[Messico] RADIO PALABRA VERDADERA – reportage dalle radio comunitarie del Guerrero

A metà Maggio 2012 visitiamo il municipio di Chilapa de Alvarez, nella regione Montagna di Guerrero e più precisamente la Scuola Preparatoria [1] 26 “Albert Einstein”, dove si trova la cabina di Radio Uan Milauak Tlajtoli, La palabra Verdadera, una delle radio comunitarie dello Stato, che trasmette sulla frequenza FM 94.1.

La Montagna di Guerrero è una regione che soffre molteplici problemi, tra cui: la distruzione del territorio da parte di imprese minerarie straniere (parliamo di interi boschi, corsi d’acqua, montagne, luoghi sacri), il lavoro sottopagato, l’emigrazione lavorativa verso Nord, la delinquenza organizzata e la costante presenza dell’esercito nelle strade.

Intervistiamo il professore Hugo, insegnante di discipline umanistiche e sociali, nonché uno dei fondatori e coordinatori della radio, Pedro, altro coordinatore e diversi locutori e locutrici, tutt@ studenti della scuola.

NASCITA
Gli e le intervistate ci raccontano che la radio è in funzione dal 20 Novembre 2006 in uno spazio piccolissimo, che era un piccolo ripostiglio della scuola di circa 2metri x 2,5.
Era da tempo che diversi maestri ed ex alunni della Preparatoria discutevano sull’importanza di creare un mezzo di informazione comunitario, differente da quelli ufficiali, che informasse la gente del municipio e che mettesse in comunicazione i vari villaggi della zona.

Il prof. Hugo racconta che la rivolta zapatista del 1994 fu un momento di svolta per il Messico e per le organizzazioni ed i movimenti sociali in generale; già c’erano precedenti “fuochi di rivolta” nel Paese, ma gli e le zapatiste dimostrarono una forza ed un’incisività senza precedenti, un esempio concreto e possibile di un mondo altro, differente da quello venduto dai tecnocrati come Carlos Salinas de Gortari che, con il Trattato di Libero Commercio, aprivano le porte del Primo Mondo al Messico, lasciando da parte realtà marginali come quelle del Chiapas e di Guerrero. La rivolta zapatista favorì in Guerrero la nascita di nuove organizzazioni e diede linfa vitale a quelle già esistenti, creando le basi di diverse esperienze autonome, tra cui figura anche la radio comunitaria.
Anche la nascita di radio Nomndaa nel 2002, nel municipio di Xochistlahuaca, fu fondamentale per gli inizi di Radio Palabras Verdaderas; i diversi maestri della Preparatoria si interessarono da subito e seguirono fin dai primi passi l’esperienza amuzga, fino a quando si misero in contatto ed iniziarono a condividere informazioni e fare formazione tecnica.

“All’inizio la radio sembrava un’utopia, un processo lungo e difficile” dice il prof. Hugo ma adesso si pone come un mezzo necessario per raggiungere l’autonomia, riscattare la memoria storica, la tradizione e le usanze dei popoli nativi, dei contadini e degli anziani”.

PROGRAMMI E CONTENUTI
Come detto la radio nasce all’interno di una Scuola Preparatoria e sono i maestri e gli alunni della stessa scuola a tenerla viva. La definiscono una radio educativa e, fin dalla sua nascita, uno degli obiettivi principali è stato fare in modo che l’informazione prodotta durante le lezioni si diffondesse e che la cultura “universale” si incontrasse con quella locale, con l’intento di “restituire ai popoli la conoscenza”.

