Vegan pizza benefit

24th july 2013 Pizza + Kino
20.00 Uhr:
Vegan soli Pizza for Nomads

21.00 Uhr Kino:
“We are the wind” – docu about the struggles against Windparks in the Istmo de Tehuantepec, region in southern Mexico and the true about green energies. Eng subtitles
“Life for gold. ReColonization and Resistance in Central America” – docu about mining multinational corporations that are invading Central America. The struggle is just beginning.. Eng subtitles

Zielona gora
Grünbergerstr. 73, 10245 Berlin
(U-Bhf. Samariterstrasse)

[Mex-Articolo] L’autonomia di fronte ai cicli del capitale di Raul Zibechi

Se durante i primi mesi dello scorso decennio i movimenti anti-sistema hanno occupato il centro dello scenario politico latinoamericano, questo luogo privilegiato è ora corrisposto agli stati, amministrati da forze di segno diverso da quelle che sono state protagoniste della riforma neoliberista. Per quanto i governi emersi da questo formidabile ciclo di lotta, che ha delegittimato il Consenso di Washington, siano affini ai movimenti, quest’ultimi non possono delegare i loro obiettivi emancipatori agli stati-nazione. Continue reading

[Mexico] Viaggio tra le radio comunitarie di Guerrero

Giovedì, 5 Luglio, 2012

Sulla Red de Radios y Medios Libres de Guerrero
Vi scrivo un breve report e butto giù qualche impressione personale sul viaggio fatto per le radio comunitarie di Guerrero, tra Maggio e Giugno 2012.
    La prima radio che ho visitato è stata Radio Voces Nuestras della Scuola Normal Rurale di Ayotzinapa. Questa radio è tra le più giovani, in quanto è nata questo Febbraio 2012; l’impulso definitivo alla sua nascita è stata l’uccisione di Alexis e Jorge, il 12 dicembre 2011, durante una protesta. A gestire la radio un Comitato di studenti, che permettono trasmissioni dalle 7.00 del mattino fino alle 22.00. Hanno un attrezzatura minima ma quanto basta per poter trasmettere nel vicino municipio di Tixtla e qualche comunità nelle vicinanze. Tra le cose da dire c’ è che la Scuola di Ayotzi ha una lunga tradizione di resistenza, sicuramente inquadrabile nel socialismo latino di ascendenza marxista-leninista, che sicuramente condiziona la postura degli studenti e della radio. Ma vale sicuramente la pena di pensare eventuali taller sulla questione informativa e tecnica.
    La seconda è stata la Radio Palabras Verdaderas, Uan Milauk Tlajtolli in lingua tlapaneca, che nasce anch’essa all’interno di struttura scolastiche, in questo caso una Scuola Preparatoria. Uno dei fondatori, che è stato tra i miei referenti, è il maestro Hugo, insegnante di discipline umanistiche, che tiene viva questa radio con la partecipazione di un paio di ex-studenti, alcuni alunni della scuola, individui e diverse associazioni civili della città. É attiva dal 20 Novembre 2007 e trasmette in tutto il municipio di Chilapa e molte comunità dei dintorni; ci sono diversi programmi che girano attorno 4 temi principali: politico, educativo, salute, terra e libertà. Le trasmissioni ci sono dalle 7.30 alle 22.00, anche in periodo di vacanze. Continue reading

[Messico] Reportage audio sulle radio comunitarie dello stato di Guerrero

Entrevista Vaza Radio

Entrevista al Comite’ de Radio Voces Nuestras de Ayotzinapa

Entrevista a la Radio Palabra Verdadera

[MESSICO] INTERVISTA Al COMITE’ DI AYOTZINAPA DELLA RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS – GUERRERO

MAGGIO 2012

LA PIRATA – Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie

RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS, 94.1 FM

La radio comunitaria Voces Nuestras Voz de Todos si trova nella Scuola Normale Rurale Isidro Burgos1 di Ayotzinapa, appena fuori il municipio di Tixtla, ubicato nella montagna di Guerrero, a circa 20 Km dalla capitale dello Stato, Chilpancingo.
La radio nasce il 3 Febbraio 2012 come iniziativa degli studenti, anche se – ci tengono a precisare – la sua inaugurazione avrebbe dovuto coincidere con l’anniversario della morte di Genaro Vazquez Rojas2, il due dello stesso mese, ma alcuni problemi tecnici l’hanno posticipata di un giorno.

