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30 ottobre 2012 Il Caracol V Que Habla para Todos denuncia minacce, sgombri, furti, intimidazioni e la presenza delle forze di sicurezza pubblica nelle comunità zapatiste “Comandante Abel” e Unión Hidalgo.


Pubblichiamo interamente la terza denuncia del Caracol V Roberto Barrios.

Caracol v que habla para todos Roberto Barrios Chiapas México
Junta de Buen gobierno, Nueva Semilla que va a producir

Al dì del 29 ottobre del 2012.
Alla società Civile nazionale ed internazionale.
Agli aderenti dell’Altra Campagna
Alla sesta internazionale.
Ai mezzi di comunicazione indipendenti.
Agli organismi indipendenti dei diritti umani.
Alla stampa nazionale ed internazionale.

Compagni e compagne
Fratelli e sorelle del Messico e del mondo.
Come giunta del buon governo “Nueva semilla que va a producir”della zona nord del Chiapas, Messico, facciamo pubblica la quarta denuncia sulle minacce, sgombri, intimidazioni e la presenza delle forze di ordine pubblico, che in questo momento stanno vivendo e soffrendo i nostri villaggi come la nuova comunità “Comandante Abel”e la comunità di Unión Hidalgo, i nostri compagni basi d’appoggio uomini e donne, bambini e bambine.

1. Il terreno dei nostri compagni ,occupato dai paramilitari provenienti da Unión Hidalgo nel giorno 6 settembre, si sta già cominciando a ripartire tra gli invasori, questi cominciarono a misurarlo il giorno 25 settembre e terminarono il giorno del 21 ottobre, per ripartirsi così ognuno il suo pezzo di terra.
- Come abbiamo già menzionato nelle denuncie anteriori, gli invasori si sono appropriati degli
11 ettari seminati a mais dai nostri compagni, e rubarono tutto il raccolto, non lasciando nulla, adesso questi 11 ettari sono stati tutti puliti e hanno seminato fagioli.
- Il giorno 24 ottobre alle ore 20:00 arrivarono altri paramilitari della comunità Unión Hidalgo per dare un rinforzo alle fila degli invasori che stanno occupando il terreno recuperato dai nostri compagni base d’appoggio.
2.- Questo conflitto continua a nuocere ai nostri compagni basi d’appoggio zapatisti che vivono nella comunità Unión Hidalgo e rimasero lì per prendersi cura della propria casa e dei pochi averi rimasti, a causa dello sfollamento che hanno subito i propri familiari in un’altra comunità per le continue minacce ricevute dai paramilitari, loro compaesani, fatto già menzionato nella nostra denuncia dell’ 11 settembre.
All’alba del giorno 16 ottobre alle ore 1:00 all’incirca, i gruppi paramilitari della Comunità Unión Hidalgo spararono 5 colpi in un solo momento con armi di grande calibro, successivamente le raffiche si alternavano ogni 15 minuti fino alle 3: 00, complessivamente furono sparati 15 colpi, l’ultimo da una distanza di 150 metri dalla casa di un compagno base d’appoggio. E alle ore 22:00 dello stesso giorno ci furono 2 raffiche di colpi d’arma da fuoco continue, fino ad arrivare alle ore 24:00. Al fine di continuare con le minacce e le persecuzioni arrivarono, nella comunità di Unión Hidalgo, 15 agenti di sicurezza pubblica, nel giorno 17 ottobre.
3.- Il 25 ottobre, nel terreno invaso, alle ore 17:30, i paramilitari si muovevano secondo uno schema militare, divisi in tre gruppi da 6 con armi di grande calibro e, in questa circostanza mandano una commissione di 4 verso il accampamento della polizia, e successivamente, alle ore 18:00, la polizia si diresse verso il fiume, territorio anch’esso occupato dai paramilitari. Ed alle ore 20:00, le forze del (dis)ordine spararono 3 colpi dal luogo dove sono posizionati.
La polizia quotidianamente pattuglia il percorso che collega Sabanilla a S.Patricio e,per il pomeriggio e per la notte, si muovono da San Patricio alla postazione occupata dai paramilitari,
ed in Unión Hidalgo, quando gli invasori si spostano anche la polizia si mobilita, ed è chiaramente evidente che la polizia ed i paramilitari sono una sola forza ed hanno una sola direzione che li guida a compiere le proprie azioni belliche e delittuose, l’obiettivo principale della polizia, che è un ordine diretto dei loro capi, Felipe Calderón, Juan Sabines, Artemio Gómez Sánchez presidente municipale di Sabanilla e Limber Gutiérrez Gómez presidente municipale di Tila, è allenare e preparare al meglio gli invasori e farli sentire sicuri nel compiere le loro azioni di minacce, furti, intimidazioni e di persecuzione.
Il mal governo afferma in uno scritto datato il 9 ottobre del 2012, che i gruppi di San Patricio e Unión Hidalgo, in comune accordo, richiesero al governo dello Stato la presenza della forza pubblica, con l’unica finalità di salvaguardare l’ordine e la convivenza pacifica degli abitanti del luogo. Segnalano anche che per tutto il tempo si sono rispettati i diritti dei militanti dell’EZLN.