La programmazione è molto ampia e gira attorno 5 punti fondamentali: Terra, Salute, Educazione, Giustizia, Rispetto e Resistenza della Madre Terra.
Ciò prende forma in: notiziari con informazioni sulla regione, programmi per bambini dove si leggono favole e si ascolta musica, trasmissioni per i contadini in cui si consiglia tecniche sostenibili rispetto il lavoro del campo.
Una dottoressa conduce un programma sulla salute dove invita a parlare diversi specialisti, ma allo stesso tempo incoraggia e diffonde la conoscenza della medicina tradizionale indigena.
Altra trasmissione è Vocez en Resistencia che tratta dei movimenti sociali, delle varie lotte per il territorio e le esperienze di resistenza (Cheran, la diga La Parota, la Polizia Comunitaria, la lotta alle imprese minerarie…).
Altro programma si chiama Ni Olvido, Ni Perdon, che affronta il tema della repressione dei movimenti sociali e denuncia gli abusi e l’impunità onnipresenti in Messico (la strage di Tlatelolco del ’68, i massacri del Charco e Aguas Blancas a Guerrero, i fatti di Atenco, Chiapas e gli zapatisti,…). A dimostrazione dell’apertura della radio trovano spazio due gruppi locali di Alcolisti e Neurotici Anonimi e partecipano anche due missionarie, vicine alla teologia della liberazione, con un programma chiamata Bajando a la Calle.
Inoltre il collettivo Taller de Desarollo Comunitario di Chilpancingo invia settimanalmente una trasmissione, così come Radio Unam collabora con un programma chiamato Chiapas Expediente Nacional.
Esisteva anche una trasmissione in lingua nahua, che adesso è interrotta, ma va detto che molti degli spots che si producono vengono registrati anche nelle lingue locali.

Il segnale radiofonico all’inizio delle trasmissioni era molto ristretto, appena 10 Km. Con il tempo si è costruita un’antenna di 20 metri e si è recuperato un nuovo trasmettitore che adesso copre un’area di circa 40 Km, riuscendo a raggiungere diversi municipi e soprattutto diverse decine di comunità. Questa radio è importante soprattutto per loro, le comunità, che altrimenti non avrebbero accesso all’informazione in nessun modo. Quando chiediamo agli intervistati come si informavano le persone prima della creazione della radio, ci rispondono che in città ciò avveniva per mezzo della televisione (con il duopolio di Televisa e TeleAzteca), la radio commerciale di Acapulco, un periodico locale e uno statale, El Sur. L’informazione era praticamente tutta manipolata e per le comunità comunque inaccessibile. In tal senso la radio comunitaria assume un valore aggiunto, perché oltre ad informare (o meglio contro-informare), avvicina i vari villaggi (in quanto a comunicazione), affronta tematiche che interessano da vicino gli ascoltatori e che rendono la gente del posto soggetto del discorso radiofonico.
Natasha, una delle locutrici intervistate, ci dice che “non puoi essere autonomo se non controlli l’informazione, la generalizzi, la rendi accessibile… senza censure o repressione”

A parte la mera informazione la radio è utile anche sotto aspetti concreti e quotidiani. Per esempio in alcune occasioni si è portata tutta l’attrezzatura in comunità, per poter trasmettere in diretta durante le feste tradizionali con il doppio obiettivo di avvicinare le persone alla radio e di far cogliere il diritto fondamentale (e Costituzionale) dei popoli alla comunicazione. In altri casi la radio serve per ritrovare bambini che si sono persi, così come animali, per sostenere e promuovere la vendita dei piccoli commercianti schiacciati dalla concorrenza dei supermercati; per mettere in contatto le tante persone che lasciano le comunità per lavorare nel Nord o negli Stati Uniti e che trovano nella radio l’unico mezzo per parlare alle proprie famiglie. E ancora è uno spazio per saluti, auguri, richieste di informazioni, annunci, notizie dalla comunità…Inoltre attraverso la radio si sta riscattando la storia nazionale, intervistando o portando alla luce personaggi della Montagna di Guerrero che hanno partecipato alla Battaglia del 5 di Maggio [2] o alla Rivoluzione (tra le file dell’esercito di Zapata) e che non trovano spazio nei libri di storia.

Nonostante le difficoltà iniziali ora la radio è ascoltata e benvista dagli abitanti di Chilapa e delle varie comunità vicine, che finalmente hanno accesso ad un informazione indipendente, che parte dal locale per arrivare al nazionale; ascoltano musica regionale o in altri casi alternativa e fuori dai circuiti commerciali e cominciano a conoscere e criticare la presenza di imprese straniere che distruggono il territorio con le loro miniere a cielo aperto.

La radio fino ad adesso non ha ricevuto minacce o particolari pressioni dal Governo; semmai ci sono problemi interni alla scuola, vale a dire che diversi insegnanti non sono d’accordo sull’utilità e il tipo di informazione che si produce ed anche il direttore dell’unità accademica ci ha messo del suo, quando voleva che le trasmissioni si fermassero nel periodo estivo delle vacanze ma non ci è riuscito per la resistenza di alcuni professori.