L ‘idea di creare una radio comunitaria dentro la scuola era già in cantiere da diverso tempo, anche se non aveva mai preso forma. Purtroppo la spinta definitiva è nata da un evento tragico: il 12 Dicembre 2011, durante una protesta in cui si stava bloccando l’autostrada Chilpancingo-Acapulco per esigere un incontro con il governatore dello Stato Ángel Aguirre Rivero e avanzare le loro richieste educative, hanno perso la vita due ragazzi, Gabriel Echeverría de Jesús, di 20 anni e Jorge Alexis Herrera, di 21, a causa di colpi d’arma da fuoco, sparati dalla polizia giunta a reprimere la protesta.

I media ufficiali hanno provato in tutti i modi a coprire questo avvenimento ed infangare la verità, prima dicendo che gli studenti erano armati, poi accusandoli di aver incendiato una stazione di benzina, fino a dichiarare che i colpi che avevano ucciso i due ragazzi provenivano dalla loro stessa fila. Fortunatamente la verità è venuta fuori anche se la giustizia non ha completato il suo corso: diversi funzionari e poliziotti sono stati allontanati o trasferiti ma nessuno è finito in carcere o ha subito un processo, tantomeno i mandanti.

Il 28 Marzo 2012 la Commisione di Diritti Umani ha reso pubblico un rapporto nel quale si riconosce la legittimità della protesta del 12 Dicembre; inoltre considera pienamente accreditata l’esistenza di gravi violazioni dei diritti umani da parte della Polizia Federale e Statale per quanto riguarda: la criminalizzazione della protesta sociale, l’uso irrazionale della forza e delle armi da fuoco, l’assassinio di Jorge e Alexis, la tortura a uno studente per fargli estorcere una falsa testimonianza, le lesioni da arma da fuoco provocate ad altri tre studenti, il trattamento crudele e gli arresti arbitrari attuati contro studenti e persone che non c’entravano nulla con quello che stava accadendo ed infine l’inadeguato soccorso a le vittime.

Cosicchè la radio è nata a poco più di due mesi di distanza da questi tragici avvenimenti, anche per smentire le menzogne dei media ufficiali e per permettere agli studenti di raccontare la loro versione dei fatti e testimoniare la terribile repressione subita lo scorso dicembre.

“Non è difficile fare radio”

Radio Vocez Nuestras prende vita in una stanzetta di 2,5m x 5m e l’attrezzatura è minima: due computer fissi, collegamento internet, telefoni (fisso e cellulare), due microfoni, un mixer, un trasmissore da 150 watt ed un’antenna auto-costruita. I ragazzi dicono che “non è difficile montare una radio, non sono necessarie attrezzature professionali, né una spesa eccessiva per poter trasmettere”.

Al momento la radio è gestita dal Comitato di Stampa e Propaganda, un gruppo di appena sei ragazzi di questa scuola al maschile, che trasmettono dalle 6.00 del mattino alle 21.00, tutta la settimana. Chiaramente attorno a questo gruppo gravitano altre persone che appoggiano nella manutenzione, la programmazione e con la presenza fisica.

É la prima radio indipendente che nasce all’interno di una Scuola Normal Rural3 e risulta importante tantopiù in un municipio come Tixtla, dove non esiste una tradizione di resistenza, organizzazione o autonomia. In tal senso gioca un ruolo importante sia nel seno della scuola ma anche della comunità in generale, una voce diversa e controcorrente che informi, educhi e soprattutto metta nelle mani della stessa comunità l’informazione. Un mezzo d’informazione libero, autonomo e comunitario dove partecipino gli stessi studenti e i cittadini al servizio della comunità, sia in contesto urbano che rurale.

