Ci saranno mai nuove elezioni a Conakry?

La manifestazione del 18 aprile è stata organizzata riguardo la convocazione delle elezioni legislative per il 30 giugno, l’ultima data proposta era il 12 Maggio.

L’opposizione accusa il governo di aver rimandato la data con una decisione attuata in modo unilaterale. In vista della protesta le autorità hanno dispiegato quattromila uomini delle forze di sicurezza.

Almeno 15 persone sono rimaste ferite negli scontri tra manifestanti di opposizione e forze di sicurezza a Conakry.

Quattro persone, a detta del portavoce del governo, sono state ferite da proiettili “di origine ignota”, mentre le altre sono rimaste ferite quando i manifestanti hanno lanciato pietre. Ancora ci tocca sentire queste baggianate invece che assuzioni di responsabilità.

Almeno un uomo è in condizioni critiche, nel pronto soccorso dell’ospedale Donka. Il cui portavoce dichiara: “Gli hanno sparato allo stomaco. Sta sanguinando ma non abbiamo i mezzi per curarlo”.

A chi dice che le nostre passate attività di alfabetizzazione informatica e corsi audio video sono inutili in un paese che muore di fame rispondo con la speranza che si possano generare reporter, necessari allo sviluppo culturale ma anche alla controinformazione, visto che ciò che traspare nella stampa internazionale è cosparso di ignoranza in merito ai fatti e bugie istituzionalizzate.

Manifestazioni, scontri e morte a Conakry

Si è svolta una manifestazione nella capitale Conakry, Mercoledì 27 Febbraio 2013, per chiedere uan totale trasparenza riguardo le prossime elezioni e per finalizzare la transizione con il precedente governo.

Le elezioni del 2010, che furono anche le prime elezioni democratiche, da cui è uscito vincitore Alpha Condè, sono state accusate di frode e si era parlato di nuove elezioni nel 2011 poi rimandate di continuo, l’ultima data proposta è per il 12 Maggio 2013. Continue reading

[18-09-2012] Solidarietà della PIRATA con le comunità zapatiste aggredite

Solidarietà della PIRATA con le comunità zapatiste aggrediteMercoledì 19 Settembre 2012
All’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Ai/alle compagne base d’appoggio zapatista della Nueva Comunitad Comandante Abel
Alla Otra Campaña
Alla Sesta Internazionale

Fratelli e sorelle del mondo:

Con grande rabbia e indignazione abbiamo saputo della grave e dïfficile situazione che stanno vivendo i nostri fratelli e sorelle basi d’appoggio zapatiste (BAZ) nella Nueva Comunitad Comandante Abel (prima San Patrizio), Municipio Autónomo la Dignidad.

Il giorno 12 Settembre, la Giunta di Buon Governo (JBG) Nueva Semilla que va a Producir, del Caracol V Que Habla para Todos, Roberto Barrios denunciò pubblicamente la ennesima aggressione paramilitare subita dalle basi d’appoggio zapatiste della Nueva Comunidad Comandante Abel. La situazione in questa comunità è molto preoccupante: la vita, l’integrità e la sicurezza dei e delle nostre compagne BAZ sono in grave pericolo, al punto che si sono trovati obbligati a scappare verso la montagna per evitare di essere massacrati dai paramilitari.
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[Mexico]Frammenti di un articolo del Processo del 3 Giugno 2012 di Gloria Leticia Diaz

 LE VITTIME VISIBILI ED INVISIBILI DEL SESTENNIO

Secondo le stime di Letizia Ramirez de Alba, che elaborò l’Indice di Vittime Visibili ed Invisibili (IVVI) di delitti gravi, divulgato da qualche mese dall’ organizzazione civile Mexico Evalua, i dati indicano una realtà durissima: 88.361 omicidi dolosi in Messico durante il governo di Felipe Calderon e la sua guerra al narcotraffico; cifre nelle quali non si enumerano le “vittimi invisibili”…

A pochi mesi dalla sua uscita da Los Pinos (residenza presidenziale), le cifre delle vittime della guerra attuata da Felipe Hinojosa Calderon al narcotraffico, sono in costante crescita, così come le l’impatto su ampi settori della popolazione, innanzitutto le famiglie delle vittime; i fatti dimostrano il fallimento della sua politica di sicurezza nazionale.

In base alle denunce registrate dall’Agenzia del Ministero Pubblico federale ed inviate alla SNSP (Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica), fra il Dicembre 2006 ed il Marzo 2012, 120.692 persone sono state vittime di tre delitti: sequestro, estorsione e omicidio doloso. Quest’ultimo è il delitto più frequente, si parla di 88361 casi nel suddetto periodo.

Partendo dalle cifre del Istituto Nazionale di Statistica e Geografia (INEGI), se consideriamo tre o quattro persone care per ogni vittima la cifra sale approssimativamente a 366.480.