RED DE RADIOS Y MEDIOS LIBRES DE GUERRERO
La creazione della Red de Radios y Medios Libres de Guerrero nasce da un processo lungo, durato anni, in cui c’era stata una certa relazione tra le radio comunitarie, che però si limitava ad incontri durante i vari anniversari delle singole radio. Fu nel Novembre 2011, durante il quinto anniversario di Radio Palabras Verdaderas, che si cominciò a parlare seriamente di una coordinazione tra le varie radio; ufficialmente, la Red nacque nel Marzo 2012 nella Casa di Giustizia di San Luis Acatlan, in particolare per la spinta di Radio Nomndaa, la Crac-PC [3] e il Centro di Diritti Umani della Montagna, Tlachinollan. In questo incontro, che definiscono titanico (dalle 10.00 alle 23.00), si discusse sull’utilità di formare una rete e si decisero i principi comuni [4].
“È stato un successo, un processo utile che avvicina persone che lavoravano isolate…ora siamo in contatto, esiste una relazione di lavoro e produzione ed abbiamo un’ obiettivo comune”.
“La Rete è anche una rete di appoggio per difendersi, arricchirsi, creare fronte comune contro le miniere…dopo la repressione ai Normalistas di Ayotzinapa diventa evidente l’importanza di stare connessi”

Il primo passo concreto della Red è la produzione di un notiziario settimanale, Noticias de mi Pueblo, dove ognuna delle otto radio della rete produce informazioni relative alla propria regione, municipio o comunità.

Gli integranti della radio raccontano anche che la Red ha fatto sì che si approfondissero maggiormente le notizie che venivano diffuse ed in pochi mesi sono venute fuori due questioni importanti: la prima quella dell’introduzione di piante geneticamente modificate, per produrre combustibili nelle terre dei contadini, in cambio di un finanziamento di 10.000 pesos (meno di 600 euro); la seconda quella dei lavoratori stagionali che vanno verso il Nord del Paese per lavorare e spesso tornano a casa senza soldi, dopo mesi di fatiche non retribuite.

CHE MANCA E PIANI FUTURI
Uno degli slogan della radio è “Abbiamo tutto, ma ci manca tutto”, vale a dire che “mancano molte cose, prima fra tutte una migliore organizzazione”; c’è il problema che gli studenti e le studentesse frequentano la scuola per soli tre anni, cosicché ogni anno è necessario tirar dentro nuove persone, formarle e coscientizzarle.
Inoltre, come tutte le radio comunitarie, anche questa non dispone di grossi fondi, né riceve finanziamenti governativi e tutto si mantiene e finanzia grazie a donazioni volontarie; “farebbe sicuramente comodo un’attrezzatura migliore (mixer, microfoni, computer, antenna e trasmissore), una connessione Internet ed una pagina Web ma soprattutto avvicinarsi di più alle comunità, essere più presenti e fare in modo che si uniscano più persone e partecipino più assiduamente, oltre che ascoltare”.

“Sembramos palabras para cosechar esperanza [5], questo fa la radio: lottare per un mondo migliore e diverso da quello in cui viviamo.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

1: La Scuola Preparatoria, più comunemente chiamata bachillerato, è parte dell’Educazione Media Superiore e forma per due o tre anni gli e le studenti in vista dell’Educazione Superiore, solitamente dai 15 ai 18.

2: La Battaglia di Puebla del 5 Maggio 1862, quando l’esercito messicano sconfisse uno degli eserciti più forti dell’epoca, quello del Secondo Impero Francese.

3: Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias, Polizia Comunitaria.

4: Rispetto e sostegno dell’autonomia di ogni radio e comunità, mutuo appoggio, solidarietà, anticapitalismo, indipendenza dai partiti politici e dai Governi, così come dal proselitismo religioso; per l’autogestione, senza rappresentanti, ma le decisioni si prendono per consenso ed in forma assembleare. Infine la difesa dell’identità e l’esercizio dei diritti collettivi.