Che necessità hanno i paramilitari, della polizia, nel momento in cui egli stessi hanno invaso il terreno dei nostri compagni e delle nostre compagne base di appoggio?

Che necessità hanno questi gruppi paramilitari, quando loro stessi hanno cacciato dalle loro terre donne e bambini, fuggiti via per le continue raffiche di colpi da fuoco?

Che bisogno ha della presenza della polizia un gruppo paramilitare in un luogo dove stanno sgombrando, rubando e saccheggiando tutti gli averi dei nostri compagni davanti ai loro occhi?

Che necessità c’è della polizia in un luogo dove i paramilitari, in presenza delle forze del (dis)ordine, realizzano le proprie azioni di intimidazioni, di minacce e di provocazione bellica?

Qual è il pericolo che sta correndo questo gruppo paramilitare in modo che il mal governo giustifichi la presenza della polizia e attenda le sue richieste.

Quali aggressioni, furti, minacce e intimidazioni stanno commettendo le nostre basi d’appoggio tanto da indurre il gruppo paramilitare a fare una richiesta di sicurezza allo stato?

Che bisogno ha della polizia un gruppo paramilitare preparato ed armato che commette azioni di sgombro, minacce, intimidazioni di fronte un gruppo di uomini, donne e bambini che vivono lavorando e coltivando la propria terra per il sostegno delle loro famiglie e figli, e che stanno sopportando in maniera pacifica le aggressioni e tutte le azioni violente e delittuose come furti, minacce, sgombri e sottrazione della propria terra?
Si deve vergognare il mal governo ad affermare che la presenza della polizia è solo per salvaguardare l’ordine e la pace sociale e che davanti ai loro occhi si consumano furti, minacce, movimenti dei paramilitari e spari d’arma da fuoco di grosso calibro.
Deve dire chiaramente che inviò la sua polizia per salvaguardare i paramilitari che sgombrano, rubano e sottraggono la terra e il raccolto dei nostri compagni base d’appoggio.

