapaneco a denunciare qualsiasi abuso legato alla situazione della propria salute o il fatto che sono ignorati da parte dei medici, affinchè questi pessimi servitori pubblici siano sanzionati conformemente alla legge. Inoltre faccio una chiamata al governo allo scopo di trovarmi specialisti per il mio caso e che mi diano un trattamento adeguato ed urgente.

D’altra parte continuo a esigere la nostra libertà immediata ed incondizionata per questi ingiuste incarcerazioni.

Infine invito tutta la società ed il mondo a essere vigile per questa situazione.

CORDIALMENTE
“La Voz del Amate”
Alberto Pathistan Gómez

Carcere n°5 de San Cristobal de las casas Chiapas,
25 settembre del 2012.

Attacco armato dei paramilitare contro la comunità zapatista Comandante Abel

La JBG Nueva Semilla Que Va a Producir denuncia l’attacco armato dei paramilitari nella comunità autonoma Comandante Abel

 Caracol V Que habla para todos, Roberto Barrios, Chiapas Messico

7 Settembre 2012

 Alla società civile nazionale e internazionale.

Agli aderenti dell’Altra Campagna.

Alla Sesta Internazionale.

Ai media alternativi.

Agli organismi indipendenti dei diritti umani.

Alla stampa nazionale e internazionale.

Compagni e fratelli,

Denunciamo la situazione che si sta vivendo nella nuova comunità Comandante Abel, già San Patricio, Municipio Autonomo Ribelle Zapatista La Dignidad, Chiapas, Municipio ufficiale di de Sabanilla.

1.- Il giorno 6 settembre 2012 alle ore 7 del mattino un gruppo di 55 persone armarte sono arrivate a circa 200 metri dalla nuova comunità con l’intento di impossessarsi del terreno dei nostri compagni basi di appoggio.
- Il gruppo proviene dalla comunità Union Hidalgo ed i priisti da San Patricio del municipio ufficiale di Sabanilla. Questo gruppo è venuto con l’obiettivo di invadere e cacciare i nostri compagni dalle loro terre e beni. 

Quando sono arrivati hanno costruito una tettoia e issato una bandiera rossa, ed alle 11 della mattina stessa hanno cominciato a rubare il mais verde dei compagni.

- Alle ore 12 hanno sparato con armi calibri 22.
-Alle 3 del pomeriggio sono arrivati tre funzionari del malgoverno nel luogo occupato dagli invasori accompagnati da bambini e bambine figli dei priisti della comunità di San Patricio; poi se ne sono andati. Successivamente sono arrivati altri paramilitari fino a raggiungere il numero di 70 invasori.

- Alle 8 di sera i paramilitari si sono mossi in varie direzioni sparando numerosi colpi (26 spari).

- A mezzanotte si sono uditi altri due spari di calibro 22 e sono arrivati altri rinforzi dei paramilitari.

2.- All’alba del 7 settembre i paramilitari erano 150 ed hanno iniziato a distruggere i campi di girasoli e le recinzioni dei pascoli del collettivo dei nostri compagni basi di appoggio.

- Alle 10:10 del mattino, un compagno è uscito di casa per vedere cosa stava succedendo e 3 elementi del gruppo invasore che indossavano divise militari e passamontagna hanno sparato 30 colpi con armi di grosso calibro (pistole 9 millimetri, AR-15) ed uno dei proiettili ha colpito la casa del compagno.

- Alle 10:30 del mattino hanno circondato la comunità a circa 150 metri di distanza, tutti con armi di diverso calibro; si sono contate 19 armi.

3.- I dirigenti paramilitari del gruppo armato Paz y Justicia che guidano questa operazione di sgombero, minacce, aggressioni e furti contro i nostri compagni sono: Pedro Ramírez Guzmán judicial segreto dell’ejido Unión Hidalgo municipio ufficiale di Sabanilla, Jesús Ramírez Guzmán commmissario ejidale, Ramiro Encino Gómez consiglio di vigilanza della stessa comunità, Ignacio Gómez Guzmán, Luis Gómez Encino, Oscar Gómez Ramírez, Miguel Encino Gómez, Hipólito Ramírez Martínez, Carlos Clever Gonzales Cabello ex candidato del PRI dirigenti di Paz y Justicia, Rolando Gómez Guzmán ex soldado, Manuel Cruz Guzmán commissario di San Patricio, Gerónimo Ramírez Martínez judicial segreto della stessa comunità di San Patricio, Conrado Gómez Guzmán agente municipale dell’ejido Unión Hidalgo, Javier Guzmán Encino ex funzionario del governo del municipio ufficiale di Sabanilla sono coloro che dirigono queste azioni contro il nostro popolo, su indicasioni dei loro capi del malgoverno.

4.- Tutto questo fa parte della guerra di contrainsurgencia messa in atto dal malgoverno dei ricco contro la nostra organizzazione ed i nostri popoli in resistenza. Il governo vuole spargimento di sangue e morte, mentre i nostri popoli in resistenza costruiscono le proprie vite con le risorse che madre terra mette a disposizione dove viviamo, per questo non permetteremo che il malgoverno, attraverso i suoi gruppi paramilitari ci tolga le terre recuperate nel 1994 con la vita ed il sangue dei nostri combattenti, perché la terra è nostra, era dei nostri nonni e bisnonni ai quali è stata tolta dai maledetti invasori spagnoli che li hanno uccisi ed hanno sparso il sangue di milioni di originari di queste terre. Per questo diciamo che la terra è nostra e la difenderemo a qualunque costo, perché il governo non ha cuore ma la cosa più triste è vedere che il malgoverno non si scontra direttamente con il popolo, ma strumentalizza e usa il povero della stessa razza per raggiungere il suo obiettivo di rubare, ammazzare e impadronirsi delle ricchezze.