5: Seminiamo parole per raccogliere speranza

[Mexico] Viaggio tra le radio comunitarie di Guerrero

Giovedì, 5 Luglio, 2012

Sulla Red de Radios y Medios Libres de Guerrero
Vi scrivo un breve report e butto giù qualche impressione personale sul viaggio fatto per le radio comunitarie di Guerrero, tra Maggio e Giugno 2012.
    La prima radio che ho visitato è stata Radio Voces Nuestras della Scuola Normal Rurale di Ayotzinapa. Questa radio è tra le più giovani, in quanto è nata questo Febbraio 2012; l’impulso definitivo alla sua nascita è stata l’uccisione di Alexis e Jorge, il 12 dicembre 2011, durante una protesta. A gestire la radio un Comitato di studenti, che permettono trasmissioni dalle 7.00 del mattino fino alle 22.00. Hanno un attrezzatura minima ma quanto basta per poter trasmettere nel vicino municipio di Tixtla e qualche comunità nelle vicinanze. Tra le cose da dire c’ è che la Scuola di Ayotzi ha una lunga tradizione di resistenza, sicuramente inquadrabile nel socialismo latino di ascendenza marxista-leninista, che sicuramente condiziona la postura degli studenti e della radio. Ma vale sicuramente la pena di pensare eventuali taller sulla questione informativa e tecnica.
    La seconda è stata la Radio Palabras Verdaderas, Uan Milauk Tlajtolli in lingua tlapaneca, che nasce anch’essa all’interno di struttura scolastiche, in questo caso una Scuola Preparatoria. Uno dei fondatori, che è stato tra i miei referenti, è il maestro Hugo, insegnante di discipline umanistiche, che tiene viva questa radio con la partecipazione di un paio di ex-studenti, alcuni alunni della scuola, individui e diverse associazioni civili della città. É attiva dal 20 Novembre 2007 e trasmette in tutto il municipio di Chilapa e molte comunità dei dintorni; ci sono diversi programmi che girano attorno 4 temi principali: politico, educativo, salute, terra e libertà. Le trasmissioni ci sono dalle 7.30 alle 22.00, anche in periodo di vacanze. Continue reading

[Messico] Reportage audio sulle radio comunitarie dello stato di Guerrero

Entrevista Vaza Radio

Entrevista al Comite’ de Radio Voces Nuestras de Ayotzinapa

Entrevista a la Radio Palabra Verdadera

[MESSICO] INTERVISTA Al COMITE’ DI AYOTZINAPA DELLA RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS – GUERRERO

MAGGIO 2012

LA PIRATA – Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie

RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS, 94.1 FM

La radio comunitaria Voces Nuestras Voz de Todos si trova nella Scuola Normale Rurale Isidro Burgos1 di Ayotzinapa, appena fuori il municipio di Tixtla, ubicato nella montagna di Guerrero, a circa 20 Km dalla capitale dello Stato, Chilpancingo.
La radio nasce il 3 Febbraio 2012 come iniziativa degli studenti, anche se – ci tengono a precisare – la sua inaugurazione avrebbe dovuto coincidere con l’anniversario della morte di Genaro Vazquez Rojas2, il due dello stesso mese, ma alcuni problemi tecnici l’hanno posticipata di un giorno.

L ‘idea di creare una radio comunitaria dentro la scuola era già in cantiere da diverso tempo, anche se non aveva mai preso forma. Purtroppo la spinta definitiva è nata da un evento tragico: il 12 Dicembre 2011, durante una protesta in cui si stava bloccando l’autostrada Chilpancingo-Acapulco per esigere un incontro con il governatore dello Stato Ángel Aguirre Rivero e avanzare le loro richieste educative, hanno perso la vita due ragazzi, Gabriel Echeverría de Jesús, di 20 anni e Jorge Alexis Herrera, di 21, a causa di colpi d’arma da fuoco, sparati dalla polizia giunta a reprimere la protesta.

I media ufficiali hanno provato in tutti i modi a coprire questo avvenimento ed infangare la verità, prima dicendo che gli studenti erano armati, poi accusandoli di aver incendiato una stazione di benzina, fino a dichiarare che i colpi che avevano ucciso i due ragazzi provenivano dalla loro stessa fila. Fortunatamente la verità è venuta fuori anche se la giustizia non ha completato il suo corso: diversi funzionari e poliziotti sono stati allontanati o trasferiti ma nessuno è finito in carcere o ha subito un processo, tantomeno i mandanti.