“Se ci atteniamo alle cifre ufficiali, possiamo parlare di un fallimento nella politica di sicurezza pubblica dell’attuale amministrazione”, commenta Leticia Ramirez Alba, responsabile dell’ Indice di Vittime Visibile ed Invisibili (IVVI) dei delitti gravi, pubblicato da Mexico Evalua, nell’agosto 2011. Continue reading

[Messico] 19 giugno, appello e azioni per la libertà di Alberto Patishtan


Giornata contro la prigionia politica e per la libertà di Alberto Patishtan

Rumori metallici di porte che si chiudono.

Passi e sguardi che inciampano su sbarre e torrette armate.

Teste rasate per potare idee e personalità.

Ore marcate al ritmo del niente.

Giusto un pezzetto di cielo…
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[Mexico] 19 de Junio. Jornada contra la prisión política y por la libertad de Alberto Patishtán.

dal sito: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2012/06/08/jornada-contra-la-prision-politica-y-por-la-libertad-de-alberto-patishtan-19-de-junio/

JORNADA CONTRA LA PRISION POLITICA Y POR LA LIBERTAD DE ALBERTO PATISHTAN

Ruidos metálicos de puertas cerradas.                                                                         Pasos y miradas que tropiezan con rejas y torres armadas.
Cabezas rapadas para podar ideas y personalidades.
Horas marcadas al ritmo del vacío.
Apenas un pedacito de cielo…

En todo el mundo así son las cárceles. En la ciudad, en el campo, los poderosos y los ricos atacan a quienes somos explotad@s e inconformes. Nos roban, nos esclavizan, nos discriminan y finalmente nos encarcelan, cuando no nos asesinan.
Buscan así callarnos, desarticularnos, amedrentarnos pero no pueden lograrlo, porque hasta dentro las cárceles podemos seguir luchando.
Como siempre lo ha hecho Alberto Patishtán Gómez.
Era el 19 de junio del año 2000 cuando se llevaron preso Alberto, maestro tzotzil, acusandolo de un delito que nunca cometió y que se le fabricó para punir su osadía por estar a lado del pueblo y en contra del presidente municipal de su pueblo, El Bosque, en Chiapas.
Una injusticia que se sigue perpetuando desde hace 12 años. Hoy el compañero Alberto está encerrado en un penal de máxima seguridad federal, Guasave (Sinaloa), a más de 2000 km de su familia, sus compañeros, su tierra. Se le castiga con saña y rencor porque Alberto ha hecho de cada prisión una trinchera, concientizando a los presos y luchando con y por ellos contra las brutalidades del sistema de (in)justicia del Estado Mexicano.
Como adherentes a la Sexta convocamos nuevamente a la movilización por la libertad de Alberto Patishtán, símbolo de la lucha en prisión, y por los demás pres@s polític@s de La Otra Campaña y del país, según los acuerdos tomados en el “Foro contra la prisión política y por la libertad de Alberto Patishtán” el 12 y 13 de mayo de 2012 (Chiapas), organizado por la Red contra la Represión y por la Solidaridad.
Invitamos, entonces, a las organizaciones, grupos, colectivos e individu@s en México y en el mundo a movilizarse en la medida de sus posibilidades el día martes 19 de junio 2012 para exigir la libertad de l@s luchadores/as sociales bajo la consigna:
“Contra la represión y el olvido: la libertad… abajo y a la izquierda”
Comunicamos que este día, desde las 11 a.m., habrá lugar un acto político en la comunidad de Alberto, organizada por el “Movimiento del Pueblo de El Bosque por la libertad de Alberto Patisthán”.

También les invitamos a señalar su acción, pancarta, mitin, marcha, volanteo, conferencia, mesa informativa, concierto al correo: foro.presxs@gmail.com

¡Abajo los muros de las prisiones!
¡Pres@s polític@s LIBERTAD!

[Mexico] Video dalla Junta de Buen Gobierno de Oventic

Il Movimento per la Giustizia del Barrio e La Otra Campaña Nueva York presentano questo video messaggio della Giunta di Buon Governo del Caracol II de Oventic, nella zona de Los Altos de Chiapas. Questo video si inscrive nella seconda settimana di mobilitazioni ed iniziative mondiali portate a capo per esigere, ancora una volta, la libertà dei prigionieri politici e “per abbattere tutte le carceri”. In particolare si fa riferimento a Francisco Santis Lopez arrestato da sei mesi ingiustamente, solo per essere una base d’appoggio zapatista

[Mexico] IL CASO DELLA COMPAGNA ROSA LOPEZ DIAZ

dal sito del nodo solidale: http://www.autistici.org/nodosolidale/altre_pagine.php?l=it&id=2

DATI PERSONALI

Nome e Cognome: Rosa Lopez Diaz
Data di nascita: 2 Dicembre 1978
Luogo di nascita: San Cristobal de las Casas.
Stato civile: coppia di fatto
Lingua: Tsotsil
Numero familiari: 1 figlio di 2 anni, oltre la sua mamma
Domicilio attuale della famiglia: Jardin de nuevo eden, Teopisca. Il figlio vive con lei
Organizzazione: Solidarios de la Voz del Amate
Incarico nella comunità: non ha avuto incarichi nella sua comunità
Occupazione: Commerciante di abiti e accessori
Dossier: 056/2007

