[Messico] Pubblicazione del fumetto “VIOLENZA VERSO LE LAVORATRICI SESSUALI”

Violencia hacia las trabajadoras sexuales” è il titolo del nuovo fumetto che la Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez” A.C., diffonde a partire dal 10 dicembre 2011, per commemorare la Giornata dei Diritti Umani nell’ambito del sesso commerciale.

Clicca qui per leggere online il fumetto (in spagnolo)

La Brigada Callejera ci mostra i vari tipi di violenza di genere, subite quotidianamente dalle lavoratrici sessuali, alle quali vengono sistematicamente violati i diritti umani. Il fumetto ricrea, in maniera didattica, la forma in cui queste donne sono oggetto di violenza fisica, psicologica, economica, patrimoniale e sessuale, a livello famigliare, comunitario, lavorativo, istituzionale e femminicida. Inoltre vuole mostrare come sono picchiate e minacciate quotidianamente dai compagni che le sfruttano, da matrone che controllano il loro lavoro e dai funzionari pubblici che ne approfittano; ci illustra i meccanismi di controllo che gli sfruttatori del sesso hanno per appropriarsi dei loro soldi e patrimoni e le modalità con cui si esercita suddetta violenza. Continue reading

Chi è e cosa fa la Brigada Callejera

BRIGADA CALLEJERA DE APOYO A LA MUJER “ELISA MARTINEZ”

La Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martinez” è una organizzazione civile, senza scopo di lucro, apartitica e laica, che opera a Città del Messico con due cliniche autonome. E’specializzata nell’appoggio a lavoratrici sessuali e nella prevenzione di HIV, AIDS e delle varie infezioni sessualmente trasmettibili; si occupa inoltre di modificare quegli stereotipi per cui le donne sono viste come oggetti sessuali e di far rispettare la diversità sessuale in tutti gli ambiti della società.

Fondata nel 1995, attualmente sviluppa un programma di lavoro comunitario dove la partecipazione delle donne assicura un maggiore impatto sociale nella lotta alla povertà e nella trasmissione di malattie sessuali. Per sviluppo comunitario si intende un insieme di pratiche che sviluppano le competenze/abilità di ogni persona, famiglia, gruppo e comunità, allo scopo di rendersi autonomi e migliorare le proprie condizioni di vita.
Per sostenersi si autofinanzia, con la vendita di preservativi.

La sua “missione” è combattere le cause che generano il sesso commerciale, affinché le persone più colpite dalla discriminazione si rendano autonome e superino gli ostacoli culturali che gli impediscono di prevenire la trasmissione di malattie e infezioni sessuali, lo sfruttamento sessuale infantile ed eliminare i meccanismi sociali che riproducono la povertà e lo sfruttamento. Continue reading

L’Altra Campagna e la lotta di classe delle lavoratrici sessuali in Messico

Le lavoratrici sessuali di Città del Messico e della provincia ci dimostrano che l’autorganizzazione è un valido strumento di lotta in tutte le latitudini, compreso nei vicoli più fetenti dei bassifondi della metropoli più grande del mondo.
Questo libretto, oltre ad esplorare il processo organizzativo di un collettivo urbano, invita al dibattito su due grandi nodi: il primo è il superamento della dicotomia abolire/legalizzare la prostituzione. La Brigata di Strada sfugge a questa morsa e antepone l’autodeterminazione delle lavoratrici sessuali alle speculazioni di terzi sul destino di queste ultime.
L’altra grande questione: la possibilità che un collettivo immerso nella lotta sociale riesca a trascendere quest’ultima e aspirare all’organizzazione politica più ambiziosa, la rivoluzione, senza perdere la propria specificità sociale. Il testo analizza passo a passo questo processo rivoluzionario dal basso, dove ogni tappa si inserisce in un contesto teorico che non perde mai di vista l’orizzonte utopico e la costruzione di alleanze strategiche con gli altri settori della classe lavoratrice messicana. La rottura, con azioni di lotta concrete, di quell’altra dicotomia che aliena il sociale dal politico.
L’Altra Campagna e la lotta di classe delle lavoratrici sessuali in Messico” è un testo per studiare l’influenza dello zapatismo nei meandri oscuri della metropoli, laddove le lavoratrici sessuali e gli indigeni scoprono qualcosa in comune: una ferita chiamata emarginazione e un sogno chiamato AUTONOMIA.

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