Il 28 Marzo 2012 la Commisione di Diritti Umani ha reso pubblico un rapporto nel quale si riconosce la legittimità della protesta del 12 Dicembre; inoltre considera pienamente accreditata l’esistenza di gravi violazioni dei diritti umani da parte della Polizia Federale e Statale per quanto riguarda: la criminalizzazione della protesta sociale, l’uso irrazionale della forza e delle armi da fuoco, l’assassinio di Jorge e Alexis, la tortura a uno studente per fargli estorcere una falsa testimonianza, le lesioni da arma da fuoco provocate ad altri tre studenti, il trattamento crudele e gli arresti arbitrari attuati contro studenti e persone che non c’entravano nulla con quello che stava accadendo ed infine l’inadeguato soccorso a le vittime.

Cosicchè la radio è nata a poco più di due mesi di distanza da questi tragici avvenimenti, anche per smentire le menzogne dei media ufficiali e per permettere agli studenti di raccontare la loro versione dei fatti e testimoniare la terribile repressione subita lo scorso dicembre.

“Non è difficile fare radio”

Radio Vocez Nuestras prende vita in una stanzetta di 2,5m x 5m e l’attrezzatura è minima: due computer fissi, collegamento internet, telefoni (fisso e cellulare), due microfoni, un mixer, un trasmissore da 150 watt ed un’antenna auto-costruita. I ragazzi dicono che “non è difficile montare una radio, non sono necessarie attrezzature professionali, né una spesa eccessiva per poter trasmettere”.

Al momento la radio è gestita dal Comitato di Stampa e Propaganda, un gruppo di appena sei ragazzi di questa scuola al maschile, che trasmettono dalle 6.00 del mattino alle 21.00, tutta la settimana. Chiaramente attorno a questo gruppo gravitano altre persone che appoggiano nella manutenzione, la programmazione e con la presenza fisica.

É la prima radio indipendente che nasce all’interno di una Scuola Normal Rural3 e risulta importante tantopiù in un municipio come Tixtla, dove non esiste una tradizione di resistenza, organizzazione o autonomia. In tal senso gioca un ruolo importante sia nel seno della scuola ma anche della comunità in generale, una voce diversa e controcorrente che informi, educhi e soprattutto metta nelle mani della stessa comunità l’informazione. Un mezzo d’informazione libero, autonomo e comunitario dove partecipino gli stessi studenti e i cittadini al servizio della comunità, sia in contesto urbano che rurale.

Programmazione e copertura

Al momento i ragazzi ammettono che organizzarsi non è facile, nè immediato e i mezzi a disposizione e la poca esperienza fanno sì che la programmazione sia ancora in costruzione. Per adesso hanno un notiziario ogni mattina, un programma per bambini, radionovelle, programmi storici (dove si racconta da un altro punto di vista la storia dell’America latina) e tanta musica. Si stanno preparando trasmissioni sulla salute, educazione, ecologia e i diritti umani.

Purtroppo la copertura della radio non è molto ampia e, a parte la città di Tixtla, il segnale non arriva a molte comunità: da una parte è un problema geografico, in quanto la valle di Tixtla è circondata da montagne che non facilitano la trasmissione delle onde elettromagnetiche e dall’altro riguarda difficoltà tecniche, come la potenza dell’attuale trasmissore e l’altezza della torre dell’antenna.

Nonostante ciò gli ascoltatori sono abbastanza: questo si nota dalle tante chiamate, messaggi e mail che arrivano e dal fatto che molti comitati cittadini intervengono direttamente nella radio per fare proposte, promuovere corsi di formazione e presentare progetti.

La Red de Radio y Medios Libres de Guerrero

La Rete di Radio e Media Liberi di Guerrero nasce nell’ Aprile 2012, in seguito ad una riunione tenutasi nella Casa de Justicia della Crac (Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias) – Polizia Comunitaria in San Luis Acatlan, il 30 e 31 di Marzo. A questa riunione hanno partecipato le 8 radio4 indipendenti e comunitarie delle regioni Costa Chica e Montaña.

L’obbiettivo di questa Rete è formare un fronte comune contro la distruzione del territorio5, che si sta perpetuando nello Stato di Guerrero, da parte di imprese straniere: stiamo parlando di miniere, sfruttamento sfrenato delle risorse naturali, contaminazione e distruzione di montagne e fiumi, spostamento forzato di interi villaggi. In cambio queste imprese lasciano terre desertiche e avvelenate, dove non crescono più alberi, fagioli, mais, zucca né tutti gli alimenti base dell’alimentazione locale; al contrario crescono e si raccolgono tumori, malattie della pelle e morte. Tutto questo in nome dell’arricchimento di pochi a scapito del medio ambiente e delle comunità.