La Storia non si è mai sbagliata, il mal governo ha sempre preparato i propri poliziotti e i paramilitari per rubare, uccidere, far scomparire, sgombrare, depredare le persone povere ed innocenti che lottano per sopravvivere, questa storia l’abbiamo vista dal cuore dei nostri popoli, e così fecero negli anni 95, 96 e 97 nel municipio di Sabanilla, nella zona bassa di Tila, commisero numerosi furti, assassinii, sequestri, sgombri e incendi di case di famiglie innocenti, che fino ad ora i responsabili sono rimasti impuniti e protetti dal mal governo, vale a dire, non si è fatta giustizia come successe in Acteal, nel Municipio del Bosques, in Atenco, in Oaxaca, e anteriormente, nel 1968 in Tlatelolco con gli studenti e molte morti in più nel nostro paese.
Il mal governo diretto da Felipe Calderón e da Juan Sabines non ha fatto niente per risolvere il conflitto e tutti questi atti delittuosi compiuti dai gruppi paramilitari, al contrario invia poliziotti come rinforzo per gli invasori, invece di ritirare questo gruppo dal terreno recuperato dai nostri compagni, e come risultato hanno incoraggiato la violenza per imporre il proprio progetto di “regolarizzazione”.
Come abbiamo già detto e continuiamo a sostenere la nostra posizione, non permetteremo mai che ci tolgano le terre recuperate nel 1994, e la questione del “regolarizzare”non vale niente per noi, e non lo stiamo chiedendo. Questa terra è già stata consegnata a chi la vive e la lavora. Nella data del 29 aprile, noi della Giunta del Buon Governo siamo stati con cuore umano nella comunità, abbiamo unito le due parti ,ovvero, le nostre basi d’appoggio ed i filogovernativi senza considerare le appartenenze politiche, senza inganni, senza usare presupposti economici per comprare le autorità o rappresentanti, alle spalle della comunità affinché prendano accordi che ingannino e nuocciano la stessa comunità, andammo e li riunimmo tanto alle autorità così come i membri, tenendo conto di coloro che vivono e lavorano questa terra durante molti anni per sostenere le proprie famiglie, gli abbiamo proposto che le proprietà di San Patricio y Los Angeles rimangano ai filogovernativi affinché la lavorino e vivano lì per sostenere le proprie famiglie e figli perché sappiamo che hanno pieno diritto per il tempo che hanno impiegato nel lavoro, e le nostre basi di appoggio gli abbiamo proposto di tenersi la proprietà della Lampara. La proposta fu accettata da entrambi le parti, anche se ci costò la riubicazione, ma l’abbiamo fatto con tutta la volontà ed il cuore che abbiamo come zapatisti, in modo da evitare scontri per le differenze ideologiche e affinché ogni gruppo possa vivere in armonia, godere dei suoi diritti alla terra ed esercitare la sua forma di vita e di organizzazione come meglio credano, in comune accordo si fece un atto di separazione degli integranti del nucleo agrario firmato da entrambi le parti, la filogovernativa e la ufficiale.
Nella costruzione della nostra autonomia che esercita il nostro autogoverno, disconosciamo la parola “regolarizzazione”della terra, il mal governo la utilizza come uno strumento per manipolare le persone che tuttavia si lasciano ingannare, facendoli credere che con gli incartamenti legali si può vivere tranquilli ed essere padroni delle proprie terre, lavorandola al meglio. Però tutto questo successivamente servirà solo per giustificare un esproprio legale, in quanto per loro la terra è come una merce che si può vendere e comprare per mezzo di incartamenti e documenti.
Noi ci domandiamo: dove rimane il diritto dei popoli indigeni, gli abitanti originari di questa terra messicana, ed il diritto di esercitare il proprio auotogoverno e la libera determinazione proprio come lo menzionano i convegni internazionali e gli accordi di San Andrés?
Per questo diciamo a questi mal governi che tirino fuori i propri gruppi di delinquenti o agiremo con determinazione. Se qualcuno muore, voi siete i colpevoli ed i responsabili del sangue versato, sarà un altro carico in più degli oltre 70mila morti assassinati a livello nazionale secondo i vostri ordini. Sosteniamo la nostra parola della terza denuncia e se non l’avete letta, potete comiciare.
Lo sapete che questa non è la prima volta che mandate ad invadere con i vostri gruppi paramilitari assassini e ingaggiati da voi. La prima volta fu il 10 settembre 2011, dove i nostri compagni persero tutti i loro averi, e questa volta fu il giorno 6 settembre del 2012 dove rubarono tutto il raccolto. Non è giusto che i nostri compagni base d’appoggio continuino a lavorare e che il proprio raccolto serve per mantenere le bocche di questi paramilitari insieme alle loro mogli e figli alle spalle del popolo povero che lavora con il sudore della fronte per sopravvivere mentre voi continuate ad ingrassarvi come maiali.
Vi domandiamo che cosa volete ottenere con tutte queste azioni? Parlate chiaro come parliamo noi altri, o meglio dite che volete solo uccidere, sgombrare, rubare ed assassinare. È una pena che in Messico esista un tal mal governo che nella sua testa invece di avere un’intelligenza, ci sia della merda.
Compagni e compagne, fratelli e sorelle, vi esortiamo a prestare attenzione a questa situazione tanto difficile che stanno vivendo i nostri popoli in rivolta.

Attentamente
Mandar Obedeciendo

Il presente documento è stato bollato dalla Giunta di Buon Governo NUEVA SEMILLA QUE VA A PRODUCIR e firmato dai seguenti rappresentanti in turno:
Paulina López Trujillo, José Martínez Flores, Angélica López Mondejos y Juventino Jiménez Pérez.

[Messico] Video Report della Caravana d’appoggio nella Nuova Comunità Comandante Abel

I giorni 18,19,20 settembre 2012 si recò una caravana d’appoggio alle BAEZLN nella Nuova Comunità Comandante Abel, che dal 8 settembre passato è assediata dai paramilitari.

Guarda il video

L’ignobile situazione dei prigionieri di coscienza come Alberto Patishtan.

 


Domani sarà operato alla testa per un turmore.

Nell’attesa della sua operazione, Alberto Patishtàn rimane ammanettato ad un letto dell’Istituto Nazionale di Neurologia, nella città del Messico.