Programmazione e copertura

Al momento i ragazzi ammettono che organizzarsi non è facile, nè immediato e i mezzi a disposizione e la poca esperienza fanno sì che la programmazione sia ancora in costruzione. Per adesso hanno un notiziario ogni mattina, un programma per bambini, radionovelle, programmi storici (dove si racconta da un altro punto di vista la storia dell’America latina) e tanta musica. Si stanno preparando trasmissioni sulla salute, educazione, ecologia e i diritti umani.

Purtroppo la copertura della radio non è molto ampia e, a parte la città di Tixtla, il segnale non arriva a molte comunità: da una parte è un problema geografico, in quanto la valle di Tixtla è circondata da montagne che non facilitano la trasmissione delle onde elettromagnetiche e dall’altro riguarda difficoltà tecniche, come la potenza dell’attuale trasmissore e l’altezza della torre dell’antenna.

Nonostante ciò gli ascoltatori sono abbastanza: questo si nota dalle tante chiamate, messaggi e mail che arrivano e dal fatto che molti comitati cittadini intervengono direttamente nella radio per fare proposte, promuovere corsi di formazione e presentare progetti.

La Red de Radio y Medios Libres de Guerrero

La Rete di Radio e Media Liberi di Guerrero nasce nell’ Aprile 2012, in seguito ad una riunione tenutasi nella Casa de Justicia della Crac (Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias) – Polizia Comunitaria in San Luis Acatlan, il 30 e 31 di Marzo. A questa riunione hanno partecipato le 8 radio4 indipendenti e comunitarie delle regioni Costa Chica e Montaña.

L’obbiettivo di questa Rete è formare un fronte comune contro la distruzione del territorio5, che si sta perpetuando nello Stato di Guerrero, da parte di imprese straniere: stiamo parlando di miniere, sfruttamento sfrenato delle risorse naturali, contaminazione e distruzione di montagne e fiumi, spostamento forzato di interi villaggi. In cambio queste imprese lasciano terre desertiche e avvelenate, dove non crescono più alberi, fagioli, mais, zucca né tutti gli alimenti base dell’alimentazione locale; al contrario crescono e si raccolgono tumori, malattie della pelle e morte. Tutto questo in nome dell’arricchimento di pochi a scapito del medio ambiente e delle comunità.

Altro aspetto è la necessità di far sentire la propria voce, la voce dal basso delle comunità e dei popoli che vivono questa terra, che non è tenuta in considerazione dai media ufficiali che, anzi, li abbandonano nel più assoluto silenzio.

Infine la rete nasce anche come forma di difesa delle stesse radio, che essendo illegali e soprattutto scomode, rischiano gli attacchi della Segreteria di Comunicazione.

“La relazione con le altre radio è buona – dicono i ragazzi di Ayozinapa – produciamo un notiziario regionale in cui ogni radio partecipa con un proprio audio che informa su quello che succede nella propria regione o municipio, e che viene poi trasmesso in tutte le radio”.

“La rete serve per stare uniti, scambiare informazioni… questo processo nasce dalla necessità di combattere gli attacchi alle radio indipendenti – citano Vaza Radio e Radio Nomndaa – per far fronte ai giganti dell’informazione e per essere presenti sulla questione delle miniere canadesi che stanno distruggendo il territorio, con il tacito assenso delle autorità statali e federali.”

Tutte le informazioni prodotte da ogni singola radio e dalla Rete si pongono in tal modo, come un’ulteriore forma di resistenza al saccheggio delle terre, alle espropriazioni, all’inquinamento, allo sfruttamento selvaggio di risorse come l’acqua, i boschi, il sottosuolo, che rischiano di estinguersi in pochi decenni. Una voce che si alza dal basso, dalla periferia dell’impero contro un neoliberalismo sconclusionato, che al suo passaggio lascia solo danni irrecuperabili e distruzione.

Che serve? Cosa manca?

“La radio è appena nata e mancano molte cose: esperienza, questione tecnica, programmazione, strumenti per migliorare la qualità ma soprattutto la partecipazione della gente… che si facciano workshop”.