Altro aspetto è la necessità di far sentire la propria voce, la voce dal basso delle comunità e dei popoli che vivono questa terra, che non è tenuta in considerazione dai media ufficiali che, anzi, li abbandonano nel più assoluto silenzio.

Infine la rete nasce anche come forma di difesa delle stesse radio, che essendo illegali e soprattutto scomode, rischiano gli attacchi della Segreteria di Comunicazione.

“La relazione con le altre radio è buona – dicono i ragazzi di Ayozinapa – produciamo un notiziario regionale in cui ogni radio partecipa con un proprio audio che informa su quello che succede nella propria regione o municipio, e che viene poi trasmesso in tutte le radio”.

“La rete serve per stare uniti, scambiare informazioni… questo processo nasce dalla necessità di combattere gli attacchi alle radio indipendenti – citano Vaza Radio e Radio Nomndaa – per far fronte ai giganti dell’informazione e per essere presenti sulla questione delle miniere canadesi che stanno distruggendo il territorio, con il tacito assenso delle autorità statali e federali.”

Tutte le informazioni prodotte da ogni singola radio e dalla Rete si pongono in tal modo, come un’ulteriore forma di resistenza al saccheggio delle terre, alle espropriazioni, all’inquinamento, allo sfruttamento selvaggio di risorse come l’acqua, i boschi, il sottosuolo, che rischiano di estinguersi in pochi decenni. Una voce che si alza dal basso, dalla periferia dell’impero contro un neoliberalismo sconclusionato, che al suo passaggio lascia solo danni irrecuperabili e distruzione.

Che serve? Cosa manca?

“La radio è appena nata e mancano molte cose: esperienza, questione tecnica, programmazione, strumenti per migliorare la qualità ma soprattutto la partecipazione della gente… che si facciano workshop”.

La radio è stata inaugurata da studenti che non hanno particolari competenze tecniche, né conoscenze approfondite sul come far funzionare una radio, sia nell’aspetto meramente tecnico ma soprattutto nei contenuti. In tal senso è sottointeso che qualsiasi tipo di apporto è il benvenuto: talleres, trasmissioni, spots e quant’ altro.

Per il prossimo futuro i ragazzi si augurano un segnale più ampio e quindi una torre più alta per l’antenna ed un trasmissore più potente. Sperano anche di ricominciare a trasmettere in streaming (all’inizio si poteva ascoltarli in internet ma un problema al server che li ospitava, da un paio di mesi non lo permette), di avere una programmazione più fitta, con maggiori informazioni su quello che succede nella regione, nello Stato di Guerrero e in Messico in generale; trasmissioni in lingua nahua6, approfondimenti sulla questione delle minerie e della difesa del territorio in generale, programmi educativi. Ma soprattutto la partecipazione attiva delle persone della comunità, che sentano la radio come il proprio mezzo di comunicazione, per far conoscere i fatti e la verità per quello che sono e per costruire un vivere comunitario alternativo, fuori dalla prospettiva capitalista.

[Messico] DIGNA RADIO 6.0 – Autunno 2011

E’ uscita la nuova trasmissione di Digna Radio, un notiziario radiofonico sui movimenti sociali che scuotono il Messico, in basso e a sinistra, realizzato dalla PIRATA (Nodo Solidale, gruppo Nomads di Xm24 e il Collettivo Zapatista di Lugano).


>>> download

In questa sesta edizione si trovano analizzati i seguenti fatti:

- Escalation di aggressioni contro le comunità zapatiste
- Analisi sul carteggio del Subcomandante Marcos su “Etica e Politica”
- Omicidi e minacce contro il territorio libero di Ostula
- La polizia spara sugli studenti: due morti in Guerrero
- Prigionieri politici in Chiapas: 39 giorni di sciopero della fame

Durata: 32’18”
Lingua: Italiano

Marchan miles en apoyo a demandas de estudiantes de la Normal de Ayotzinapa

Chilpancingo, Guerrero, 2 de febrero.

Miles de personas marcharon hoy en apoyo a los estudiantes de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, y sus demandas de realizar juicio político al gobernador Ángel Aguirre Rivero y castigar a los autores intelectuales y materiales de la muerte de los alumnos Gabriel Echeverría de Jesús y Jorge Alexis Herrera Pino, ocurrido durante el desalojo del 12 de diciembre de la Autopista del Sol México-Acapulco.