 

La Jornada Domenica 7 ottobre 2012-10-09

 

San Cristóbal de las Casas, Chiapas, 6 Ottobre.

I prigionieri dell’Altra Campagna nel penale n.5 di questo municipio, denunciarono telefonicamente  che il loro compagno Alberto Patishtán Gómez si trova ammanettato ad un letto dell’Istituto di Neurologia Manuel Velasco Suárez, a Città del Messico.

“Ha bisogno di riposo, subirà un’operazione alla testa  il lunedì, non possono tenerlo legato di giorno e di notte”, spiegò Pedro López Jiménez, portavoce dei prigionieri Solidarios de la voz del amate. “Ciò che stanno facendo è una tortura psicologica, violando così i suoi diritti”. I reclusi fanno responsabile di ciò il comandante Nefer del Gruppo Lobo (specializzato nel trasferimento dei detenuti), che fu confermata anche dai familiari del professore.

Dal Distretto Federale, sua figlia Gabriela Patishtán affermò che il summenzionato Nefer “ ci ha proibito le visite che abbiamo per diritto, in quanto familiari ed amici, e adesso si trova ammanettato per 24 ore al giorno, ciò ci sembra ignobile, in quanto dovrebbe stare in buone condizioni per prepararsi all’operazione di lunedì, però purtroppo con questa mancanza di rispetto fa in modo che non possa godere del riposo che anche i medici gli hanno consigliato.”

Questo lunedì sarà operato chirurgicamente per un tumore ipofisario  che gli ha danneggiato seriamente la vista e si calcola che abbia una lunghezza di 4 cm di diametro. Per molto tempo, includendo un ricovero di sei mesi nell’ ospedale Vida Mejor di Tuxtla Gutiérrez, la sofferenza di questo riconosciuto prigioniero di origine tzotil, è stata malintesa o inascoltata dalle autorità carcerarie e dal personale medico.

La richiesta della sua liberazione si è estesa, e adesso la corte suprema di giustizia della nazione si accinge a rivedere la sentenza che condanna il professore a 60 anni per crimini che non ha commesso.

Dal penale di San Cristóbal, López Jiménez sostiene che “la negligenza dei medici è abituale, ritardano tutti le analisi, ma sappiamo che hanno la responsabilità di darci un’attenzione adeguata” (le autorità penitenziarie). Egli stesso soffre di fortissimi dolori alla testa da più di un anno, gli somministrano solo analgesici senza nessun procedimento diagnostico. “ Sto sollecitando una visita adeguata”, afferma.

I detenuti dell’ Altra Campagna si proclamano incarcerati ingiustamente, ugualmente  Patishtán, e sono in presidio permanente all’interno del carcere.

Tra di loro c’è Francisco Santiz López, base d’appoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Rimane in carcere a San Cristóbal per motivi politici, in quanto tutti i capi di accusa per cui è stato condannato si sono rivelati falsi. Tzeltal de Tenejapa, Santiz López insieme a Patishtán, è il prigioniero politico più emblematico dello stato del Chiapas. La richiesta della sua liberazione a livello internazionale dura da mesi e va crescendo.

Il Pane e le Rose

Costruzione di forni e workshop di panetteria

Le esigenze delle comunità autonome zapatiste sono molteplici ma la particolarità degli indigeni maya organizzati nell’EZLN è quella di soddisfarle in maniera autorganizzata, avendo come riferimento una struttura civile, politica e militare che hanno creato nel corso di lunghi anni di ribellione.

Infatti dal 1994 il territorio liberato dall’EZLN e’ diviso in una trentina di Municipi Autonomi Ribelli Zapatisti (MAREZ), raccolti in cinque centri amministrativi detti “Caracol” e presieduti da altrettante Giunte di Buon Governo (GBG), in un sistema di rappresentanza politica rotativo e non remunerato. Però la base decisionale di questa organizzazione sociale è la comunità, luogo privilegiato della democrazia radicale (come viene detta in Messico) e della sperimentazione sociale: qui avviene la costruzione di casa di salute, scuole, orti collettivi e cooperative; il tutto realizzato in maniera rigorosamente indipendente dal governo e dai partiti (da cui non ricevono nessun tipo di finanziamento o appoggio).
Continua…

Alberto Patishtan ritorna al Carcere numero 5 di San Cristobal

[Messico] Primo Maggio di lotta delle sex workers messicane

[Messico] 3 giorni di presidio permanente nello Zocalo di Oaxaca