DETENZIONE
Rosa Lopez Diaz fu arrestata il 10  di  maggio 2007 insieme a suo marito nel parco centrale di San Cristobal de las Casas, da alcune persone vestite da civili. La gettarono immediatamente sul pavimento. Non si identificarono, sentì che suo marito (il compagno Alfredo) chiese loro che si identificassero però non lo fecero.La condussero sino ad una camionetta e la misero sul pavimento con un piede su di lei. Le bendarono gli occhi.
Trascorso il tempo la gettarono in un luogo che teneva foglie secche coprendole la sua testa con una borsa mentre nella sua bocca misero uno straccio bagnato con l’intenzione di asfissiarla. La colpirono nello stomaco.
Ella chiese loro di fermarsi perché era incinta ma non si fermarono.
Dopo la riportarono sulla camionetta, e la portarono in un luogo sconosciuto. Qui capì che era sola, ossia che non stava con suo marito. La tennero inginocchiata, ammanettata e con gli occhi bendati. Chiese loro:”Cosa sta succedendo”. Le risposero:”Questo non ti importa, perché ora sei finita”.
Rosa ci racconta:”Piansi, piansi, perché non sapevo cosa mi accadesse, piansi per la mia famiglia, per la mia mamma. Non saprei come descrivere la paura che sentii.” ”Essi  continuarono gridando: “Da qui non ti salverai. Da dove ti porteremo, non uscirai”. Dopo gli aggressori abbandonarono la camionetta e le dissero a Rosa: “Non ti muovere. Se fai qualcosa, qui tu muori”. Continue reading

Incontro sulla memoria storica: Le alternative contro la violenza dello Stato

I giorni del 28 e 29 febbraio del 2012, riuniti nel Centro Indìgena de Capacitaciòn Integral, Universidad de la Tierra (Cideci- Unitierra) in San Cristobla de las Casas, di fronte all’urgente situazione  nella quale viviamo in scala mondiale, si è tenuto un incontro per scambiare e dialogare delle proprie esperienze e saperi, per porci come attori e attrici attive all’interno della storia, come soggetti capaci di trasformare il proprio destino storico. In questo incontro si è trattato della struttura sistemica e ben organizzata dello Stato come utilizzano la violenza come prima causa, e delle maniere alternative per opporsi.

Le tematiche:

Caratterizzazione della violenza dello Stato
Azioni politiche dei soggetti attivi
Azioni politiche contro l’impunità
Dal dolore individuale alla speranza collettiva
La lotta per i diritti umani delle e dei migranti
Inoltre all’interno dell’incontro vengono analizzate anche le tematiche di memoria storica, della costruzione del soggetto attivo, del ruolo della donna e del controllo terrtoriale come elementi trasversali per arginare ed eliminare la violenza come mezzo dello Stato.
Proponiamo qui gli audio dell’incontro:

                                                            I GIORNO

I Mesa

Presentazione del FRAYBA (64 min.)


Presentazione della dinamica dell’incontro
(97 min.)

Intervento di Rafael Landarreche (62min.)

Intervento di Mercedes Olivera (80 min.)
Centro dei diritti di genere -Chiapas-

Intervento Fundem Fundec (46 min.)
Familias unidas por los desaparecidos

Intervento di Salvador Campunur Cheràn (102 min.)

Intervento del Compa Cheràn

 

II Mesa

Introduzione

Ana Lorena Delgadillo (104 min.)
Fundaciòn para la justicia

Virginia Elizabeth (50 min.)
Colectivo actoras de cambio Guatemala

Magdalena Gòmez Isabel Domingo (61 min.)
Colectivo actoras de cambio Guatemala

Fray Tomàs Gonzalez (40 min.)
CDH Usumacita

Camilo Pérez (33 min.)
Tribunal Permanente de los pueblos

II GIORNO

Sintesi del giorno precedente


Sintesi in tsotsil e tseltal


Caratterizzazione della violenza dello Stato


Azioni politiche e giuridiche contro l’impunità


Dal dolore individuale all’esperienza collettiva


Lotta per la difesa dei diritti degli e delle immigrati/e

 

DENUNCIE

 

Cerro de la tortuga


Colectiva Actoras de Cambio

FUNDEM

MPJD


San Sebastiàn Bachajòn

 

Sociedad Civil Las Abejas de Acteal


Alberto Patishtan (Colectivo Ik)

 

CONCLUSIONE

[Messico] Policías reprimen a estudiantes de la Normal Ayotzinapa, varios muertos.


El día de hoy, 12 de diciembre, siendo las 12 horas, aproximadamente 300 estudiantes de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, tomaron la caseta de salida de la carretera Chilpancingo-Acapulco, para exigir el cumplimiento a sus peticiones de educación al gobierno del Estado de Guerrero. A las 12:30 se presentaron elementos de la Policía Federal y Policía de la Fuerzas Especiales, los cuales abrieron fuego contra los estudiantes, así como persecución contra ellos golpeándolos y deteniéndolos a varios de ellos. Nos confirmaron a las 12:50 que hay 2 muertos, hay cinco heridos por balas y 22 detenidos.
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