Por la mañana, integrantes de la Federación de Estudiantes Campesinos Socialistas de México –a la que pertenecen los alumnos de las 16 escuelas normales rurales del país– efectuaron en la Normal de Ayotzinapa un acto solemne en memoria del guerrillero Genaro Vázquez Rojas, fundador de la Asociación Cívica Nacional Revolucionaria (ACNR), muerto hace 40 años.

Posteriormente, se trasladaron a Chilpancingo, donde los esperaban organizaciones campesinas de la Costa Grande, Costa Chica y Montaña, para marchar rumbo al palacio de gobierno.

Pablo Juárez Cruz, dirigente de los normalistas, rechazó los señalamientos de diputados locales y federales, sobre todo del PRD, así como de funcionarios de las Secretaría de Educación Pública y Secretaría de Educación de Guerrero (SEG) de que no procede el juicio político contra Aguirre Rivero.

Juárez Cruz anunció que una asamblea acordó que el próximo lunes regresarán a clase con maestros de la Universidad Autónoma de Guerrero (UAG) y otras instituciones educativas, porque “ya contamos con una propuesta de trabajo que esperamos sea aceptada por las autoridades educativas, que ahora dicen que por la normatividad que rige no se puede recuperar clases con maestros de fuera.

Preguntamos al gobierno de Ángel Aguirre que si cuando asesinaron a nuestros compañeros respetaron la normativa de la ley que prohíbe el uso de armas en las manifestaciones, y ahora el gobierno perredista pretende desconocer el semestre y violar nuestros derechos humanos y el derecho a la educación, agregó.

Dijo que si el gobierno estatal tiene voluntad política, entonces que ordene a la titular de la SEG, Silvia Romero Suárez, que convoque a los maestros de base de la Normal de Ayotzinapa el martes, cuando se inicia el semestre, y los obligue a impartir clases. Pero debe saber que, de todos modos, nosotros vamos a recuperar el semestre a partir del lunes venidero con los maestros externos que coordina el profesor Arturo Miranda Ramírez.

Miranda Ramírez, también dirigente de la ACNR, consideró que el ideario de Genaro Vázquez Rojas sigue vigente.

Hoy, más que nunca, la lucha contra la oligarquía mexicana se hace más que necesaria; la mejor prueba es que son más de 50 millones de mexicanos los que viven en pobreza extrema debido al sistema capitalista.

Fonte: la Jornada: http://www.jornada.unam.mx/2012/02/03/sociedad/042n1soc

Noticias sobre la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa

[Messico] Policías reprimen a estudiantes de la Normal Ayotzinapa, varios muertos.


El día de hoy, 12 de diciembre, siendo las 12 horas, aproximadamente 300 estudiantes de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, tomaron la caseta de salida de la carretera Chilpancingo-Acapulco, para exigir el cumplimiento a sus peticiones de educación al gobierno del Estado de Guerrero. A las 12:30 se presentaron elementos de la Policía Federal y Policía de la Fuerzas Especiales, los cuales abrieron fuego contra los estudiantes, así como persecución contra ellos golpeándolos y deteniéndolos a varios de ellos. Nos confirmaron a las 12:50 que hay 2 muertos, hay cinco heridos por balas y 22 detenidos.

Pedimos a todas las organizaciones sociales, civiles y de derechos humanos que estén atentas a la situación y a la defensa y denuncia de los hechos que se susciten de este ataque a los estudiantes normalistas.

COLECTIVO CONTRA LA TORTURA Y LA IMPUNIDAD

Cronología del desalojo

En 40 minutos la movilización de normalistas de Ayotzinapa, que bloqueaban la autopista México-Acapulco, se vio interrumpida por disparos y gases lacrimógenos por parte de la Policía Federal. El proceso de la manifestación se observa desde una cámara colocada sobre la autopista hacia Acapulco.

Los estudiantes de la Normal de Ayotzinapa, en el estado de Guerrero, mantenían un bloqueo, único medio disponible para exigir una audiencia con la aristocracia privada que vive del gasto publico. Las exigencias eran sencillas; que se aumente la matricula estudiantil, que se destinen más recursos para gastos alimenticios, y el mantenimiento y reparación de las instalaciones. La respuesta fueron los balazos.