La radio è stata inaugurata da studenti che non hanno particolari competenze tecniche, né conoscenze approfondite sul come far funzionare una radio, sia nell’aspetto meramente tecnico ma soprattutto nei contenuti. In tal senso è sottointeso che qualsiasi tipo di apporto è il benvenuto: talleres, trasmissioni, spots e quant’ altro.

Per il prossimo futuro i ragazzi si augurano un segnale più ampio e quindi una torre più alta per l’antenna ed un trasmissore più potente. Sperano anche di ricominciare a trasmettere in streaming (all’inizio si poteva ascoltarli in internet ma un problema al server che li ospitava, da un paio di mesi non lo permette), di avere una programmazione più fitta, con maggiori informazioni su quello che succede nella regione, nello Stato di Guerrero e in Messico in generale; trasmissioni in lingua nahua6, approfondimenti sulla questione delle minerie e della difesa del territorio in generale, programmi educativi. Ma soprattutto la partecipazione attiva delle persone della comunità, che sentano la radio come il proprio mezzo di comunicazione, per far conoscere i fatti e la verità per quello che sono e per costruire un vivere comunitario alternativo, fuori dalla prospettiva capitalista.

[Mexico]Frammenti di un articolo del Processo del 3 Giugno 2012 di Gloria Leticia Diaz

 LE VITTIME VISIBILI ED INVISIBILI DEL SESTENNIO

Secondo le stime di Letizia Ramirez de Alba, che elaborò l’Indice di Vittime Visibili ed Invisibili (IVVI) di delitti gravi, divulgato da qualche mese dall’ organizzazione civile Mexico Evalua, i dati indicano una realtà durissima: 88.361 omicidi dolosi in Messico durante il governo di Felipe Calderon e la sua guerra al narcotraffico; cifre nelle quali non si enumerano le “vittimi invisibili”…

A pochi mesi dalla sua uscita da Los Pinos (residenza presidenziale), le cifre delle vittime della guerra attuata da Felipe Hinojosa Calderon al narcotraffico, sono in costante crescita, così come le l’impatto su ampi settori della popolazione, innanzitutto le famiglie delle vittime; i fatti dimostrano il fallimento della sua politica di sicurezza nazionale.

In base alle denunce registrate dall’Agenzia del Ministero Pubblico federale ed inviate alla SNSP (Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica), fra il Dicembre 2006 ed il Marzo 2012, 120.692 persone sono state vittime di tre delitti: sequestro, estorsione e omicidio doloso. Quest’ultimo è il delitto più frequente, si parla di 88361 casi nel suddetto periodo.

Partendo dalle cifre del Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (INEGI), se consideriamo tre o quattro persone care per ogni vittima la cifra sale approssimativamente a 366.480.

“Se ci atteniamo alle cifre ufficiali, possiamo parlare di un fallimento nella politica di sicurezza pubblica dell’attuale amministrazione”, commenta Leticia Ramirez Alba, responsabile dell’ Indice di Vittime Visibile ed Invisibili (IVVI) dei delitti gravi, pubblicato da Mexico Evalua, nell’agosto 2011. Continue reading

[Messico] 19 giugno, appello e azioni per la libertà di Alberto Patishtan


Giornata contro la prigionia politica e per la libertà di Alberto Patishtan

Rumori metallici di porte che si chiudono.

Passi e sguardi che inciampano su sbarre e torrette armate.

Teste rasate per potare idee e personalità.

Ore marcate al ritmo del niente.

Giusto un pezzetto di cielo…

In tutto il mondo così sono le carceri. Nella città, come nelle campagne, i potenti e i ricchi attaccano chi è sfruttato e non allineato. Ci derubano, ci schiavizzano, ci discriminano e alla fine ci arrestano, quando non ci assassinano.

Cercano così di zittirci, dividerci, intimorirci, però non ci riusciranno perché possiamo continuare a lottare anche dentro il carcere.

Come sempre l’ha fatto Alberto Patishtan Gomez.

Era il 19 giugno del 2000 quando arrestarono Alberto, maestro tzotzil, accusandolo di un delitto che non aveva commesso e che venne fabbricato per punirlo per aver osato stare al lato della gente e contro il sindaco del suo paese, El Bosque, in Chiapas.