Di tutti i crimini citati e di tutto quello che può accadere ai nostri compagni, uomini, donne, vecchi e bambini che si trovano in grave pericolo di vita, riteniamo responsabili il governo federale di Felipe Calderón Hinojosa, il governo dello stato di Juan Sabines Guerrero, il presidente municipale di Sabanilla Genaro Vázquez Pérez e la presidentessa municipale di Tila Sandra Cruz Espinisa.

Chiediamo ai fratelli ed alle sorelle di buona volontà di vigilare sulla situazione dei nostri compagni basi di appoggio.

Distintamente

Mandar obedeciendo
Junta de buen gobierno

LA CARTA VIENE CON EL SELLO DE LA JUNTA DE BUEN GOBIERNO SEMILLA QUE VA A PRODUCIR Y FIRMADA POR LOS INTEGRANTES DE LA JUNTA

Enrique Cruz Hernández
Alex Gómez Pérez
Efraín Gómez Pérez
Estrella Sánchez Sanchez

 (Traduzione “Maribel” – Bergamo)

[Messico] Capsula radio sul Plan Mesoamerica in Chiapas

Una veloce introduzione al Progetto Mesoamerica (derivato dal Plan Puebla Panama) e alle diverse forme di attacco al territorio chiapaneco: gli investimenti sull’eco-turismo, le imprese minerarie, le nuove riserve per indigeni chiamate “citta’ rurali”…

Durata: 13’50”
Lingua: Italiano

Scarica e diffondi

[Messico] Reportage audio sulle radio comunitarie dello stato di Guerrero

Entrevistas con Radios Comunitarias de Guerrero

En el marco de una gira de talleres con la Red de Radios Comunitarias y Medios Libres de Guerrero, realizada por compañer@s de Nomads/PIRATA (Italia) publicamos las entrevistas a l@s compañer@s de Radio Voces Nuestras, Radio Palabra Verdadera, Vaza Radio, Radio Unisur, Radio Voz de la Costa Chica y Radio Voz de los Pueblos. Seguirá la entrevista de Radio Nomndaa.

Las entrevistas se tomaron en las 2 regiones de Montaña y Costa Chica del Estado de Guerrero, unas de las mas pobres y problematicas del Estado.

RADIO VOCES NUESTRAS de AYOTZINAPA

http://archive.org/details/EntrevistaAlComiteDeRadioVocesNuestrasDeAyotzinapa

Aquí va una entrevista realizada en mayo 2012 al Comite’ de Radio Voces Nuestras de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa. Hay una version integral de la entrevista y otra ya editada con musica, lista para ser trasmitida. Durata: 46,57 min

RADIO PALABRAS VERDADERA de CHILAPA

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http://archive.org/details/EntrevistaALaRadioPalabraVerdadera

Esta es una entrevista realizada en Mayo 2012 a los integrantes de la radio comunitaria Palabra Verdadera di Chilapa, municipio de la Montaña de Guerrero. Hay 2 versiones: una completa y otra con musica, lista para trasmitir. Durata: 49,30 min

VAZA RADIO de TLAPA DE COMONFORT

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Entrevista a Vaza Radio, junio de 2012, radio comunitaria de Tlapa, municipio de la Montaña de Guerrero hay una version con pura voz (integra) y otra con música lista para transmitirse. Durata: 48,54 min

RADIO UNISUR de CUAJINICUILAPA

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A mitad de Junio 2012, entrevistamos el ing. Bulmaro, coordinador de la Unidad Academica UNISUR de Cuajinicuilapa y dos de los locutores de Radio Unisur. Durata: 37:20 min

RADIO VOZ DE LA COSTA CHICA de SAN LUIS ACATLAN

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http://archive.org/details/EntrevistaALaRadioVozDeLaCostaChicaDeSanLuisAcatlan

A mitad de Junio 2012, la PIRATA visita la Casa de Justicia de San Luis Acatlan, sede de la CRAC (Coordinadora Regional de Autoridades Comunitaria) Policia Comunitaria. En la dicha Casa se encontra tambien la cabina de Radio Voz de la Costa Chica, 98,3FM. Entrevistamos el coordinador de la radio el prof.Delfino, una ex-locutora y ahora colaboradora de la CRAC y tres de los chicos que transmiten diariamente. Durata: 46,30 min

RADIO VOZ DE LOS PUEBLOS de ESPINO BLANCO

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Entrevista a uno de los coordinatores y locutores de la Radio Voz de los Pueblos, ubicada en la Casa de Justicia de la CRAC de Espino Blanco, municipio de Malinaltepec, en la Montaña Alta de Guerrero. Junio 2012 Durata: 15:19 min

PD. Hay otro enlace a una servidora indipendente: http://www.arkiwi.org/path64/UGlyYXRhL2F1ZGlvUmFkaW9HdWVycmVybw/html

¿Que es la Red de Radios Comunitarias de Guerrero? http://desinformemonos.org/2012/04/nace-radios-comunitarias-y-medios-libres-guerrero-13-de-abril-2012/ “[...] La Red de Radios Comunitarias y Medios Libres de Guerrero se agrupa bajo los siguientes principios: Respeto y fomento de la autonomía de cada radio y cada pueblo, apoyo mutuo, solidaridad, luchamos contra el capitalismo, somos y nos mantendremos independientes de los partidos políticos y de quienes se ostentan como gobierno, estamos en contradel proselitismo religioso, trabajamos por la autogestión, somos una Red sin representantes, tomamos las decisiones por consenso y en asamblea, luchamos contra la enajenación en defensa de nuestra identidad y por el ejercicio de nuestros derechos colectivos.”