Un’ingiustizia che si perpetua da 12 anni. Oggi il compagno Alberto è detenuto in un carcere federale di massima sicurezza, a Guasave (Sinaloa), a più di 2000 Km dalla sua famiglia, i suoi compagni, la sua terra. Lo si punisce con ferocia e rancore perché Alberto ha fatto di ogni carcere una trincea, con un lavoro di politicizzazione dei prigionieri e lottando con e per loro contro le brutalità del sistema di (in)giustizia dello stato messicano.

Come aderenti alla Sesta Dichiarazione dell’EZLN convochiamo nuovamente una mobilitazione per la libertà di Alberto Patishtan, simbolo della lotta contro la prigione, e per gli altri prigionier* politic* della Otra Campaña e del Messico, secondo gli accordi presi durante il “Forum contro la prigionia politica e per la lbertà di Alberto Patishtan” il 12 e 13 Maggio 2012 (Chiapas), organizzato dalla Rete contro la Repressione e per la Solidarietà.

Invitiamo quindi le organizzazioni, gruppi, collettivi e individui del Messico e del mondo a mobilitarsi secondo le proprie possibilità, il giorno 19 Giugno 2012 per esigere la libertà dei compagn* arrestat* con lo slogan:

Contro la repressione e l’oblio: la libertà… dal basso e a sinistra!

Quel giorno, dalle 11.00, avrà luogo nella comunità di Alberto, una manifestazione organizzata dal “Movimiento del pueblo de El Bosque por la libertad de Alberto Patishtan”. Invitiamo a segnalare qualsiasi azione, meeting, manifestazione, striscione, volantinaggio, conferenza, trasmissione, incontro informativo, concerto alla mail: foro.presxs@gmail.com

Abbattiamo i muri delle prigioni!
Prigionier* politic* LIBERTÀ!

I/le partecipanti al “Forum contro la prigionia politica e per la lbertà di Alberto Patishtan”

Fonte: Nodo Solidale

[Mex-Articolo]Giornate Anticapitaliste a Cheran, 24, 25, 26, 27 di Maggio

[Mexico] 19 de Junio. Jornada contra la prisión política y por la libertad de Alberto Patishtán.

dal sito: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/06/08/jornada-contra-la-prision-politica-y-por-la-libertad-de-alberto-patishtan-19-de-junio/

JORNADA CONTRA LA PRISION POLITICA Y POR LA LIBERTAD DE ALBERTO PATISHTAN

Ruidos metálicos de puertas cerradas.                                                                         Pasos y miradas que tropiezan con rejas y torres armadas.
Cabezas rapadas para podar ideas y personalidades.
Horas marcadas al ritmo del vacío.
Apenas un pedacito de cielo…

En todo el mundo así son las cárceles. En la ciudad, en el campo, los poderosos y los ricos atacan a quienes somos explotad@s e inconformes. Nos roban, nos esclavizan, nos discriminan y finalmente nos encarcelan, cuando no nos asesinan.
Buscan así callarnos, desarticularnos, amedrentarnos pero no pueden lograrlo, porque hasta dentro las cárceles podemos seguir luchando.
Como siempre lo ha hecho Alberto Patishtán Gómez.
Era el 19 de junio del año 2000 cuando se llevaron preso Alberto, maestro tzotzil, acusandolo de un delito que nunca cometió y que se le fabricó para punir su osadía por estar a lado del pueblo y en contra del presidente municipal de su pueblo, El Bosque, en Chiapas.
Una injusticia que se sigue perpetuando desde hace 12 años. Hoy el compañero Alberto está encerrado en un penal de máxima seguridad federal, Guasave (Sinaloa), a más de 2000 km de su familia, sus compañeros, su tierra. Se le castiga con saña y rencor porque Alberto ha hecho de cada prisión una trinchera, concientizando a los presos y luchando con y por ellos contra las brutalidades del sistema de (in)justicia del Estado Mexicano.
Como adherentes a la Sexta convocamos nuevamente a la movilización por la libertad de Alberto Patishtán, símbolo de la lucha en prisión, y por los demás pres@s polític@s de La Otra Campaña y del país, según los acuerdos tomados en el “Foro contra la prisión política y por la libertad de Alberto Patishtán” el 12 y 13 de mayo de 2012 (Chiapas), organizado por la Red contra la Represión y por la Solidaridad.
Invitamos, entonces, a las organizaciones, grupos, colectivos e individu@s en México y en el mundo a movilizarse en la medida de sus posibilidades el día martes 19 de junio 2012 para exigir la libertad de l@s luchadores/as sociales bajo la consigna:
“Contra la represión y el olvido: la libertad… abajo y a la izquierda”
Comunicamos que este día, desde las 11 a.m., habrá lugar un acto político en la comunidad de Alberto, organizada por el “Movimiento del Pueblo de El Bosque por la libertad de Alberto Patisthán”.

También les invitamos a señalar su acción, pancarta, mitin, marcha, volanteo, conferencia, mesa informativa, concierto al correo: foro.presxs@gmail.com

¡Abajo los muros de las prisiones!
¡Pres@s polític@s LIBERTAD!

[Messico] Fallece Don Juan Chávez, pilar del movimiento indígena nacional


Originario de la comunidad purhépecha de Nurío, incorruptible y firme, por más que gobiernos y organizaciones quisieron hacerlo suyo, don Juan fue leal a sus convicciones y a los principios de la lucha zapatista desde 1994 y hasta el último de sus días.
Gloria Muñoz Ramírez

Morelia, Michoacán. Don Juan Chávez Alonso, incansable luchador indígena, falleció el sábado 2 de junio, este domingo fue velado en su casa de Nurío, su pueblo natal, y el lunes 4 se le rendirá un homenaje en la jefatura de la tenencia de la tierra, con la presencia de comuneros de la región de la meseta purhépecha y representantes indígenas de diversas partes del país.

Zapatista desde 1994 y hasta el último día de su vida, luchador comunitario, referente indiscutible del movimiento indígena nacional, recuperador de tierras y de la memoria histórica, promotor de la educación indígena, trabajador migrante en Estados Unidos en varias ocasiones, campesino, músico y compositor, poeta sin escritura, un hombre de la tierra, don Juan Chávez Alonso falleció a causa de un accidente ocurrido en su casa mientras construía una troje.

Originario de la comunidad de Nurío, puerta de la meseta purhépecha, incorruptible y firme, por más que gobiernos y organizaciones quisieron hacerlo suyo, don Juan fue leal a sus convicciones y a los principios de la lucha zapatista desde que en 1994 acudió a la Convención Nacional Democrática (CND), convocada por el Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN).

Después de la CND, participó en el diálogo de San Andrés Sacamch’én de los Pobres, en la primera mesa de diálogo entre el EZLN y el gobierno federal, referente a los derechos y la cultura indígena, de abril de 1995 a febrero de 1996. Durante este periodo don Juan se proyectó con toda su autoridad moral y se ganó de inmediato el respeto de todo el equipo de asesores, tanto de los representantes indígenas del resto del país, como de intelectuales y del resto de los acompañantes en un proceso inédito en el mundo. Posteriormente, fue clave en la fundación del Congreso Nacional Indígena (CNI), en octubre de 1996, al lado de la comandanta Ramona-

Con el desconocimiento de los acuerdos por parte de toda la clase política, don Juan acompañó todas las iniciativas encaminadas a la exigencia de su cumplimiento, tales como la marcha de los mil 111 zapatistas a la ciudad de México, la Consulta Nacional por los Derechos de los Pueblos Indios, la Marcha del Color de la Tierra y, finalmente, la puesta en práctica de la autonomía “sin permiso de nadie”, con la que los zapatistas organizan su territorio en cinco Caracoles, dentro de una iniciativa que tuvo eco en Nurío, el pueblo de don Juan, comunidad emblemática del movimiento indígena desde que fue sede del Tercer CNI, en el que participaron la Comandancia General del EZLN y representantes de más de 40 pueblos indios del país.

En 2001, durante la Marcha del Color de la Tierra, fue don Juan uno de los principales oradores al lado de la Comandancia General del EZLN, en el Congreso de la Unión.